Violenza sulle donne, Roccella: "Più braccialetti elettronici". Alla Camera passa la mozione unitaria ma i 5S si smarcano
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - Un femminicidio ogni tre giorni. Il 64% delle vittime non ne parla con nessuno, neppure con la migliore amica, perché teme il giudizio, di essere cioè etichettata come quella che se l'è voluta. I dati della commissione parlamentare sui femminicidi sono talmente puntuali che la Procura generale della Corte di Cassazione ha appena inviato a tutte le procure alla vigilia del 25 novembre, giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, il dossier della commissione, dove si raccontano le criticità proprio del sistema giudiziario nell'affrontare la violenza sulle donne. A partire dagli allarmi sulle minacce inascoltati o sottovalutati.
E alla Camera durante il dibattito contro la violenza sulle donne, la ministra delle Pari Opportunità Eugenia Roccella annuncia. "Rafforzeremo il ricorso ai braccialetti elettronici e ci impegneremo nella formazione degli operatori delle forze dell'ordine, medic…
ROMA - Un femminicidio ogni tre giorni. Il 64% delle vittime non ne parla con nessuno, neppure con la migliore amica, perché teme il giudizio, di essere cioè etichettata come quella che se l'è voluta. I dati della commissione parlamentare sui femminicidi sono talmente puntuali che la Procura generale della Corte di Cassazione ha appena inviato a tutte le procure alla vigilia del 25 novembre, giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, il dossier della commissione, dove si raccontano le criticità proprio del sistema giudiziario nell'affrontare la violenza sulle donne. A partire dagli allarmi sulle minacce inascoltati o sottovalutati.
E alla Camera durante il dibattito contro la violenza sulle donne, la ministra delle Pari Opportunità Eugenia Roccella annuncia. "Rafforzeremo il ricorso ai braccialetti elettronici e ci impegneremo nella formazione degli operatori delle forze dell'ordine, medici, assistenti sociali perché siano preparati ad accogliere le vittime di violenza". A Montecitorio non c'è unanimità sulle mozioni anti violenza: i 5Stelle infatti non aderiscono al documento unitario degli altri gruppi parlamentari da Fratelli d'Italia al Pd e Sinistra. I grillini ne hanno presentato uno loro in 32 punti che ritengono irrinunciabili, però votando a favore della mozione unitaria. Elena Bonetti, l'ex ministra renziana delle Pari opportunità dichiara l'astensione invece del Terzo Polo sul documenti grillino, dopo un ulteriore appello all'unità: "Siamo chiamati a una responsabilità che ci deve vedere tutti uniti".
Unità però al Senato dove nessuno ha avuto dubbi: la commissione sui femminicidi rinasce. Via libera all'unanimità in affari costituzionali e domani sarà votato in aula a Palazzo Madama il disegno di legge che istituisce la commissione bilaterale. Valeria Valente, l'ex presidente dem della commissione, dice che due sono le novità: c'è l'unanimità di tutte le forze politiche affinché la commissione ci sia. Ma soprattutto sarà bicamerale (composta da sedici deputati e sedici senatori) e durerà i 5 anni della legislatura.
Finora era stata instituita al Senato: per un anno poi prorogato di altri quattro. Era insomma cominciata in sordina, tra la diffidenza generale ed è diventata uno strumento per capire e districarsi tra le violenze alle donne e individuare gli strumenti più adatti a fronteggiare la tragedia delle donne aggredite, violentate fino ad essere uccise.
"È un faro sempre acceso", rimarca Valente, che ha presentato il primo disegno di legge che poi, insieme ad altre proposte, è stato sintetizzato in quello che andrà domani al voto dell'aula. Prima il via libera arriverà da Palazzo Madama e poi dalla Camera.
La scommessa è appunto che sia una approvazione all'unanimità. Un voto simbolico? "No, un passo concreto, che vede un salto di qualità. Appunto perché impegna le due Camere e quindi ha la forza di tutto il Parlamento".
Domani la discussione e il voto sull'istituzione della commissione sui femminicidi sarà in diretta tv. Per sottolinearne l'importanza. Anche la trasversalità dell'impegno preso. Nel pomeriggio di domani il report sulle violenze alla donne in un passaggio di testimone, sarà presentato in un convegno alle 14,30 al Senato sempre, in sala Zuccari, con la premier Giorgia Meloni, con la direttrice dell'Istat, Linda Laura Sabbadini, con Teresa Manente responsabile dell'ufficio legale di Differenza Donna, con Maria Monteleone che è stata procuratrice antiviolenza del Tribunale di Roma e con Antonella Veltri residente di D.i.Re, donne in rete contro la violenza. I risultati saranno illustrati da Valente.
Alla Camera le fa eco Luana Zanella capogruppo di Sinistra-Verdi, sottolineando l'importanza della commissione bicamerale e la speranza che sia "ancora Valente a guidarla".
Intanto oggi la deputata dem Michela Di Biase ha postato una foto su Twitter con un commento: "Grande interesse della maggioranza al dibattito #violenzasulledonne". Nell'immagine, l'Aula di Montecitorio pressoché vuota.