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Regionali, Majorino (Pd): "Candidarmi in Lombardia? Vediamo. Primarie la strada giusta, grottesca la proposta Moratti"

Pierfrancesco Majorino (fotogramma)
Dopo la rinuncia di Pisapia, l'europarlamentare dem sembra essere il nuovo nome in pista per la sfida nella regione
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"Candidarmi alle primarie per la Lombardia? Vediamo". Pierfrancesco Majorino sembra essere il nuovo nome del Pd per la sfida alle regionali in Lombardia. È un tam tam partito ieri, dopo la rinuncia di Giuliano Pisapia. Alla destra e al Terzo Polo di Calenda e Renzi che fanno pressing sui Dem per Letizia Moratti, la carta a sorpresa sarebbe quindi  l'eurodeputato, 49 anni, in prima linea in tutte le battaglie della sinistra, dai migranti alle carovane umanitarie a Kiev.

Majorino, è lei la faccia nuova a cui invita a guardare Giuliano Pisapia che si è sfilato dalla corsa per la presidenza della Regione Lombardia?
"A Milano e nelle altre città lombarde è cresciuta una nuova classe dirigente di centrosinistra, di cui bisogna essere orgogliosi. A questo credo si riferisse Pisapia. Quindi nelle scelte è giusto partire da questa comunità dem, peraltro sotto attacco. Io sono fiero di appartenervi, perché so…

"Candidarmi alle primarie per la Lombardia? Vediamo". Pierfrancesco Majorino sembra essere il nuovo nome del Pd per la sfida alle regionali in Lombardia. È un tam tam partito ieri, dopo la rinuncia di Giuliano Pisapia. Alla destra e al Terzo Polo di Calenda e Renzi che fanno pressing sui Dem per Letizia Moratti, la carta a sorpresa sarebbe quindi  l'eurodeputato, 49 anni, in prima linea in tutte le battaglie della sinistra, dai migranti alle carovane umanitarie a Kiev.

Majorino, è lei la faccia nuova a cui invita a guardare Giuliano Pisapia che si è sfilato dalla corsa per la presidenza della Regione Lombardia?
"A Milano e nelle altre città lombarde è cresciuta una nuova classe dirigente di centrosinistra, di cui bisogna essere orgogliosi. A questo credo si riferisse Pisapia. Quindi nelle scelte è giusto partire da questa comunità dem, peraltro sotto attacco. Io sono fiero di appartenervi, perché sono dirigenti che hanno lavorato nelle istituzioni, in centinaia di Comuni grandi e piccoli di tutta la Lombardia".

Il Pd ha deciso di scegliere il candidato con le primarie dei progressisti?
"Sì, è la proposta: entro poche settimane avremo una candidata o un candidato del centrosinistra. Le primarie sono la soluzione migliore. Si eviterebbero solo se ci fosse una posizione unitaria e un candidato unitario, cosa che può ancora affiorare nei prossimi giorni. Ma farsi aiutare dai militanti nelle scelte è una occasione di partecipazione".

Lei si candida?
"Vediamo. C'è un bel gruppo tra cui scegliere, sarebbe bene che tutto il Pd però si ritrovasse su un solo nome per le primarie".

E lei è il candidato più accreditato?
"Mi fa pacere, mi lusinga che circoli il mio nome, ma la decisione sarà corale".

Si parla molto anche del sindaco di Brescia, Emilio Del Bono?
"Sì, credo però non sia disponibile".

Ma come mai si è ritirato Cottarelli, poi Pisapia: la strada è tutta in salita per il centrosinistra?
"C'era un percorso con una possibile alleanza con il Terzo Polo su Carlo Cottarelli, che Calenda ha messo in discussione sbagliando. Ripeto: la sintesi si era trovata su Cottarelli, ma la decisione del Terzo Polo ha creato un po' uno smottamento. Credo tuttavia che una strda si riesca a trovare, anche senza il Terzo Polo. E mi auguro che i 5Stelle non si chiamino fuori e siano pronti a confrontarsi sul futuro della Lombardia".

Moratti mai?
"Sinceramente trovo grottesca la proposta di candidare Letizia Moratti per il centrosinistra. Condivido totalmente quello che ha detto Pisapia: non è solo la storia di Moratti donna di destra, ma anche l'attualità per cui ha scelto di rivolgersi a noi, al centrosinistra, solo dopo che Meloni e Salvini avevano bocciato la sua candidatura".

Però alcuni dem la ritengono una buona candidata per sottrarre la Lombardia alle destre?
"È una opinione che non capisco e che non condivido e che ritengo fallimentare sul piano del consenso. Molti elettori di centrosinistra sceglierebbero altri, quindi otterremmo il peggiore risultato possibile: non solo essere sconfitti da Attilio Fontana ma essere sconfitti sostenenedo Moratti".

Però è previsto un tavolo con Calenda, il segretario dem Vinicio Peluffo e i sindaci lombardi del Pd. Segno che c'è ancora uno spazio di trattativa?
"La linea di Peluffo è chiara e giusta: se Calenda ritira la candidatura di Moratti il confronto e la discussione hanno senso".

Anche lei è per velocizzare il congresso del Pd?
"Avremmo dovuto fare più velocemente, ma adesso utilizziamo questi mesi per coinvolgere forze esterne e paralre di contenuti, senza distrarci un secondo dall'opposizione a Meloni".