Lepore: "A Bologna diamo vita allo Ius soli onorario"
di Eleonora Capelli , di Eleonora Capelli"Abbiamo messo nello statuto del Comune lo Ius Soli alla bolognese per dire ai ragazzi: siete "dei nostri" fin dal primo giorno. Se nascete qui oppure se avete fatto un percorso di studi. Sono 11 mila i ragazzi che hanno diritto alla cittadinanza onoraria, con i primi mille facciamo una grande festa". Il sindaco Matteo Lepore manda un messaggio alla politica nazionale, nella battaglia sullo Ius Soli, con la forza di una cerimonia solenne, per dare il benvenuto a tutti gli italiani senza cittadinanza.
Sindaco Lepore, perché una festa per i ragazzi che si sentono bolognesi, anche senza i documenti?
"Abbiamo invitato oggi a teatro mille ragazzi delle scuole medie. Alcuni sono senza cittadinanza, ma la festa è per loro. Rilanciamo la parità dei diritti e dei doveri, l'impegno a essere parte attiva e responsabile di una comunità".
Cosa significa secondo lei la cittadinanza "bolognese"?
"I ragazzi entrano a…
"Abbiamo messo nello statuto del Comune lo Ius Soli alla bolognese per dire ai ragazzi: siete "dei nostri" fin dal primo giorno. Se nascete qui oppure se avete fatto un percorso di studi. Sono 11 mila i ragazzi che hanno diritto alla cittadinanza onoraria, con i primi mille facciamo una grande festa". Il sindaco Matteo Lepore manda un messaggio alla politica nazionale, nella battaglia sullo Ius Soli, con la forza di una cerimonia solenne, per dare il benvenuto a tutti gli italiani senza cittadinanza.
Sindaco Lepore, perché una festa per i ragazzi che si sentono bolognesi, anche senza i documenti?
"Abbiamo invitato oggi a teatro mille ragazzi delle scuole medie. Alcuni sono senza cittadinanza, ma la festa è per loro. Rilanciamo la parità dei diritti e dei doveri, l'impegno a essere parte attiva e responsabile di una comunità".
Cosa significa secondo lei la cittadinanza "bolognese"?
"I ragazzi entrano a far parte di una una città in cui la cultura della solidarietà è predominante, la cura delle relazioni è elemento vitale, l'enzima che rende bolognesi tutti gli studenti che arrivano ogni anno per frequentare l'università. I ragazzi sono parte dell'arco che sorregge il nostro portico".
Come avete scelto di celebrare questo momento?
"Sul palco con me saliranno Youtuber e influencer, attori, rapper e attivisti che verranno a raccontare cosa ha significato per loro confrontarsi con lo stigma di una diversa nascita o cosa ha significato l'Italia. È un momento simbolico, con i ragazzi di seconda generazione e i loro amici".
In questo momento c'è molta attenzione al tema delle migrazioni...
"Non va affatto sottovalutata la questione migratoria, è un fenomeno globale che sta sconvolgendo il mondo. La differenza è tra chi vuole gestire il fenomeno e chi lo strumentalizza. I migranti che arrivano dal mare sono solo una parte del fenomeno, i più a rischio della vita e in difficoltà. La maggior parte dei migranti entra in altri modi, illegalmente perché da decenni c'è una legge che impedisce un flusso regolare di migranti. Penso che un Paese moderno possa decidere di regolare i flussi e debba impegnarsi in un modello di cittadinanza partendo dai Comuni".
Quando si parla di adolescenti, spesso vengono evocate le "baby gang", lei che ne pensa?
"Ci sono dati allarmanti che riguardano i ragazzi, sono quelli diffusi da Save The Children: una bimba nata in Calabria ha 15 anni di aspettativa di vita in meno rispetto alla sua coetanea del Trentino. Io penso che si debba parte delle responsabilità dei padri, non dalle colpe dei figli. Prima di etichettare una generazione come quella delle "baby gang", vediamo di mettere in campo politiche contro la povertà".
Lei è del Pd, pensa che il suo partito condivida queste battaglie?
"Penso che il prossimo segretario del Pd dovrà occuparsi soprattutto di queste cose".