Migranti, l'Italia prova a convincere Parigi e Ue: "È a rischio la sicurezza"
di Giuliano Foschini , Fabio Tonacci , di Giuliano Foschini, Fabio TonacciPer uscire dall'angolo diplomatico in cui si è auto-relegato, il governo italiano porterà al vertice di Bruxelles sull'immigrazione la questione della sicurezza nazionale. Presentandola, soprattutto agli occhi dei francesi, come il principio guida che ha dettato le ultime mosse del ministero dell'Interno su ong e flussi, alla base dell'incidente con Parigi. "Il dato politico dell'incontro di oggi è questo", dice a Repubblica chi era presente alla riunione della presidente del consiglio Giorgia Meloni, insolitamente convocata negli uffici del gruppo di FdI alla Camera.
Una strategia, dunque, che servirà al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per presentare al Consiglio straordinario dell'Ue fissato per il prossimo 25 novembre una proposta credibile, che abbia una chance di non essere bocciata. E che possa essere presa in considerazione dal ministro francese Gerald Darmanin, con la quale l'Italia sta cercando …
Per uscire dall'angolo diplomatico in cui si è auto-relegato, il governo italiano porterà al vertice di Bruxelles sull'immigrazione la questione della sicurezza nazionale. Presentandola, soprattutto agli occhi dei francesi, come il principio guida che ha dettato le ultime mosse del ministero dell'Interno su ong e flussi, alla base dell'incidente con Parigi. "Il dato politico dell'incontro di oggi è questo", dice a Repubblica chi era presente alla riunione della presidente del consiglio Giorgia Meloni, insolitamente convocata negli uffici del gruppo di FdI alla Camera.
Una strategia, dunque, che servirà al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per presentare al Consiglio straordinario dell'Ue fissato per il prossimo 25 novembre una proposta credibile, che abbia una chance di non essere bocciata. E che possa essere presa in considerazione dal ministro francese Gerald Darmanin, con la quale l'Italia sta cercando di riallacciare i rapporti. Meloni ieri aveva un'agenda assai fitta, motivo per cui ha deciso - assicurano "solo per motivi logistici" - di riunire a Montecitorio Piantedosi, il vicepremier Matteo Salvini, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto, i sottosegretari Alfredo Mantovano (autorità delegata per la sicurezza della Repubblica) e Giovanbattista Fazzolari. C'era anche Elisabetta Belloni, a capo dei nostri servizi di intelligence. Proprio la presenza di Belloni ha connotato la discussione e ha consentito di fare il punto sulle rotte migratorie: gli arrivi dalla Libia, ma anche Tunisia ed Egitto, sono in crescita rispetto allo scorso anno e l'assenza di interlocutori attendibili sulla costa africana rende impossibile prevedere con ragionevole certezza quante partenze ci dobbiamo aspettare entro l'anno. Nella riunione, durata circa un'ora, si parlato anche della rotta balcanica, che la Commissione europea sta monitorando per valutarne l'incidenza rispetto agli sbarchi.
Legare la proposta italiana alla sicurezza nazionale e, di conseguenza, alla sicurezza dell'intera Europa, per Meloni è l'unico modo per riattivare in tempi brevi l'interlocuzione con l'Eliseo. Il contenuto è ancora da definire. Dalle indiscrezioni circolate nelle ore scorse, ma non confermate dal Viminale, oltre al meccanismo di ridistribuzione automatica dei migranti dai Paesi di primo approdo, il piano prevede l'introduzione di quote di ingresso da offrire ai Paesi di origine o di transito, a seconda della capacità di assorbimento del mercato del lavoro degli stati aderenti. "L'Italia - dice Piantedosi - ha fatto tornare la giusta attenzione degli organismi d'Europa. Il sogno migratorio dei giovani dall'Africa deve essere gestito da noi e dai Paesi da cui provengono, non dai trafficanti".
In Francia l'arrivo della Ocean Viking, cui l'Italia ha negato il porto di sbarco, è diventata una grana per il presidente Emmanuel Macron, che alla fine ha optato per fare una selezione tra i naufraghi: per 123 dei 234 sbarcati a Tolone con la nave di Sos Méditerranée è scattato il rifiuto di ingresso, mentre si sono già dileguati i 26 minorenni ospitati in un centro d'accoglienza nel sud del Paese. L'entourage di Macron torna ad accusare il governo italiano, parlando di "vilain geste" ("brutto gesto") in relazione alla vicenda, ma - e qui sta un certo ottimismo di Meloni - hanno aggiunto: "L'importante è continuare la cooperazione e non fermarsi qui". Per l'Italia è il punto da cui si può ripartire.