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Bonino: "Sui migranti Meloni continua la linea Salvini. Ma la Francia si ricordi di Calais e Ventimiglia"

La leader di +Europa: "Gioco spietato del governo di centrodestra sulla pelle dei più fragili. Ma Parigi non può scagliare la prima pietra"
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"Il governo Meloni sta semplicemente continuando la linea di Salvini: sugli immigrati fa un gioco spudorato anche dal punto di vista della realpolitik". Emma Bonino, leader di +Europa, ex ministra degli Esteri e ex commissaria Ue, lancia l'allarme sul rischio isolamento dell'Italia in Europa: "Ma non solo su questo". E però avverte: "La Francia non può scagliare la prima pietra, ricordi le sue politiche su Calais e Ventimiglia".

Bonino, tra la premier Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron è rottura sui migranti. Come se ne viene a capo?
"A me pare che il gioco brutale della politica sulla pelle degli altri, soprattutto dei più fragili, sia spudorato, anche dal punto di vista della realpolitik. Chi è senza peccato tra gli Stati della Ue scagli però la prima pietra. La Francia si ricordi di Calais e Ventimiglia dove i militari francesi hanno superato il confine in almeno una occ…

"Il governo Meloni sta semplicemente continuando la linea di Salvini: sugli immigrati fa un gioco spudorato anche dal punto di vista della realpolitik". Emma Bonino, leader di +Europa, ex ministra degli Esteri e ex commissaria Ue, lancia l'allarme sul rischio isolamento dell'Italia in Europa: "Ma non solo su questo". E però avverte: "La Francia non può scagliare la prima pietra, ricordi le sue politiche su Calais e Ventimiglia".

Bonino, tra la premier Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron è rottura sui migranti. Come se ne viene a capo?
"A me pare che il gioco brutale della politica sulla pelle degli altri, soprattutto dei più fragili, sia spudorato, anche dal punto di vista della realpolitik. Chi è senza peccato tra gli Stati della Ue scagli però la prima pietra. La Francia si ricordi di Calais e Ventimiglia dove i militari francesi hanno superato il confine in almeno una occasione per intervenire sul territorio italiano e bloccare i migranti. La Spagna delle enclavi di Ceuta e Melilla. La Polonia di come i profughi, spinti da Lukashenko al confine,  li ha accolti con idranti e filo spinato. La via d'uscita è quella che viene sistematicamente bloccata, perché gli Stati membri non hanno mai dato la competenza  sull'immigrazione alla commissione Ue. Non è previsto neppure dal Trattato di Lisbona".

La Francia ha accusato l'Italia di disumanità e di non essersi comportata da Stato responsabile, rischiamo l'isolamento diplomatico?
"Lo rischiamo ma non tanto e non solo sui migranti. Abbiamo rapporti tesi con la Germania. E ora questo attrito fuori luogo con la Francia è una cattiva partenza per il governo italiano".

Dopo il no allo sbarco della Ocean Viking a Catania accolta invece a Tolone, la Francia ha fatto sapere che non rispetterà l'impegno sulla redistribuzione dei profughi. È una ritorsione?
"Ho cercato questo accordo sui circa 3.500 profughi che la Francia dice avrebbe accolto e ora non lo farà più. Non l'ho trovato. Nel 2015 la Commissione Ue propose la re-location: non è andata da nessuna parte. Nel 2019 il vertice dei ministri dell'interno europei a La Valletta discusse della proposta della Finlandia, che era presidente di turno, di ricollocazione e che accettarono pochi Paesi, tra cui Italia, Francia, Germania e Malta. Ma si tratta di un accordo informale. Quindi da dove viene la mitica cifra di 3.500? Il gioco perenne di usare le persone come armi di pressione e di ricatto è un gioco antico che non porta da nessuna parte. Quello che il governo Meloni sta facendo è semplicemente in continuazione con la linea di Salvini. Attacco inoltre alle Ong senza neppure guardare le cifre, che dicono che solo il 10% degli sbarchi proviene dai salvataggi delle navi Ong. Gli altri migranti arrivano sui barchini, da soccorsi da navi commerciali, dalla Marina militare".

Ong da fermare: dice la destra. Magari sequestrando le navi.
"Non è certo criminalizzando le Ong che si risolve la questione  sbarchi. Ma i flussi migratori sono irrisolvibili nel breve termine. Il fatto che ciascuno Stato faccia per sé, precipitando anche in crisi diplomatiche e dimenticando che ci sono persone di mezzo, è la peggiore strada che si possa percorrere. Vorrei richiamare l'attenzione su un altro numero della Fondazione Migrantes: gli italiani che migrano all'estero. Sono 5 milioni e 800 mila, più degli immigrati residenti in Italia che sono 5 milioni e 200 mila. Se ne vanno molti giovani dal Sud a causa delle discriminazione anagrafica, territoriale e di genere. Pensiamo di occuparci di questo?".

Però la Francia ha avuto una reazione spropositata, non crede?
"Non gioco a questo gioco. Spero che i governi la smettano con il braccio di ferro. Il ministro Piantedosi ha definito i migranti 'carico residuale': bel rispetto per le persone! Per fortuna che i medici 'bizzarri', aggettivo usato dalla premier, hanno consentito a tutti di sbarcare. Persone che hanno attraversato a piedi il deserto, prigionieri poi delle galere libiche, che attraversano il mare, come potrebbero non essere tutti 'fragili', che è il requisito posto dal governo italiano per farli sbarcare?".

Ventimiglia rischia di diventare l'altro fronte di scontro con la Francia sui migranti?
"Lo è già".

La legge Bossi-Fini è da cambiare?
"Certo, e lo diciamo da tempo. Abbiamo raccolto firme e lanciato proposte con la campagna 'Ero straniero'. Non c'è stato verso e tantomeno con il governo attuale".