Migranti: Meloni copia Salvini, attacca l'Ue e le "navi fuorilegge"
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaROMA - La Ocean Viking ha lasciato il porto di Tolone, con una scia di polemiche non sopite. La Francia, dopo il fragoroso scontro con il governo Meloni sul ricollocamento dei migranti, torna ad attaccare Roma. L'Italia con Malta, Cipro e Grecia punta il dito contro alleati e Ong che "non rispettano le leggi". Ma scende in campo la diplomazia. E se Giorgia Meloni prepara in silenzio il G20 di Bali (dove non è previsto ma non escluso un incontro con Emmanuel Macron e dove invece il 15 terrà un bilaterale con Joe Biden), nel governo alcuni ministri provano a ricucire i rapporti. O comunque a sollecitare a Buxelles una via d'uscita dall'emergenza.
Le mosse di Tajani
Il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, domani farà il primo passo nel Consiglio europeo dei ministri degli Esteri: "Ho chiesto di mettere all'ordine del giorno l'emergenza migranti - dice Tajani - e invocherò una soluzione europea comune. C'…
ROMA - La Ocean Viking ha lasciato il porto di Tolone, con una scia di polemiche non sopite. La Francia, dopo il fragoroso scontro con il governo Meloni sul ricollocamento dei migranti, torna ad attaccare Roma. L'Italia con Malta, Cipro e Grecia punta il dito contro alleati e Ong che "non rispettano le leggi". Ma scende in campo la diplomazia. E se Giorgia Meloni prepara in silenzio il G20 di Bali (dove non è previsto ma non escluso un incontro con Emmanuel Macron e dove invece il 15 terrà un bilaterale con Joe Biden), nel governo alcuni ministri provano a ricucire i rapporti. O comunque a sollecitare a Buxelles una via d'uscita dall'emergenza.
Le mosse di Tajani
Il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, domani farà il primo passo nel Consiglio europeo dei ministri degli Esteri: "Ho chiesto di mettere all'ordine del giorno l'emergenza migranti - dice Tajani - e invocherò una soluzione europea comune. C'è l'esigenza che il problema dello sbarco di migliaia di persone provenienti dall'Africa non sia tutto sulle spalle dell'Italia. Perché che debba andare così non è scritto da nessuna parte".
Secondo Tajani "Non c'è un problema con la Francia che, malgrado la reazione nella vicenda dell'Ocean Viking sia stata sproporzionata, rimane un importante partner. L'invito al "boicottaggio" ai danni dell'Italia fatto agli altri Paesi Ue? Mi sembra che Germania, Olanda e Lussemburgo abbiano già dichiarato di non volerlo accogliere...".
Parigi: "Inaccettabili i metodi di Meloni"
Tajani avrà modo di parlare anche con la sua omologa francese, Catherine Colonna, che in un'intervista a Le Parisien rilasciata giovedì ma pubblicata ieri, ha rinfocolato le accuse al nostro Paese. Colonna parla di "fortissima delusione. l'Italia - dice - non rispetta né il diritto internazionale, né il diritto marittimo. Il comunicato in cui Giorgia Meloni afferma, parlando a nome nostro, che spetta alla Francia accogliere i migranti è in totale contraddizione con quello che ci eravamo detti. Questi metodi sono inaccettabili".
Le parole di Piantedosi
Insomma, le distanze restano e anche per questo motivo l'Ue è al lavoro per organizzare un vertice ad hoc sul dossier migranti. Dovrebbe tenersi negli ultimi giorni di novembre e vedrebbe la partecipazione dei ministri dell'Interno. La commissione metterà sul tavolo un piano d'azione, per aiutare gli Stati membri a giungere ad un più stretto coordinamento su sbarchi e ricollocamenti. il punto della volontarietà non verrà intaccato. Ma l'obiettivo di Bruxelles è rendere questa solidarietà effettiva, sgravando di soverchi oneri i Paesi di primo approdo. Per l'Italia al vertice andrà Matteo Piantedosi, che ieri ha firmato una dichiarazione congiunta con gli omologhi di Malta, Cipro e Grecia in cui si denuncia il fatto di trovarsi "a sostenere l'onere più gravoso della gestione dei flussi migratori. Tutti gli Stati di bandiera - è il pensiero espresso - si assumano le loro responsabilità in conformità coi loro obblighi internazionali". È un asse fra Paesi del Sud Europa, da alcuni osservatori visto come una risposta al tentativo francese di isolare l'Italia.
La nuova stretta contro le Ong
Mentre il governo Meloni sul piano internazionale apre nuove porte, sul fronte interno comincia a mettere a punto la nuova stretta contro le Ong. Dei nuovi provvedimenti annunciati dalla premier non c'è ancora una bozza ma si lavora sul solco dei decreti sicurezza cari a Salvini: si studia un provvedimento da utilizzare per arrivare al sequestro amministrativo delle imbarcazioni - disposto dai prefetti - nel caso queste non rispettassero l'obbligo di far sbarcare solo fragili, donne e bambini. Saranno inoltre rilanciate le maxi-sanzioni alle imbarcazioni delle Ong che, all'epoca del decreto sicurezza bis, potevano raggiungere anche il milione di euro. Una cifra che non sarà riproposta ma che è possibile invece si assesti tra i 10mila e i 50mila euro, come era inizialmente prevista anche nei decreti di Matteo Salvini. Piantedosi potrebbe riportare alla luce anche la norma che concede al Viminale la possibilità di limitare o vietare l'ingresso, il transito e la sosta alle navi per motivi di sicurezza.