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Soumahoro non convince i rossoverdi, gelo e tensione: c'è l'ipotesi sospensione

Il caso delle coop di Latina: tre ore di riunione sul destino del deputato. "Non può finire a tarallucci e vino". Indagata la suocera dell'ex bracciante
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ROMA - "Risponderò nel merito. Punto per punto. Sto preparando la difesa con i miei avvocati", dice Aboubakar Soumahoro. "Dovevi farlo prima, aspettiamo da una settimana", gli ribattono Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. "Andrò in tv, da Formigli". "Ma noi non possiamo stare sulla graticola un altro giorno".

Confronto sospeso: "Serve chiarezza"

Le 21,10 di ieri sera. Sede dei gruppi in piazza del Parlamento 19. Esausti, dopo due ore mezza di confronto, i tre decidono di sospendere il confronto. La tensione si taglia col coltello tra il sindacalista dei braccianti - nei guai politicamente per la gestione allegra delle coop della moglie - e i due leader che gli avevano dato fiducia, promuovendolo deputato dei Verdi e di Sinistra italiana. Soumahoro si era presentato con gli stivali a Montecitorio. Un simbolo contro tutte le ingiustizie. Ora la sua vicenda rischia di tramutarsi in una catastrofe d'immagine, che …

ROMA - "Risponderò nel merito. Punto per punto. Sto preparando la difesa con i miei avvocati", dice Aboubakar Soumahoro. "Dovevi farlo prima, aspettiamo da una settimana", gli ribattono Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. "Andrò in tv, da Formigli". "Ma noi non possiamo stare sulla graticola un altro giorno".

Confronto sospeso: "Serve chiarezza"

Le 21,10 di ieri sera. Sede dei gruppi in piazza del Parlamento 19. Esausti, dopo due ore mezza di confronto, i tre decidono di sospendere il confronto. La tensione si taglia col coltello tra il sindacalista dei braccianti - nei guai politicamente per la gestione allegra delle coop della moglie - e i due leader che gli avevano dato fiducia, promuovendolo deputato dei Verdi e di Sinistra italiana. Soumahoro si era presentato con gli stivali a Montecitorio. Un simbolo contro tutte le ingiustizie. Ora la sua vicenda rischia di tramutarsi in una catastrofe d'immagine, che potrà offuscare l'impegno dei tanti che generosamente si battono per i migranti.

Indagata la suocera per malversazione

Piove sul bagnato. Da ieri risulta indagata la suocera. Reato ipotizzato dalla Procura di Latina: malversazione. Soumahoro non lo è. Ma intanto i giornali e i siti sono pieni di testimoni che tirano fuori altre storie poco edificanti su di lui. "Non può finire a tarallucci e vino", dice a tarda sera Bonelli a un amico. Oggi verrà presa una decisione: per ora non li ha convinti. Lui e Fratoianni vorrebbero che la scelta fosse condivisa. La soluzione più gettonata resta l'autosospensione dal gruppo. Difficilmente però Soumahoro l'accetterà.

L'imbarazzo in Aula

La cronaca. Alle 15 Soumahoro se ne sta in un corridoio della Camera col telefono incollato all'orecchio. Bonelli ha appena dichiarato: "Siamo grati all'autorità giudiziaria per il lavoro importante che sta facendo. Noi però facciamo politica. Valuteremo cosa fare dopo avere ascoltato le sue ragioni". Ha il volto di chi è reduce da notti insonni. Bonelli poi attraversa lo stesso corridoio e i due nemmeno si sfiorano. La scena si ripeterà tre ore dopo. Soumahoro lascerà l'aula alle 18, Bonelli lo seguirà, ma le loro strade si dividono subito. Il clima è questo. Soumahoro non parla con i cronisti. Se ne sta ostentatamente nel corridoio. È visibilmente sopraffatto. Tra i suoi colleghi si raccolgono, in privato, frasi piene di imbarazzo. Parlano male del video in lacrime dell'altro giorno. Dicono: "Ho sempre sospettato della sua forte presenze scenica. È costruito".

L'avviso del prete a Fratoianni

Si danno di gomito perché nemmeno gli stivali erano i suoi. Piomba la notizia che il prete della Caritas di San Severo, don Pupilla, aveva avvisato Fratoianni. Si scopre che era un messaggio d'agosto sul profilo Instagram del leader di Sinistra italiana. "Nicola non l'ha visto", giurano i suoi. I cronisti provano ad avvicinare Soumahoro. Lui scappa via. Poi s'infila in Aula. Sono le 16. Dice Bonelli in Transatlantico: "Dopo la commemorazione di Roberto Maroni parliamo".

Verso il secondo round

Che farete? "Vogliamo prima capire". Non si può espellerlo dal partito, perché non è iscritto. Per sospenderlo dal gruppo serve una riunione collegiale. In aula Soumahoro si accomoda accanto a Marco Grimaldi e ad Eleonora Evi. Ogni tanto scambia qualche battuta con Grimaldi, per il resto ha lo sguardo fisso davanti a sé. Si desta quando Maurizio Lupi ricorda il calvario giudiziario di Maroni. "Ha sofferto molto, poi dopo sei anni la Cassazione ha annullato le condanne. Bobo diceva: "La nostra responsabilità è fare sì che altri non vivano questo stesso dramma"". Soumahoro deve pensare: questa storia mi riguarda. E applaude. Su Twitter lo ha difeso un garantista doc come Enrico Costa (Azione). Oggi sapremo.