Mattarella a Berna: "Tra Svizzera e Italia amicizia e collaborazione"
dal nostro inviato Concetto Vecchio , dal nostro inviato Concetto VecchioBERNA - Non è più tempo di Pane e cioccolata, per fortuna. Gli italiani in Svizzera hanno scalato le posizioni, il made in Italy dilaga, molti figli della seconda generazione occupano posizioni di vertice. Una storica di emigrazione finita bene. Ed è comprensibile l'affetto con cui viene accolto Sergio Mattarella, in visita di Stato: oggi e domani a Berna, mercoledì a Zurigo. Il Presidente li saluta ad uno ad uno i duecento esponenti della nostra comunità che si assiepa al centro polifunzionale. Sono vecchi emigranti qui dagli anni Sessanta, i rappresentanti dei Comites, giovani ricercatori universitari, gli amministratori delegati di molte aziende, l'onorevole del Pd Toni Ricciardi, eletto in Svizzera, ex parlamentari come Franco Narducci, con cui Mattarella aveva condiviso l'esperienza alla Commissione esteri al Senato.
BERNA - Non è più tempo di Pane e cioccolata, per fortuna. Gli italiani in Svizzera hanno scalato le posizioni, il made in Italy dilaga, molti figli della seconda generazione occupano posizioni di vertice. Una storica di emigrazione finita bene. Ed è comprensibile l'affetto con cui viene accolto Sergio Mattarella, in visita di Stato: oggi e domani a Berna, mercoledì a Zurigo. Il Presidente li saluta ad uno ad uno i duecento esponenti della nostra comunità che si assiepa al centro polifunzionale. Sono vecchi emigranti qui dagli anni Sessanta, i rappresentanti dei Comites, giovani ricercatori universitari, gli amministratori delegati di molte aziende, l'onorevole del Pd Toni Ricciardi, eletto in Svizzera, ex parlamentari come Franco Narducci, con cui Mattarella aveva condiviso l'esperienza alla Commissione esteri al Senato.
"È il modo ideale per iniziare la mia visita in questo Paese amico" dice il Presidente, salutato da scroscianti applausi, ben otto anni dopo l'ultimo viaggio del presidente Giorgio Napolitano nel 2014. Dice: "Vorrei ringraziarvi per quel che fate, l'amicizia con la Svizzera è fortissima". Gli italiani in Svizzera, che non fa parte dell'Unione europea, sono 670mila, come ha ricordato l'ambasciatore Silvio Mignano: la terza nel mondo, la più folta in un paese multiculturale, dove gli stranieri rappresentano il trenta per cento della popolazione, ed è grazie a loro se la nazionale rossocrociata è diventata una squadra che si fa rispettare regolarmente ai Mondiali mentre noi restiamo a guardare.
È sempre stata una terra di approdo per noi. E non era cominciata bene. Nel 1970 ci fu un referendum, promosso dal populista elvetico James Schwarzenbach, che voleva espellere 300mila stranieri, perlopiù italiani: i migranti allora eravamo noi. In quella temperie Franco Brusati realizzò un film indimenticabile, Pane e cioccolata, con Nino Manfredi nei panni di un cameriere alle prese col razzismo. E' di quegli anni la vergogna dei bambini nascosti, i figli degli stagionali costretti a vivere da invisibili, rinchiusi negli armadi perché per legge erano illegali. Una pagina nera. Ora, anni dopo, quegli stessi bambini diventati cittadini di questo Paese hanno avviato una grande iniziativa per ottenere almeno le scuse dello Stato svizzero.
La collocazione della Svizzera in Europa rimane un tema caldo anche per la Commissione europea che vorrebbe regolare i rapporti di cooperazione attraverso un accordo quadro ben strutturato. La Svizzera preferirebbe accordi tematici, punto su punti. C'è poi la questione dei frontalieri, che è stata sistemata da un accordo in materia fiscale che ora dovrà essere ratificato dal nostro Parlamento: d'ora in poi i lavoratori che andranno in Svizzera dovranno pagare le tasse in Italia. Oggi Mattarella incontrerà il presidente della Confederazione elvetica, il ticinese Ignazio Cassis. Nel tardo pomeriggio ci sarà una conferenza stampa.
Mattarella ha un legame personale con la Svizzera. Da ragazzo trascorreva le estati a Montreux, a studiare il francese, e nel 2008, ricordavano in tanti in sala, fu ospite della Missione cattolica di Lenzburg, nel canton Argovia. Mercoledì al Politecnico di Zurigo, uno dei più importanti centri universitari di ricerca al mondo, incontrerà quattro ricercatori che hanno sviluppato ricerche su Parkinson, ambiente, bioingegneria. Molti giovani talenti italiani hanno da tempo fatto fortuna. "Quello che fate è particolarmente importante nei vari settori in cui si svolge l'attività che vi impegna" ha detto ieri sera Mattarella.