Armi all'Ucraina, alla Camera il sì all'invio unisce destra, Pd e Terzo polo. Lo strappo del M5S
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoROMA - Si votava sull'Ucraina. Ma le manovre di ieri a Montecitorio raccontano bene le frizioni nella maggioranza. Soprattutto il nervosismo di FI sullo strano feeling Calenda-Meloni. Senza la premier in Aula - e senza nemmeno uno dei ministri competenti, Antonio Tajani agli Esteri o Guido Crosetto alla Difesa - la Camera ha approvato la mozione del centrodestra che impegna l'esecutivo a spedire armi alla resistenza di Kiev per tutto il 2023. . E a portare l'asticella delle spese militari al 2% del Pil entro il 2028. Particolare: il testo della maggioranza è stato votato anche dal Terzo Polo. Che, avendone presentato uno molto simile, si aspettava di essere contraccambiato. Invece no. Il partito di Berlusconi si è impuntato, ponendo a FdI il diktat: l'atto di Calenda non può passare con i voti meloniani. Dunque nulla di fatto. Anche se la mozione è stata approvata lo stesso, grazie a un gioco di astensioni. Così come è passata …
ROMA - Si votava sull'Ucraina. Ma le manovre di ieri a Montecitorio raccontano bene le frizioni nella maggioranza. Soprattutto il nervosismo di FI sullo strano feeling Calenda-Meloni. Senza la premier in Aula - e senza nemmeno uno dei ministri competenti, Antonio Tajani agli Esteri o Guido Crosetto alla Difesa - la Camera ha approvato la mozione del centrodestra che impegna l'esecutivo a spedire armi alla resistenza di Kiev per tutto il 2023. . E a portare l'asticella delle spese militari al 2% del Pil entro il 2028. Particolare: il testo della maggioranza è stato votato anche dal Terzo Polo. Che, avendone presentato uno molto simile, si aspettava di essere contraccambiato. Invece no. Il partito di Berlusconi si è impuntato, ponendo a FdI il diktat: l'atto di Calenda non può passare con i voti meloniani. Dunque nulla di fatto. Anche se la mozione è stata approvata lo stesso, grazie a un gioco di astensioni. Così come è passata quella del Pd che, al contrario del cartello Azione-Iv, certo non smaniava per avere l'avallo di Meloni e soci, anzi.
Il documento di FdI, Lega e FI
Il documento presentato da FdI, Lega e FI impegna l'esecutivo a "sostenere le iniziative normative" per prorogare per tutto l'anno prossimo, sempre dopo un atto d'indirizzo delle Camere, la cessione di scorte militari all'Ucraina. Una formula che ricalca l'emendamento del governo al decreto Nato-Calabria, prima presentato e poi disordinatamente ritirato perché ci sarà un decreto ad hoc a stretto giro. L'altro passaggio chiave è l'aumento delle spese militari al 2% del Pil entro 6 anni. Di fatto, pur con tre mozioni diverse e stratagemmi vari, c'è un arco parlamentare largo che continua a impegnarsi per sostenere l'Ucraina, anche militarmente. Un fronte atlantista decisamente più ampio del perimetro di maggioranza (che comunque non si è spaccata) e che tiene dentro anche Terzo Polo e Pd. Con qualche defezione interna ai gruppi. Fra i dem, Elly Schlein non avrebbe partecipato alla votazione sulla mozione anti armi di Verdi e Sinistra.
Rossoverdi e M5S fuori dal recinto
Fuori dal recinto, oltre al duo Bonelli-Fratoianni, ci sono i 5 Stelle. La mozione dei grillini era stata presentata direttamente da Giuseppe Conte, che batte sullo stesso chiodo dalla crisi del governo Draghi. "Se il governo vuole continuare a perorare questa linea guerrafondaia, armi a oltranza e zero negoziati, non si nasconda, venga in Parlamento a dirlo, venga a metterci la faccia".
La mozione di M5S
La mozione del Movimento non chiedeva lo stop alle armi tout court, ma avrebbe fatto sì che qualsiasi nuovo invio fosse licenziato col parere favorevole di Camera e Senato. Testo respinto, col Pd astenuto. "Il governo Meloni abbandona i lavoratori in difficoltà e ingrassa la lobby delle armi", l'attacco del leader 5S, mentre i suoi se la sono presa col Pd che "parla come il ministro Crosetto e Stefania Craxi". L'interessato, Crosetto, ha replicato ricordando a Conte gli impegni avallati dal M5S quando era la prima forza di maggioranza: "Il governo - dice il titolare della Difesa - sta dando esecuzione a cinque decreti presi dal precedente governo il cui principale esponente era il partito di Conte. Che dovrebbe rivolgere a sé stesso queste critiche".
Il Terzo Polo
Il Terzo Polo non ha preso bene il mancato appoggio della maggioranza alla propria mozione. Anche perché sia il centrodestra che il Pd, astenendosi, hanno permesso che il M5S cassasse la parte in cui si chiedeva di proseguire a spedire armi "senza riserve". "Il governo non avrebbe dovuto rimettersi all'Aula - lamenta Ettore Rosato di Iv - ma dovrebbe esprimere una linea del Paese in questo Parlamento". La Lega inizia a mostrare insofferenza. Salvini: "Calenda alleato? Gli faremo aprire un cantiere".