Ha fatto scalpore il tweet con cui Carlo Calenda ha condannato "il gesto sbagliato della Francia" e invitato l'opposizione a evitare facili entusiasmi "per indebolire Meloni". Parole che hanno subito innescato il sospetto di collaborazionismo.
Ci risiamo, senatore.
"Io non difendo Giorgia Meloni, di cui ero e resto un oppositore. Io difendo l'Italia. E non ho nessun imbarazzo a dire, peraltro da presidente di un partito che in Europa sta nel gruppo di Macron, che la reazione del governo francese sulla questione Ocean Viking è oltremisura, fatta per parlare più a Le Pen e Zemmour, ovvero ai loro sovranisti, che a noi".
Sta dicendo che la colpa della crisi è tutta dei cugini francesi?
"Intanto diciamo che la gestione Piantedosi su sbarchi e ong è il remake di quel che fece Salvini, una sceneggiata sulla pelle dei naufraghi. Inaccettabile. Poi però c'è il resto".
Cioè la critica …
Ha fatto scalpore il tweet con cui Carlo Calenda ha condannato "il gesto sbagliato della Francia" e invitato l'opposizione a evitare facili entusiasmi "per indebolire Meloni". Parole che hanno subito innescato il sospetto di collaborazionismo.
Ci risiamo, senatore.
"Io non difendo Giorgia Meloni, di cui ero e resto un oppositore. Io difendo l'Italia. E non ho nessun imbarazzo a dire, peraltro da presidente di un partito che in Europa sta nel gruppo di Macron, che la reazione del governo francese sulla questione Ocean Viking è oltremisura, fatta per parlare più a Le Pen e Zemmour, ovvero ai loro sovranisti, che a noi".
Sta dicendo che la colpa della crisi è tutta dei cugini francesi?
"Intanto diciamo che la gestione Piantedosi su sbarchi e ong è il remake di quel che fece Salvini, una sceneggiata sulla pelle dei naufraghi. Inaccettabile. Poi però c'è il resto".
Cioè la critica a Macron.
"In patria ha subito attacchi per aver accettato di accogliere i migranti approdati da noi, quindi ha pensato di trasformare un'incomprensione in una crisi con l'Italia. Mandando 500 gendarmi a Ventimiglia e chiedendo il blocco delle ricollocazioni. Un atto inqualificabile e ingiustificabile".
Ma le pare normale che, dopo l'aiuto offerto da Macron, un ministro esulti sui social come se l'Italia avesse piegato la Francia?
"Salvini è un pericoloso irresponsabile che non può stare in un governo perché fa solo danni. Per fortuna è ministro, non il premier".
Per la verità è anche vicepremier.
"Far esplodere una crisi di tale livello per il tweet idiota di uno che ne fa 5 al giorno mi sembra esagerato. Per questo penso che la loro sia più una questione di politica interna".
Meloni però non l'ha sconfessato né è intervenuta per cercare di correggere il tiro con i francesi.
"Mi pare evidente che lei abbia un problema di gestione e controllo dell'alleato leghista. Ma il vero punto è un altro. Riguarda la sua capacità di intrattenere relazioni internazionali, che risentono dei suoi legami con i sovranisti. Guardi al caso francese: Le Pen e Zemmour attaccano Macron quando dà una mano all'Italia governata da Meloni che è loro alleata. È ora di sciogliere questo nodo: è impossibile avere rapporti coi sovranisti che stanno all'opposizione dei governi a cui si chiede aiuto".
Riassumendo, per lei Meloni non ha responsabilità, ma il resto dell'opposizione pensa il contrario.
"Le hanno Piantedosi e Salvini, non Meloni. Ed è un errore usare un Paese straniero per attaccare il proprio governo. La Francia ha sbagliato e sarebbe bene che lo riconoscessero tutti. Ma davvero si pensa che possano insegnarci come gestire i confini? Ma se sono più rigidi di noi".
Nei confronti di un partner tanto strategico, il governo non avrebbe dovuto prestare più attenzione?
"Certo, ma dev'essere reciproca. È una relazione fondamentale per bilanciare Berlino e i nordici e per la revisione del Patto di stabilità. Se tutti stessero più zitti sarebbe meglio".
Quindi lei non sta offrendo una sponda alla maggioranza di destra?
"Anche se stavolta ho preso le parti della premier resto un oppositore fermissimo di questo governo che secondo me combinerà un casino dietro l'altro".