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Autonomia, Calderoli: "Ora il Sud dimostri quanto vale. Il centralismo ha fallito"

Roberto Calderoli (ansa)

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Il ministro degli Affari regionali autore del disegno di legge: "Ascolto le proposte di buon senso e sono pronto a riscrivere la bozza. De Luca vuole essere il Masaniello del Meridione"
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"Sono pronto a riscrivere la bozza sull'Autonomia differenziata. Guardo il Paese dalla parte del Sud, perché il Nord lo conosco già". Roberto Calderoli, ministro leghista degli Affari regionali e delle Autonomie, è convinto che questa sia la volta buona per il federalismo. Spaccherà l'Italia?

"L'Autonomia consentirà alle Regioni che vanno meno veloci di mettersi al passo con quelle che corrono. Nessuno pensa a 20 scuole, ma a funzioni che creeranno maggiore efficienza. È lo Stato centrale che ha fallito finora accentuando le disparità". E assicura: "Prima di far partire l'autonomia garantiremo uguali diritti sociali e civili, i cosiddetti Lep, i livelli essenziali di prestazione".
Ministro Calderoli, sta preparando la secessione delle Regioni ricche a danno del Sud?
"Niente di più falso. Il Paese oggi non viaggia a due velocità, ma a 4 o 5 velocità. Non è…

"Sono pronto a riscrivere la bozza sull'Autonomia differenziata. Guardo il Paese dalla parte del Sud, perché il Nord lo conosco già". Roberto Calderoli, ministro leghista degli Affari regionali e delle Autonomie, è convinto che questa sia la volta buona per il federalismo. Spaccherà l'Italia?

"L'Autonomia consentirà alle Regioni che vanno meno veloci di mettersi al passo con quelle che corrono. Nessuno pensa a 20 scuole, ma a funzioni che creeranno maggiore efficienza. È lo Stato centrale che ha fallito finora accentuando le disparità". E assicura: "Prima di far partire l'autonomia garantiremo uguali diritti sociali e civili, i cosiddetti Lep, i livelli essenziali di prestazione".
Ministro Calderoli, sta preparando la secessione delle Regioni ricche a danno del Sud?
"Niente di più falso. Il Paese oggi non viaggia a due velocità, ma a 4 o 5 velocità. Non è colpa dell'Autonomia che ancora non c'è, ma di come è stato gestito finora. Una gestione centralista, nonostante la Costituzione del 1947 avesse un orientamento regionalista. Spero ora di realizzare l'Autonomia differenziata che nasce dalla riforma del Titolo V del 2001 fatta dal centrosinistra e validata da un referendum costituzionale".

Lei ha preparato una legge che sfrutta quell'onda del 2001?
"In quella che per ora è solo una bozza, parto dai contenuti degli articoli 116 e e117 della Costituzione scritti dal centrosinistra: con l'Autonomia differenziata cercherò di avvicinare le varie velocità del Paese verso quella che corre di più".

Con uno spezzatino di modelli di scuola?
"Ma non ci saranno venti scuole: chi l'ha detto? Le materie che si potranno devolvere alle Regioni non le ho scritte io, ma sono negli articoli 116 e 117 della Carta. La mia sarà una attività di ricognizione che consentirà di stabilire quali funzioni sono connesse a quella materia. Sarà poi il governo, in sede di intesa con la Regione, a decidere quale singola funzione devolvere".

Può fare un esempio?
"Il Friuli, che è Regione a statuto speciale, vorrebbe avere competenze sull'ufficio scolastico regionale. Significa avere venti modelli diversi di scuola? No. Ma se all'inizio dell'anno scolastico tutte le Regioni riusciranno a evitare che le classi siano scoperte perché mancano gli insegnanti, allora sarà un successo".

Non si rompe il Paese?
"È l'occasione d'oro per sviluppare le potenzialità di ogni Regione. Il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, forzista, ha detto che se avesse la competenza sulla gestione dell'energia verde, dal momento che la sua Regione ne produce più di quanto ne consumi, i cittadini calabresi potrebbero addirittura non pagare l'energia elettrica".

Tuttavia chi sta indietro, resta indietro.
"Ma una Regione che vuole restare com'è, che non chiede l'Autonomia, potrà farlo: continuerà ad andare a velocità ridotta. Il gap tra le varie aree del Paese c'è ora. L'autonomia è una opportunità per dimostrare di sapere amministrare meglio di come fa lo Stato e portare maggiori risorse ai propri territori".

Il governatore della Campania, De Luca la accusa di attentare all'unità d'Italia: come risponde?
"A chi dice che questo progetto è anti costituzionale, replico che non attuare la Costituzione è incostituzionale. De Luca punta a essere il Masaniello del Sud".

Ma lei è disposto a ritirare la sua proposta, a cancellare questa prima bozza presentata?
"Si tratta di appunti di lavoro che sono stati utili. Ma sono disponibile anche a riscrivere tutta la bozza, avendo avviato il confronto. Ascolto i suggerimenti dei governatori e le richieste di buonsenso. Ma se mi attaccano sostenendo che spacco l'Italia, allora rispondo: vai fare il comizio da un'altra parte. Se mi dicono che il reddito medio al Sud è più basso che nel resto d'Italia e che c'è un maggiore calo della popolazione o un deficit di strade e ferrovie, è colpa dello Stato centrale".

I diritti ai servizi devono essere uguali per tutti i cittadini italiani. Significa varare i Lep, i livelli essenziali di prestazione. Se ne è scordato?
"No, ma è lo Stato che l'ha scritto e mai realizzato. I diritti sociali e civili uguali vanno garantiti. È la volta buona. Nessuna materia potrà essere trasferita se prima non sono stati definiti i relativi Lep".

Autonomia e presidenzialismo andranno di pari passo, per fare contenti gli alleati di FdI?
"L'autonomia è una legge ordinaria, il presidenzialismo costituzionale. Possono viaggiare in parallelo, a condizione di tenere la mia velocità".

Rimpiange la Lega secessionista che amava il Nord e non la Patria?
"Chi ama la propria terra vuol bene al Paese. Io guardo all'autonomia oggi anche con gli occhi del Sud".