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Boldrini sulla tampon tax: "La destra porta avanti la battaglia della sinistra ma solo per un anno, non in modo strutturale"

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L'ex presidente della Camera, eletta nelle liste del Pd, promotrice della richiesta di ridurre in parte l'Iva sugli assorbenti igienici: "Noi abbiamo rotto un tabù, ora Meloni prosegua su questa scia"
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ROMA - "La destra ha portato avanti la battaglia della sinistra sulla tampon tax. E' stata una iniziativa dell'intergruppo delle deputare nella passata legislatura, che ha ridotto in parte l'Iva sugli assorbenti igienici. Noi abbiamo rotto un tabù, ora Giorgia Meloni prosegua su questa scia". Laura Boldrini, ex presidente della Camera, eletta nelle liste del Pd, è stata la promotrice di quella richiesta. 

Boldrini, la tampon tax è una battaglia storicamente delle donne di sinistra che ora la destra fa sua?
"La destra porta a termine un lavoro iniziato con un emendamento a mia prima firma alla manovra del 2020. Abbiamo ottenuto noi la riduzione dell'Iva dal 22 al 5% per gli assorbenti igienici compostabili. Per gli altri la diminuzione dal 22 al 10% è giunta con la legge di bilancio del 2022". 

Ora è la destra di Giorgia Meloni che prevede la tampon tax nella manovra: è una misura anche pi&…

ROMA - "La destra ha portato avanti la battaglia della sinistra sulla tampon tax. E' stata una iniziativa dell'intergruppo delle deputare nella passata legislatura, che ha ridotto in parte l'Iva sugli assorbenti igienici. Noi abbiamo rotto un tabù, ora Giorgia Meloni prosegua su questa scia". Laura Boldrini, ex presidente della Camera, eletta nelle liste del Pd, è stata la promotrice di quella richiesta. 

Boldrini, la tampon tax è una battaglia storicamente delle donne di sinistra che ora la destra fa sua?
"La destra porta a termine un lavoro iniziato con un emendamento a mia prima firma alla manovra del 2020. Abbiamo ottenuto noi la riduzione dell'Iva dal 22 al 5% per gli assorbenti igienici compostabili. Per gli altri la diminuzione dal 22 al 10% è giunta con la legge di bilancio del 2022". 

Ora è la destra di Giorgia Meloni che prevede la tampon tax nella manovra: è una misura anche più ampia rispetto a quella che, tra molte polemiche, avevate spuntato?  
"Fa quest'ultimo passo, se confermato, per solo un anno, non in modo strutturale". 

Non le fa piacere?
"Certo, ma vorrei che si ricordasse che la breccia l'abbiamo aperta noi e non l'abbiamo abbandonata, anzi abbiamo ottenuto risultati. Siamo partite con l'intergruppo per le donne, i diritti e le pari opportunità e 32 firme di deputate di diversi schieramenti, chiedendo e ottenendo appunto la riduzione dal 22 al 5% dell'Iva sui tamponi e i prodotti igienici femminili compostabili o biodegradabili. Mentre per gli altri lo "sconto" è stato dal 22 al 10%. Ora la destra completa quel lavoro e consolida il nostro successo. Sempre che, ripeto, sarà confermata la misura nella legge di bilancio". 

Comunque un tabù, quello sulle mestruazioni, è finito?
"I bisogni delle donne non possono non essere presi in considerazione. Gli assorbenti sono beni di prima necessità. Riguardano le ragazze e le donne e pertanto devono essere ritenuti beni primari. Il ciclo mestruale non è un lusso, bensì una cosa naturale e di tutte". 

In alcuni Paesi gli assorbenti sono gratuiti
"Sì. In altri l'Iva è al 5%, o sono distribuiti nelle scuole e nelle università. In Italia le donne della sinistra sono riuscite a richiamare l'attenzione e ottenere i primi risultati, che lo faccia ora anche la destra mi pare un dato positivo". 

Il fatto che Meloni sia il/la premier donna qualche differenza la fa, non crede?
"Che si sia voluta fare chiamare al maschile è incomprensibile. Si è arrivati all'assurdo che nei comunicati di Palazzo Chigi si usi  "la" per la presidente Ue, Ursula von der Leyen e la presidente dell'europarlamento, Roberta Metsola e "il" per Giorgia Meloni. Non è spiegabile se non dal punto di vista culturale: il maschile è ritenuto evidentemente più autorevole. Se la premier fa la differenza, vedremo. Lo misureremo sulle politiche che metterà in atto, su welfare e occupazione a favore delle donne, sulla  parità salariale: una legge questa del Pd che va monitorata nella sua reale applicazione. Aggiungo che a Bruxelles il partito di Giorgia Meloni ha votato contro sulla direttiva per la parità salariale".