C'è un elemento che più di altri fa capire il malfermo stato di salute del Pd: si svolgerà in forma ibrida l'assemblea dei mille chiamati oggi a fissare la data delle primarie (il 19 febbraio) e approvare le modifiche statutarie necessarie ad avviare, finalmente, il congresso costituente voluto da Letta. Significa che chi vorrà potrà intervenire fisicamente, ritrovandosi alle 10 del mattino in una sala convegni a due passi dal Quirinale; chi invece non vuol venire a Roma potrà collegarsi dal salotto di casa. Il perché di questa scelta è presto detto: si rischiava di non raggiungere il numero legale - 500 presenti - indispensabile per varare le norme regolamentari senza le quali è impossibile portare avanti il faticoso processo di rigenerazione democratica.
I candidati in campo
A dir poco paradossale per un partito che immagina di aprire la fase costituente con la cosiddetta "chiamata" agli esterni: se n…
C'è un elemento che più di altri fa capire il malfermo stato di salute del Pd: si svolgerà in forma ibrida l'assemblea dei mille chiamati oggi a fissare la data delle primarie (il 19 febbraio) e approvare le modifiche statutarie necessarie ad avviare, finalmente, il congresso costituente voluto da Letta. Significa che chi vorrà potrà intervenire fisicamente, ritrovandosi alle 10 del mattino in una sala convegni a due passi dal Quirinale; chi invece non vuol venire a Roma potrà collegarsi dal salotto di casa. Il perché di questa scelta è presto detto: si rischiava di non raggiungere il numero legale - 500 presenti - indispensabile per varare le norme regolamentari senza le quali è impossibile portare avanti il faticoso processo di rigenerazione democratica.
I candidati in campo
A dir poco paradossale per un partito che immagina di aprire la fase costituente con la cosiddetta "chiamata" agli esterni: se nemmeno i tuoi vogliono partecipare, figurarsi chi non è iscritto. Roba da levar l'uzzolo a chiunque. Ma non al segretario dem, deciso ad arrivare vivo - leggi non dimissionario - alle primarie. Da svolgere, sarà questa la proposta all'assemblea, con quasi un mese d'anticipo rispetto alla data ipotizzata in principio (12 marzo), ma esattamente una settimana dopo le regionali del Lazio - e forse pure della Lombardia - che si preannunciano disastrose. Non certo una chiusura in bellezza per Letta, ma neppure il miglior viatico per chi dovrà sostituirlo. Frutto di un difficilissimo compromesso fra correnti. Gli ex renziani di Base riformista e i Giovani turchi di Orfini avrebbero voluto eleggere subito il candidato sulla carta più forte, ossia Stefano Bonaccini. La sinistra di Provenzano e Orlando - ancora indecisi se appoggiare l'outsider Elly Schlein, sostenuta invece da Franceschini - avrebbero preferito una discussione più approfondita sul profilo e l'identità del Pd. Con Dario Nardella alla finestra per capire se ci sono i margini per correre, mentre Matteo Ricci e Paola De Micheli sono già in campo da mesi. Una girandola di aspiranti che scatena l'ironia di Zingaretti: "Cercasi idee, prima dei nomi, battaglie politiche da fare subito", avverte l'ex leader. "Può far sorridere che lo dica io, ma in questi 15 anni il Pd l'unica cosa che ha cambiato sono i segretari, dieci, il resto è rimasto uguale".
La road map del Congresso
La road map definita al Nazareno è la solita via di mezzo che non accontenta né scontenta nessuno: il dibattito aperto a chiunque voglia dare il proprio contributo andrà avanti per tutto dicembre fino al 20 gennaio, quando verrà convocata l'assemblea costituente che, dopo due giorni di confronto, approverà il manifesto dei valori del nuovo Partito democratico. Il taglio dei tempi riguarderà il voto nei circoli, che stabilirà chi sono i due sfidanti alle primarie.
La norma salva-Schlein
Due innovazioni - il congresso costituente e la possibilità per chi non è tesserato di iscriversi al Pd fino all'ultimo istante utile, ossia la presentazione delle candidature entro il 27 gennaio - che verranno introdotte mediante una norma transitoria di modifica allo Statuto. Già ribattezzata "salva-Schlein", consentirà all'ex vicepresidente dell'Emilia, ma pure ai compagni di Articolo1, di partecipare alle assise e concorrere alla segreteria senza i limiti fin qui contemplati dalla carta fondativa.
Ma se il timing di Letta dovrebbe passare senza problemi, in assemblea si prevedono comunque scintille. Un gruppo di donne per lo più ex parlamentari, da Morani a Fedeli, presenterà un ordine del giorno per chiedere di accelerare ancora e aprire i gazebo a gennaio. Mentre Marianna Madia e Lia Quartapelle proporranno tre regole congressuali per togliere il potere alle correnti e spostarlo sugli iscritti. Tutte iniziative al femminile, dal destino pressoché segnato.