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G20, Meloni unica premier donna a Bali ma non lo rivendica: per palazzo Chigi resta "il presidente"

(fotogramma)
La premier italiana rappresenta un'avanguardia europea incarnata prima di lei da Merkel e May. Ma sul sito del governo il primato viene nascosto da una scelta lessicale tutta al maschile
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C’è un solo capo di governo donna al tavolo del G20: si chiama Giorgia Meloni. È italiana. È, val la pena sottolinearlo, europea. Perché il potere ai vertici del mondo è indiscutibilmente maschio. Non serve leggere i nomi, basta sfogliare le foto di famiglia dei summit dei grandi della terra, una distesa di grisaglie con pochi sprazzi di colore. Ma Meloni appartiene da oggi a un’avanguardia tutta europea di donne leader. Lei sola presente lì a perpetuare la tradizione, spezzare il monopolio, evitare il triste pareggio nel campo delle pari opportunità tra democrazie e autocrazie.

Per sedici anni ci ha pensato Angela Merkel a fiaccare la dominanza degli uomini, imponendosi non solo nelle foto, ma ai tavoli di ogni trattativa. A lei la democrazia inglese, che ruppe il suo soffitto di cristallo già nel 1979 con Margaret Thatcher, ha affiancato negli anni recenti Theresa May e, solo virtualmente, Liz Truss. Truss poteva e…

C’è un solo capo di governo donna al tavolo del G20: si chiama Giorgia Meloni. È italiana. È, val la pena sottolinearlo, europea. Perché il potere ai vertici del mondo è indiscutibilmente maschio. Non serve leggere i nomi, basta sfogliare le foto di famiglia dei summit dei grandi della terra, una distesa di grisaglie con pochi sprazzi di colore. Ma Meloni appartiene da oggi a un’avanguardia tutta europea di donne leader. Lei sola presente lì a perpetuare la tradizione, spezzare il monopolio, evitare il triste pareggio nel campo delle pari opportunità tra democrazie e autocrazie.

Per sedici anni ci ha pensato Angela Merkel a fiaccare la dominanza degli uomini, imponendosi non solo nelle foto, ma ai tavoli di ogni trattativa. A lei la democrazia inglese, che ruppe il suo soffitto di cristallo già nel 1979 con Margaret Thatcher, ha affiancato negli anni recenti Theresa May e, solo virtualmente, Liz Truss. Truss poteva essere a Bali, a valere “due”, al fianco di Meloni, ma è stata solo una maldestra meteora. E allora eccola lì, la prima presidente del Consiglio donna della storia d’Italia. Lei sola, tra i capi di governo. Non solissima, per fortuna. Perché tra i partecipanti ci sono la tedesca Ursula von der Leyen, capo dell’esecutivo Ue, la bulgara Kristalina Georgieva, direttore generale del Fondo monetario internazionale, la nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala, che guida l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto). Quattro su quarantuno, non un numero incoraggiante.

E però. Ad aggiungere un’altra punta d’amarezza, c’è una scelta lessicale che nasconde il primato italiano, lo relega alle foto, lo annega nel maschile della carica. È una scelta di colei che del primato potrebbe vantarsi: “Il presidente Meloni”. Così pretende di essere chiamata, con decisione che in uno slancio ossequioso ha portato gli uffici ad aggiungere all’articolo maschile anche l’appellativo “signore”. “Il signor presidente del Consiglio”, è stata Meloni per qualche ora, prima della correzione.

Ora, a voler seguire quel che la premier fa al G20 sui canali ufficiali del governo, si può leggere ben in mostra, in primo piano sul sito di Palazzo Chigi: “Il presidente Meloni al G20”. La cancellazione del femminile amplificato dall’assenza del nome. Conta la presenza, conta la foto, si dirà. Ma non è quel che resta agli atti.