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La denuncia sul codice degli appalti: "Consultazione farsa, poco pubblicizzata ma per il Mit è un successo"

(fotogramma)
La segnalazione arriva da Lobbyng4Change: l'iniziativa sarebbe partita all'insaputa dei molti soggetti interessati
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La "maxi-consultazione" sul codice degli appalti indetta dal ministero delle Infrastrutture è stata tutto meno che "maxi". Aperta il 22 novembre, si è chiusa appena tre giorni dopo (il 25 novembre) tra le polemiche di chi non è riuscito a partecipare. L'iniziativa sarebbe partita all'insaputa dei molti soggetti interessati. "Al momento sulla scrivania del vicepremier e ministro Matteo Salvini sono arrivate già oltre 30 proposte significative", si legge nel comunicato stampa diffuso dal ministero. Ma è solo grazie a questa nota, arrivata a 48 ore dalla scadenza, che è stata resa pubblica la chiamata indetta dal Mit. 

Una finestra temporale troppo stretta affinché associazioni di categoria ed esperti del settore potessero elaborare proposte su una delle riforme più importanti previste dal Pnrr. La denuncia parte dalla rete Lobbyng4Change, secondo cui la consultazione "non risul…

La "maxi-consultazione" sul codice degli appalti indetta dal ministero delle Infrastrutture è stata tutto meno che "maxi". Aperta il 22 novembre, si è chiusa appena tre giorni dopo (il 25 novembre) tra le polemiche di chi non è riuscito a partecipare. L'iniziativa sarebbe partita all'insaputa dei molti soggetti interessati. "Al momento sulla scrivania del vicepremier e ministro Matteo Salvini sono arrivate già oltre 30 proposte significative", si legge nel comunicato stampa diffuso dal ministero. Ma è solo grazie a questa nota, arrivata a 48 ore dalla scadenza, che è stata resa pubblica la chiamata indetta dal Mit. 

Una finestra temporale troppo stretta affinché associazioni di categoria ed esperti del settore potessero elaborare proposte su una delle riforme più importanti previste dal Pnrr. La denuncia parte dalla rete Lobbyng4Change, secondo cui la consultazione "non risulta essere stata pubblicizzata" nei giorni precedenti o quanto meno per il tempo necessario ad elaborare e consegnare un parere. Di più: non è chiaro neanche chi abbia presentato le "30 proposte" citate dal ministero e, soprattutto, come queste siano state recapitate, visto che -  come denunciano le associazioni - nella sezione apposita presente sul sito del Mit non compare alcun avviso.

"E' evidente che i soggetti che rappresentano gli interessi più strutturati hanno ricevuto notizia della consultazione prima della sua apertura. E hanno così potuto offrire il loro contributo", attacca Federico Anghelé di The Good Lobby Italia, organizzazione no profit impegnata nella promozione della trasparenza. L'accusa, dunque, è che così facendo il dicastero guidato da Matteo Salvini abbia tenuto all'oscuro dell'iniziativa buona parte dei soggetti interessati. "Abbiamo saputo da un tweet celebrativo del varo della consultazione, senza essere stati invitati a partecipare. E senza avere avuto alcuna possibilità di contribuire, visti i tempi contratti e la procedura opaca". 

L'accelerazione voluta dal leader leghista potrebbe aver spinto il ministero a ridurre i tempi all'osso. "Ho lavorato anche questa mattina con i tecnici per portare entro il ponte dell'Immacolata il codice degli appalti al consiglio dei ministri", ha detto Salvini. In effetti dal Mit fanno sapere che, al fine di velocizzare i tempi, la procedura è stata circoscritta alle associazioni di categoria che avevano partecipato alle audizioni parlamentari sulla legge delega approvata nel giugno scorso. Una parte dei soggetti, dunque, non è stata messa al corrente.

Viste le polemiche, il ministero ha predisposto una proroga della scadenza fissata per venerdì scorso, ma perfino chi è stato coinvolto contesta la procedura troppo sbrigativa messa in piedi dal Mit. La consultazione, infatti, consisteva nella semplice compilazione di un modulo online da inviare agli uffici del ministero.  "Abbiamo condiviso la posizione di Cgil, Cisl e Uil di non partecipare ad una consultazione online a dir poco farsesca organizzata dal ministro Salvini e chiediamo che venga convocato un tavolo a Palazzo Chigi, per entrare nel merito", attacca Alessandro Genovesi segretario generale della Fillea Cgil.