✕

I due volti del governo: tregua Ue sui migranti e pugno duro sulle Ong

Ascolta l'audio

Palazzo Chigi prova ad abbassare i toni con Parigi, ma anche Berlino attacca: “Chi salva vite in mare merita riconoscenza”. Tajani e Piantedosi: “Non vogliamo rompere”. Salvini: “Ora multe e sequestri”
2 minuti di lettura

ROMA - Parigi, Berlino e Madrid: i grandi Paesi d'Europa contro l'Italia sull'accoglienza ai migranti. Nel giro di ventiquattro ore il clima d'improvviso si inasprisce e il governo Meloni rischia di trovarsi più isolato che mai. Palazzo Chigi adesso abbassa i toni: "Non abbiamo alcuna intenzione di continuare ad alimentare polemiche", dice il sottosegretario alla Presidenza Giovanbattista Fazzolari. Ma dal governo Matteo Salvini continua a marcare la linea dura e il "pugno" da usare contro le Ong.

Chi, nella maggioranza, sperava che si spegnesse presto la coda di polemiche sorte dal rifiuto di accogliere la Ocean Viking - che ha poi fatto rotta su Tolone - è rimasto deluso: se la Francia, con il portavoce dell'esecutivo Olivier Veran, definisce Meloni "la grande perdente" di questa partita, conferma che non ospiterà i tremila migranti da ricollocare attualmente sul territorio italiano e chiede all'Ue di …

ROMA - Parigi, Berlino e Madrid: i grandi Paesi d'Europa contro l'Italia sull'accoglienza ai migranti. Nel giro di ventiquattro ore il clima d'improvviso si inasprisce e il governo Meloni rischia di trovarsi più isolato che mai. Palazzo Chigi adesso abbassa i toni: "Non abbiamo alcuna intenzione di continuare ad alimentare polemiche", dice il sottosegretario alla Presidenza Giovanbattista Fazzolari. Ma dal governo Matteo Salvini continua a marcare la linea dura e il "pugno" da usare contro le Ong.

Chi, nella maggioranza, sperava che si spegnesse presto la coda di polemiche sorte dal rifiuto di accogliere la Ocean Viking - che ha poi fatto rotta su Tolone - è rimasto deluso: se la Francia, con il portavoce dell'esecutivo Olivier Veran, definisce Meloni "la grande perdente" di questa partita, conferma che non ospiterà i tremila migranti da ricollocare attualmente sul territorio italiano e chiede all'Ue di pronunciarsi dopo il no di Roma allo sbarco della nave di Sos Mediterranée, a prendere le distanze dalle posizioni dell'Italia sono anche Germania e Spagna.

Viktor Elbling, ambasciatore tedesco in Italia, ricorda l'importanza dell'attività delle Ong che Berlino vuole finanziare ma il governo Meloni vuole sanzionare con un nuovo decreto sicurezza: "Nel 2022 sono già oltre 1.300 le persone morte o disperse nel Mediterraneo. Il 12% dei soravvissuti è stato salvato dalle Ong. Salvano vite laddove l'aiuto dagli Stati manca. Il loro impegno umanitario merita riconoscenza". E Madrid si è rifiutata di firmare l'atto d'accusa contro l'Ue sui mancati ricollocamenti e sulle "navi fuorilegge" sottoscritto dall'Italia con Grecia, Malta, Cipro. Il governo spagnolo non vuole affiancarsi a Paesi che non rispettano gli obblighi di accoglienza "a discapito di chi salva vite".

In questo clima, il Quirinale non interviene ma resta vigile: l'auspicio di Sergio Mattarella, che potrebbe sentire Macron, è che i governi risolvano in tempi brevi la controversia. Giorgia Meloni ieri sera è partita per il G20 di Bali senza la prospettiva di un bilaterale con Macron: "Ma i due leader, in un appuntamento che è anche conviviale, si incontreranno certamente", dice Fazzolari, che fa parte della delegazione in volo per l'Indonesia. Lo stesso sottosegretario non enfatizza la crisi diplomatica: "Non abbiamo intenzione di continuare ad alimentare polemiche ma anche le ultime dichiarazioni da Parigi fanno capire come la questione finora sia stata del tutto sottovalutata. La Francia - dice a Repubblica Fazzolari - si oppone a un accordo sui ricollocamenti finora totalmente disatteso dalla Francia stessa, che quest'anno ha accolto solo 38 migranti. Adesso sentiamo dire che Meloni esce sconfitta da questa situazione perché verrà interrotta un'enorme solidarietà che non abbiamo mai visto. L'Italia ha ragione a porre il problema". Fazzolari non crede all'idea di un Paese emarginato: "Al di là delle dichiarazioni, nessuno ha accolto l'invito a bloccare i ricollocamenti dall'Italia fatto dalla Francia. Anzi, l'unico documento ufficiale è quello che Grecia, Malta e Cipro hanno firmato con il nostro governo".

Sulla linea della prudenza anche Antonio Tajani, che oggi di migranti parlerà al Consiglio dei ministri degli Esteri Ue: "Noi abbiamo posto una questione politica, nessuno vuole gettare benzina sul fuoco. Siamo pronti a parlare con i francesi. La loro mi sembra più questione di politica interna". E anche il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi dice non c'è "alcuna volontà di rompere con Paesi cui ci unisce una fratellanza antica". Ma la posizione del governo è a dir poco oscillante: il prudente Tajani non esita a chiedere all'Europa "un codice di condotta" per le Ong definite "taxi dei migranti" e ricorda un rapporto Frontex sugli "appuntamenti in mare" tra trafficanti e volontari per prendere a bordo i profughi dall'Africa. Mentre Matteo Salvini, espressione dell'ala della fermezza, non rinuncia a postare un giudizio tranchant: "Chi sbaglia paga. Bene così", scrive dopo aver sottolineato l'intenzione del governo di "usare il pugno duro contro gli sbarchi" con "multe, sequestri e più controlli". A conferma del doppio volto dell'Italia che i principali partner europei hanno posto sul banco degli imputati.