Lo schiaffo di Parigi: "Italia disumana, stop al patto sui migranti"
di Emanuele Lauria , Tonia Mastrobuoni , di Emanuele Lauria, Tonia Mastrobuoni"Da ora ci capiremo", aveva detto una Giorgia Meloni fresca di giuramento dopo un incontro in un albergo del Gianicolo con il presidente francese Emmanuele Macron. Era stata, la premier, decisamente ottimista. Perché soli 16 giorni dopo Italia e Francia si trovano già in mezzo a una crisi diplomatica asprissima, con pochi precedenti, figlia della decisione del governo di Roma di non accettare lo sbarco della Ocean Viking.
Palazzo Chigi aveva cantato vittoria, martedì scorso, annunciando la disponibilità del Paese Oltralpe di aprire i porti alla nave carica di 231 migranti. Ma ieri il ministro dell'Interno francese, Gerald Darmanin, conferma che domani l'imbarcazione della Ong sbarcherà a Tolone ma condisce la notizia con un duro attacco all'Italia: definisce "incomprensibile" la scelta del nostro Paese, protagonista di un "comportamento inaccettabile". E, soprattutto, il ministro francese compie l'at…
"Da ora ci capiremo", aveva detto una Giorgia Meloni fresca di giuramento dopo un incontro in un albergo del Gianicolo con il presidente francese Emmanuele Macron. Era stata, la premier, decisamente ottimista. Perché soli 16 giorni dopo Italia e Francia si trovano già in mezzo a una crisi diplomatica asprissima, con pochi precedenti, figlia della decisione del governo di Roma di non accettare lo sbarco della Ocean Viking.
Palazzo Chigi aveva cantato vittoria, martedì scorso, annunciando la disponibilità del Paese Oltralpe di aprire i porti alla nave carica di 231 migranti. Ma ieri il ministro dell'Interno francese, Gerald Darmanin, conferma che domani l'imbarcazione della Ong sbarcherà a Tolone ma condisce la notizia con un duro attacco all'Italia: definisce "incomprensibile" la scelta del nostro Paese, protagonista di un "comportamento inaccettabile". E, soprattutto, il ministro francese compie l'atto politicamente più rilevante: Darmanin dice che saranno sospesi i ricollocamenti in Francia di 3.500 rifugiati attualmente in Italia e chiede a tutti gli altri partecipanti al Meccanismo di solidarietà europea, in particolare alla Germania, di fare lo stesso. In sostanza, il governo francese blocca i trasferimenti dal nostro Paese e invita alla medesima reazione il resto della comunità europea. "L'Italia - afferma Darmanin - è la grande perdente di questi comportamenti. Si pone al di fuori della solidarietà europea e dei propri impegni. Ci saranno conseguenze estremamente forti sulle relazioni bilaterali ed europee". Ma è un'escalation che ha il suo apice il serata, quando ancora il ministro viene intervistato dall'emittente Tf1: "L'Italia è stata molto disumana" e "le autorità si sono dimostrate non professionali" rispetto all'emergenza migranti. Di più: Darmanin annuncia l'invio di 500 poliziotti francesi al confine italiano "per controllare meglio le nostre frontiere".
Giorgia Meloni rimane senza parole. Letteralmente. Il silenzio della premier durerà tutto il giorno. Si esprime, invece, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che si rifugia dietro i numeri: "In Italia - dice - quest'anno sono sbarcate quasi 90 mila persone. Tredici Paesi europei si sono impegnati a ricollocare complessivamente circa 8 mila persone, meno di un decimo. Finora ne sono state ricollocate in tutto 117 (lo 0,13% degli arrivati), di cui in Francia appena 38 (lo 0,04%)". Secondo Piantedosi "la solidarietà europea viene sbandierata ma l'Italia ha affrontato questo problema da sola".
Il governo sbanda, le prime mosse su un tema-spot come l'immigrazione rischiano di isolare subito il Paese. Matteo Salvini, simbolo del pugno duro contro gli sbarchi, rilancia la palla Oltralpe: "Inspiegabile il nervosismo di alcuni politici francesi. A protestare dovrebbe essere l'Italia". Ma la maggioranza, stavolta non si spacca: "La reazione della Francia è sproporzionata", dice il forzista Antonio Tajani.
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Basterà a evitare l'allargarsi della crisi diplomatica e il gelo con Bruxelles? Di certo, la Germania prova ad assumere un atteggiamento distensivo: si dichiara disponibile ad accogliere 80 migranti a bordo dell'Ocean Vikings. Lo fa sapere a Repubblica il ministero dell'Interno tedesco. Di un altro terzo si farà carico Parigi, e una quota sarà assorbita da Lussemburgo, Bulgaria, Croazia, Norvegia. Sul piano politico, dunque, l'esecutivo guidato da Scholz non sembra rispondere alla sollecitazione diretta del ministro francese Darmanin a disdettare il piano di distribuzione dei migranti di giugno. Berlino nicchia. Del resto tra il 16 e il 18 novembre Piantedosi è atteso proprio al G7 dei ministri dell'Interno a Kloster Eberbach, e la sua omologa tedesca Faeser lo incontrerà giovedì per un primo, importante bilaterale. La Germania, ricorda una fonte governativa, "ha sostenuto il piano di giugno non in base ai numeri ma in base a una volontà politica di mostrarsi solidale con l'Italia". E vorrebbe continuare a farlo, nonostante il milione e trecentomila profughi e migranti accolti dalla Germania (di cui un milione di ucraini). Berlino continua a mostrarsi dialogante. Almeno Per ora.