Migranti, non pagate le tasse? Niente più permesso di soggiorno. Ecco la nuova proposta della Lega
di Lorenzo Sangermano , di Lorenzo SangermanoAlla Lega l'evasione fiscale non piace, almeno quella degli stranieri. Proprio per questo il 13 ottobre un gruppo di esponenti del Carroccio ha presentato alla Camera una nuova proposta di legge.
Il testo modificherebbe la normativa che identifica i criteri per il rilascio del rinnovo del permesso di soggiorno. Se fino ad ora era necessario dimostrare un reddito minimo che consentisse la sopravvivenza del richiedente, ora a ostacolare la misura si inseriscono le tasse.
Una stretta che appare in controtendenza con le altre misure che la Lega sta promuovendo sul fronte fiscale (condono e flat tax), che invece rischiano di far aumentare l'evasione.
La proposta: "Con diritti anche doveri"
Tra i firmatari della proposta sono presenti i deputati leghisti Simona Bordonali, Riccardo Molinari e Domenico Furgiuele. Quest'ultimo finito anche al centro di polemiche per aver presentato la proposta, poi rientrata, di concedere bonus fino a 20 mila euro agli sposi che…
Alla Lega l'evasione fiscale non piace, almeno quella degli stranieri. Proprio per questo il 13 ottobre un gruppo di esponenti del Carroccio ha presentato alla Camera una nuova proposta di legge.
Il testo modificherebbe la normativa che identifica i criteri per il rilascio del rinnovo del permesso di soggiorno. Se fino ad ora era necessario dimostrare un reddito minimo che consentisse la sopravvivenza del richiedente, ora a ostacolare la misura si inseriscono le tasse.
Una stretta che appare in controtendenza con le altre misure che la Lega sta promuovendo sul fronte fiscale (condono e flat tax), che invece rischiano di far aumentare l'evasione.
La proposta: "Con diritti anche doveri"
Tra i firmatari della proposta sono presenti i deputati leghisti Simona Bordonali, Riccardo Molinari e Domenico Furgiuele. Quest'ultimo finito anche al centro di polemiche per aver presentato la proposta, poi rientrata, di concedere bonus fino a 20 mila euro agli sposi che celebrano il rito nuziale in chiesa.
"Insieme al permesso di soggiorno è consegnato allo straniero un patrimonio di diritti la cui conservazione è strettamente associata al suo pieno inserimento sociale e lavorativo. Questa duplice condizione richiede, tra l’altro, da parte dello straniero, l’osservanza di un preciso quadro di doveri, tra i quali rientra quello di versare regolarmente le imposte e i contributi", si legge nel testo della nuova proposta. "La sanzione del mancato rinnovo del permesso di soggiorno costituisce un efficace deterrente contro il ricorso a condotte scorrette ed estranee all’ambito di stretta legalità - continuano i deputati - nonché dannose per l’economia nazionale, poste in essere da stranieri che aspirano a vivere nel territorio italiano".
Consiglio di Stato: "Evasione non è motivo di diniego"
Nel 2018 il Tar di Firenze respinse il diniego del documento da parte delle autorità. "In conseguenza dell'evasione fiscale, la Questura non può dedurre, in via automatica, anche l’inesistenza del reddito risultante da documentazione la cui autenticità non sia contestata”, scrissero i giudici. Una decisione fondata su una sentenza dell'anno precedente del Consiglio di Stato, il più alto organo amministrativo. Al suo interno i magistrati chiarivano che "l’evasione fiscale non può essere una ragione neanche indiretta di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno, in quanto il legislatore non ha previsto che l'evasione fiscale sia causa ostativa, in sé stessa considerata. Per cui un'eventuale situazione di evasione in capo all’immigrato, regolarmente accertata, - continuava la sentenza - deve essere oggetto di provvedimenti tipici, adottati dagli organi competenti dell’Amministrazione fiscale e dagli enti previdenziali, diretti al contrasto all’evasione mediante sia il recupero del credito sia la sanzione dell’inosservanza fiscale e tributaria".
A legittimare il no al rinnovo del permesso di soggiorno per motivi fiscali interviene la nuova proposta degli esponenti leghisti. Secondo i deputati il testo riparerebbe un "danno economico palese per lo Stato" che "finisce per rappresentare un fattore di concorrenza sleale ai danni dei lavoratori regolari, italiani o stranieri che siano". Una proposta che, tra i 3 milioni e 600mila detentori del permesso di soggiorno, sanziona evasori e dipendenti irregolari.