Migranti, Meloni: "Incomprensione con Parigi, reazione ingiustificata". Il giallo di quelle otto ore alla base dello strappo
di Emanuele Lauria , di Emanuele Lauria"Ci sono state delle incomprensioni", dice Giorgia Meloni, ponendo dietro il paravento di un misunderstanding la clamorosa crisi politica e diplomatica esplosa tra Italia e Francia.
Alla base della dura reazione francese che invita gli altri Paesi dell'Ue a bloccare i trasferimenti di migranti dell'Italia, e sullo sfondo dell'altrettanto forte controreazione della premier italiana (secondo cui l'atteggiamento di Parigi è "aggressivo, incomprensibile e ingiustificato"), c'è un giallo. Una questione ancora insoluta: qual è stata la scintilla che ha innescato uno scontro senza precedenti fra due partner di primo piano dell'Europa? Meloni prova a spiegare così: "La Francia aveva dichiarato che avrebbe accolto la Ocean Viking e non avrebbe fatto selezione, come invece sarebbe avvenuto in Italia, questa notizia non è stata smentita in otto ore e quindi io ho detto "grazie per il gesto di solidariet&…
"Ci sono state delle incomprensioni", dice Giorgia Meloni, ponendo dietro il paravento di un misunderstanding la clamorosa crisi politica e diplomatica esplosa tra Italia e Francia.
Alla base della dura reazione francese che invita gli altri Paesi dell'Ue a bloccare i trasferimenti di migranti dell'Italia, e sullo sfondo dell'altrettanto forte controreazione della premier italiana (secondo cui l'atteggiamento di Parigi è "aggressivo, incomprensibile e ingiustificato"), c'è un giallo. Una questione ancora insoluta: qual è stata la scintilla che ha innescato uno scontro senza precedenti fra due partner di primo piano dell'Europa? Meloni prova a spiegare così: "La Francia aveva dichiarato che avrebbe accolto la Ocean Viking e non avrebbe fatto selezione, come invece sarebbe avvenuto in Italia, questa notizia non è stata smentita in otto ore e quindi io ho detto "grazie per il gesto di solidarietà". Le mie parole volevano essere un gesto distensivo".
Ma occorre fare un passo indietro: la presidente del Consiglio italiana e Macron si incontrano lunedì a Sharm el-Sheikh, durante il Cop 27. Nulla trapela ufficialmente sui contenuti del dialogo ma è scontato che parlino anche della questione della nave dell'Ong "Sos Mediterranée" cui l'Italia vuole negare l'accesso al porto di Catania.
Fatto sta che il giorno dopo, martedì, l'agenzia Ansa batte alle 15.47 una notizia proveniente da fonti del ministero dell'Interno francese che annuncia l'apertura del porto di Marsiglia alla Ocean Viking. Passa meno di un'ora e già Matteo Salvini esulta: "Bene così! L'aria è cambiata". Meloni rimane in silenzio fino alle 21:03, poi arriva una nota da Palazzo Chigi: "Esprimiamo il nostro sentito apprezzamento per la decisione della Francia di condividere la responsabilità dell'emergenza migratoria". È quella che Meloni definirà "il gesto distensivo"
In realtà, da quel momento in poi crescerà l'irritazione di Macron e del governo francese. Perché? La premier aveva davvero ricevuto rassicurazioni nel corso dell'incontro con il presidente del Paese transalpino? O si è basata solo sulla notizia d'agenzia che trasmetteva la posizione di "fonti" del ministero dell'Interno francese? E comunque, dopo aver letto quell'agenzia, Meloni e i suoi collaboratori hanno contattato di nuovo il governo francese per avere dettagli sull'operazione? La premier, in conferenza stampa, lancia solo l'ipotesi che il governo francese abbia "cambiato idea" fra martedì e mercoledì, sotto la pressione di una maggioranza fragile. Ma il dubbio che rimane è che l'ira di Parigi sia stata determinata da una fuga in avanti di Meloni o dei suoi alleati (leggasi Salvini) che hanno strumentalizzato l'accordo, facendo propaganda sulle spalle dell'alleato d'Oltralpe. Di certo, le distanze fra Italia e Francia rimangono, se non si accentuano. Come le ombre su quelle otto ore che hanno fatto precipitare i rapporti al minimo storico.