La battaglia nell’opposizione blocca il Copasir: in pole Guerini ma M5S propone Scarpinato
di Giuliano Foschini e Serenella Mattera , di Giuliano Foschini e Serenella MatteraIl Copasir c'è, ma non è ancora in grado di riunirsi. A due mesi dalle elezioni, sono le divisioni dell'opposizione a bloccare il Comitato parlamentare sulla sicurezza della Repubblica. Dopo lunga attesa, dovuta al temporeggiare del Movimento 5 stelle, i presidenti delle Camere hanno ufficializzato la composizione della bicamerale. Ma una convocazione manca, per una spaccatura tra Partito democratico e M5s sulla presidenza dell'organismo di garanzia. Il Pd la vuole per l'ex ministro della Difesa Lorenzo Guerini (o, ma è meno probabile, Enrico Borghi), i cinquestelle frenano, avanzano il nome del magistrato Ferdinando Scarpinato. Sullo sfondo c'è una trattativa parallela per la guida della Vigilanza Rai, su cui avanza le sue mire anche il Terzo polo.
I fedelissimi dei leader
È stata la pressante richiesta dei presidenti delle Camere a portare all'indicazione dei componenti del Copasir. Prima Forza Italia, poi il M5s hanno inf…
Il Copasir c'è, ma non è ancora in grado di riunirsi. A due mesi dalle elezioni, sono le divisioni dell'opposizione a bloccare il Comitato parlamentare sulla sicurezza della Repubblica. Dopo lunga attesa, dovuta al temporeggiare del Movimento 5 stelle, i presidenti delle Camere hanno ufficializzato la composizione della bicamerale. Ma una convocazione manca, per una spaccatura tra Partito democratico e M5s sulla presidenza dell'organismo di garanzia. Il Pd la vuole per l'ex ministro della Difesa Lorenzo Guerini (o, ma è meno probabile, Enrico Borghi), i cinquestelle frenano, avanzano il nome del magistrato Ferdinando Scarpinato. Sullo sfondo c'è una trattativa parallela per la guida della Vigilanza Rai, su cui avanza le sue mire anche il Terzo polo.
I fedelissimi dei leader
È stata la pressante richiesta dei presidenti delle Camere a portare all'indicazione dei componenti del Copasir. Prima Forza Italia, poi il M5s hanno infatti preso tempo. Solo nelle ultime ore è arrivata l'ufficializzazione. Faranno parte della bicamerale i senatori Andrea Augello (FdI), Claudio Borghi (Lega), Licia Ronzulli (FI), Enrico Borghi (Pd) e Ferdinando Scarpinato (M5s), e i deputati Giovanni Donzelli (FdI), Lorenzo Guerini (Pd), Marco Pellegrini (M5s), Ettore Rosato (Iv) e Angelo Rossi (FdI).
I nomi danno la misura dell'importanza che i leader assegnano all'incarico. Ci sono i fedelissimi di Meloni (Donzelli), Salvini (Borghi) e Berlusconi (Ronzulli). Nel pieno della guerra, la commissione è cruciale anche perché da lì passano le comunicazioni del governo sull'invio di armi all'Ucraina. In quella sede i leader dei partiti di governo vogliono avere occhi e orecchie. Ed è significativo che il leghista indichi Borghi, che nei mesi scorsi aveva espresso i suoi dubbi sull'invio di armi, oltre che sulle sanzioni alla Russia.
La trattativa per la presidenza
Ma la presidenza, da tradizione, spetta all'opposizione, perché il Copasir è organo di garanzia. Perciò dalla maggioranza assicurano che se ancora non ci si è riuniti, è responsabilità della minoranza, che non riesce a trovare al suo interno un accordo sul profilo cui affidare la guida della commissione. La partita si gioca tra Pd e M5s, anche se per i Dem è fuori discussione che la presidenza vada a loro, visto il risultato elettorale. Il candidato più quotato è Guerini, già presidente del Copasir e poi ministro della Difesa, ma in partita fino all'ultimo resta anche Borghi. Dipenderà dal confronto con i Cinque stelle, che hanno in Scarpinato il loro naturale candidato. La convinzione degli ex alleati è che abbiano ritardato la costituzione del Copasir, temporeggiando sui loro nomi, per poter votare la presidenza in contemporanea con quella della Vigilanza Rai. Il timore del Movimento è che alla bicamerale sulla tv pubblica, con un accordo trasversale con la maggioranza, Matteo Renzi riesca a far eleggere Maria Elena Boschi. Ecco perché servirà un accordo tra Dem e M5s sulle due presidenze per sbloccare l'elezione. "Noi votiamo il nome che ci indicheranno, non vogliamo trovarci a scegliere tra i loro", dice una fonte di maggioranza. Ma Giuseppe Conte, interpellato sulla possibilità di votare un esponente del Pd al Copasir, si fa sibillino: "Dipende da chi propongono", risponde a chi lo interpella. E se fosse Guerini? "Vediamo", ribatte. Si vedrà. Non solo perché Guerini agli occhi del M5s ha una lina troppo 'filo-armi', ma anche perché il Terzo polo vuole giocare la sua partita, tenta di insinuarsi nelle divisioni tra il partito di Conte e quello di Letta, non starà di certo a guardare. Il risultato, insomma, non è ancora scontato.