ROMA - Prevale ancora la linea atlantista della premier Giorgia Meloni: il consiglio dei ministri vara il decreto che dà copertura all'invio di armi a Kiev anche nel 2023. Un sì neppure sofferto, giunto in apertura del consiglio dei ministri. Il voto è unanime. Sparite le resistenze di Berlusconi e della Lega: Matteo Salvini, nell'ultimo periodo del governo Draghi, fra maggio e giugno, si era detto più volte contrario al rinnovo della fornitura degli armamenti. Ma nel programma del centrodestra scritto ad agosto, su indicazione di FdI, era comunque stato messo per iscritto il "sostegno all'Ucraina".
Ieri sera il segretario della Lega non era presente fisicamente in consiglio dei ministri ma ha partecipato in videocollegamento da Palermo, dove stamattina ci sarà un'udienza del processo Open Arms. Salvini, fanno sapere fonti a lui vicine, rimarca adesso l'"unità della maggioranza". "Quando si è…
ROMA - Prevale ancora la linea atlantista della premier Giorgia Meloni: il consiglio dei ministri vara il decreto che dà copertura all'invio di armi a Kiev anche nel 2023. Un sì neppure sofferto, giunto in apertura del consiglio dei ministri. Il voto è unanime. Sparite le resistenze di Berlusconi e della Lega: Matteo Salvini, nell'ultimo periodo del governo Draghi, fra maggio e giugno, si era detto più volte contrario al rinnovo della fornitura degli armamenti. Ma nel programma del centrodestra scritto ad agosto, su indicazione di FdI, era comunque stato messo per iscritto il "sostegno all'Ucraina".
Ieri sera il segretario della Lega non era presente fisicamente in consiglio dei ministri ma ha partecipato in videocollegamento da Palermo, dove stamattina ci sarà un'udienza del processo Open Arms. Salvini, fanno sapere fonti a lui vicine, rimarca adesso l'"unità della maggioranza". "Quando si è trattato di votare siamo sempre stati compatti", ha detto la ministra leghista Alessandra Locatelli prima di prendere parte al cdm. D'altronde, mercoledì la Camera ha votato una risoluzione del centrodestra che conferma l'appoggio militare all'Ucraina. Ma che permangano sensibilità diverse, nel centrodestra, è confermato dalla rapidità con cui solo Fratelli d'Italia ha commentato la proroga dell'invio delle armi a KIev: "Questa maggioranza e questo governo - dice il capogruppo Tommaso Foti - non faranno mai mancare il sostegno politico e militare alla battaglia di Kiev contro l'invasione russa. La nostra salda collocazione nel fronte delle alleanze atlantiche non sarà certo messa in discussione da speculari attacchi da parte di forze politiche incoerenti".
Il decreto varato ieri, nel concedere la proroga fino al 31 dicembre 2023 dell'autorizzazione "a cedere mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari", prevede che ci sia un atto preventivo di indirizzo delle Camere. Una nuova risoluzione, insomma, come quella che il Parlamento votò all'unanimità subito dopo i primi bombardamenti russi a Kiev. Una risoluzione che precederà la conversione del decreto: si discuterà il 13 dicembre, con il ministro Guido Crosetto in aula. L'occasione potrebbe far riemergere i distinguo nella maggioranza e nell'opposizione. Di certo, nel decreto legge varato a Palazzo Chigi, si mantengono i "termini" e "le modalità" stabilite dal decreto del governo Draghi, in scadenza a fine 2022. Ovvero l'utilizzo di atti interministeriali per le varie tranche di armamenti spediti in Ucraina: il sesto invio, dall'inizio della guerra, dovrebbe essere effettuato a gennaio.
La decisione del governo arriva nel giorno in cui Joe Biden ed Emmanuel Macron, a Washington, annunciano che aumenteranno le forniture di armi all'Ucraina. Ma dal summit di Washington giunge anche, a sorpresa, l'annuncio di una conferenza di pace a Parigi il 13 dicembre, che potrebbe aprire spiragli nel dialogo con Mosca. Giorgia Meloni, si apprende, non ha ancora ricevuto un invito ufficiale, che potrebbe pervenire a Palazzo Chigi nelle prossime ore. La premier, il 13, ha impegni parlamentari (le comunicazioni precedenti al consiglio europeo e l'elezione dei membri Csm) ma potrebbe rinunciare per volare a Parigi.