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Gli chiedono di un "compromesso", lui capisce "complimenti". Pichetto Fratin, ministro "lost in translation" a Bruxelles

Al Consiglio Ue il ministro conferma i rumors sulla sua scarsa padronanza delle lingue
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Che il povero Gilberto Pichetto Fratin avesse qualche problemino con l'inglese era iniziato a circolare dalle sue prime apparizioni nei consessi europei, in genere affollati di personaggi che masticano quattro o cinque lingue. Ora lo spezzone video dell'intervista che lo inchioda 'lost in translation", a margine della riunione del consiglio Ue sull'energia in quel di Bruxelles, sembra confermare i rumors.

Il giornalista fuoricampo gli chiede se sia possibile trovare "un compromesso" ("Do you think it's possible to find a compromise?") e Pichetto Fratin che prova a fare il simpatico e risponde (in italiano ovviamente): "Complimenti... insomma". A quel punto, realizzato di non aver capito bene la domanda, alza le spalle e si chiude in un silenzio disperante. Cinque interminabili secondi in cui cerca un punto d'appoggio, un salvataggio in extremis, qualcuno che lo porti via di là, e infine, scorato, chiude gli occhi.

E s…

Che il povero Gilberto Pichetto Fratin avesse qualche problemino con l'inglese era iniziato a circolare dalle sue prime apparizioni nei consessi europei, in genere affollati di personaggi che masticano quattro o cinque lingue. Ora lo spezzone video dell'intervista che lo inchioda 'lost in translation", a margine della riunione del consiglio Ue sull'energia in quel di Bruxelles, sembra confermare i rumors.

Il giornalista fuoricampo gli chiede se sia possibile trovare "un compromesso" ("Do you think it's possible to find a compromise?") e Pichetto Fratin che prova a fare il simpatico e risponde (in italiano ovviamente): "Complimenti... insomma". A quel punto, realizzato di non aver capito bene la domanda, alza le spalle e si chiude in un silenzio disperante. Cinque interminabili secondi in cui cerca un punto d'appoggio, un salvataggio in extremis, qualcuno che lo porti via di là, e infine, scorato, chiude gli occhi.

E sembra quasi rimpiangere quei quindici minuti in cui, lo scorso 22 ottobre, prima di assumere un ruolo globale come ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, era stato nominato ministro della Pubblica amministrazione. Italianissimo. Con al massimo, se c'era da parlare inglese, le "slides" programmatiche da presentare.