Il ministro Nordio a sorpresa al Csm, "collega tra i colleghi". Ma protesta per lo spritz fatto con l’Aperol e non con il Campari
di Liana Milella , di Liana MilellaGli piacciono le sorprese. E soprattutto tentare di mantenere buoni rapporti con gli ormai ex colleghi, anche se fa parte di un governo che non considera i giudici proprio degli amici (vedi Forza Italia e la Lega). Ma lui, il Guardasigilli Carlo Nordio, comunque si sente sempre addosso la toga che ha portato fino a cinque anni fa da procuratore aggiunto a Venezia.
E così eccolo - intorno a mezzogiorno - fare una visita a sorpresa al Consiglio superiore della magistratura. Una ventina di minuti a tu per tu con l'attuale vice presidente David Ermini, e poi aperitivo e stuzzichini, anche se lui non beve e protesta per via di uno spritz fatto con l'Aperol, e non con il Campari...Si sofferma a lungo a parlare con Alessandra Dal Moro, giudice a Milano, nonché moglie di Gherardo Colombo, e che è stata sua uditrice a Venezia.
E via via, colloquio dopo colloquio - il tutto per un'oretta buona - Nordio cerca di rassicurare i magist…
Gli piacciono le sorprese. E soprattutto tentare di mantenere buoni rapporti con gli ormai ex colleghi, anche se fa parte di un governo che non considera i giudici proprio degli amici (vedi Forza Italia e la Lega). Ma lui, il Guardasigilli Carlo Nordio, comunque si sente sempre addosso la toga che ha portato fino a cinque anni fa da procuratore aggiunto a Venezia.
E così eccolo - intorno a mezzogiorno - fare una visita a sorpresa al Consiglio superiore della magistratura. Una ventina di minuti a tu per tu con l'attuale vice presidente David Ermini, e poi aperitivo e stuzzichini, anche se lui non beve e protesta per via di uno spritz fatto con l'Aperol, e non con il Campari...Si sofferma a lungo a parlare con Alessandra Dal Moro, giudice a Milano, nonché moglie di Gherardo Colombo, e che è stata sua uditrice a Venezia.
E via via, colloquio dopo colloquio - il tutto per un'oretta buona - Nordio cerca di rassicurare i magistrati che da lui non arriveranno attacchi pregiudiziali contro la magistratura, ma interventi tecnici soprattutto sulle leggi che a suo dire vanno cambiate come l'abuso di ufficio.
Non è ancora stato fissato l'incontro formale con il Consiglio, e non è detto che si terrà con questo ormai giunto alle ultime battute, oppure con il prossimo, che però potrà partire solo quando il Parlamento avrà votato i dieci laici a partire dal 13 dicembre. Per adesso però i rapporti con il Csm sono strategici per Nordio, visto che passano da queste mani le richieste di magistrati da mettere fuori ruolo.
Com'è già successo per il suo capo di gabinetto Alberto Rizzo, ex presidente del tribunale di Vicenza e la sua vicecapo vicaria Giusi Bartolozzi, ex deputata di Forza Italia poi passata nel gruppo misto. Nonché per Antonello Mura, da sempre toga di Magistratura indipendente, che ha lasciato il vertice della procura generale di Roma per dirigere l'ufficio legislativo al posto di Franca Mangano. Via anche la sua vice Ketty Lo Curto che è tornata a Vienna. Nello spoil system di certo la sinistra di Area e di Magistratura democratica perde posizioni.
E anche oggi, per mano del Csm, Nordio si vede sfuggire una pedina strategica di via Arenula per i fondi del Pnrr e la gestione del personale amministrativo. Lascia Barbara Fabbrini, toga di Area, potente direttrice da otto anni del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, il Dog, che ha chiesto di tornare a Firenze, nello stesso posto che occupava otto anni fa, quello di giudice civile.
Punto di riferimento per la gestione statistica, Fabbrini, allieva del presidente della Corte di appello di Brescia Claudio Castelli, ha fatto quadrare i rigidi step del Piano di rinascita e resilienza che ha dato 2,3 miliardi di euro alla giustizia italiana. Sua la gestione del personale amministrativo, con i circa 5mila nuovi assunti a tempo indeterminato (14mila in tutto in 5 anni), e i 10mila a tempo con il Pnrr. Nonché dei 16mila addetti all'ufficio del processo (per ora la metà in servizio), la nuova struttura creata dall'ex ministra Marta Cartabia sul modello dei clerk inglesi. Assistenti di pm e giudici, proprio come nelle Corti europee e nella stessa Consulta. Per sostituirla si fa il nome di Paolo Sordi, presidente del tribunale di Frosinone.