L'Arci a congresso riunisce la sinistra: Letta e Conte si sfiorano, ovazione per Landini
di Matteo Pucciarelli , di Matteo Pucciarelli“Il congresso dell'Arci dai preti, non c’è più religione...”, scherza il presidente di Acli Emiliano Manfredonia. “E noi cercheremo una casa del popolo per il congresso delle Acli”, risponde il presidente uscente di Arci Daniele Lorenzi. Auditorium Antonianum della pontificia università di Roma, 511 delegati da tutta Italia per il congresso dell'associazione laica e di politica culturale in rappresentanza di quasi 4 mila circoli. Tutta la sinistra che c'è, o che è rimasta, è qui in platea e al tavolo della presidenza, dove ci si chiama ancora compagne e compagni; Luciana Castellina fa da madre nobile e in apertura presenta due delegate iraniane che raccontano la lotta di “donna, vita, libertà”.
Sulle idee e sui valori fondamentali non manca la comunanza, seppur nelle diversità, e però la politica è un'altra cosa: quindi Enrico Letta saluta e poi se ne va, pr…
“Il congresso dell'Arci dai preti, non c’è più religione...”, scherza il presidente di Acli Emiliano Manfredonia. “E noi cercheremo una casa del popolo per il congresso delle Acli”, risponde il presidente uscente di Arci Daniele Lorenzi. Auditorium Antonianum della pontificia università di Roma, 511 delegati da tutta Italia per il congresso dell'associazione laica e di politica culturale in rappresentanza di quasi 4 mila circoli. Tutta la sinistra che c'è, o che è rimasta, è qui in platea e al tavolo della presidenza, dove ci si chiama ancora compagne e compagni; Luciana Castellina fa da madre nobile e in apertura presenta due delegate iraniane che raccontano la lotta di “donna, vita, libertà”.
Sulle idee e sui valori fondamentali non manca la comunanza, seppur nelle diversità, e però la politica è un'altra cosa: quindi Enrico Letta saluta e poi se ne va, prima che arrivi - come da tradizione: in ritardo - Giuseppe Conte; il segretario della Cgil Maurizio Landini infiamma gli astanti ricordando ad esempio che per un lavoratore precario destra e sinistra pari sono, visto che le riforme del lavoro le hanno fatte entrambi; Nicola Fratoianni prova a dire, rivolgendosi ai leader di Pd e 5 Stelle, che “se non si trova uno spazio comune di confronto la destra governa per i prossimi 10, 20 anni”, ma per ora sembra proprio una voce nel deserto.
Il parterre degli ospiti è vasto e tiene insieme tutte le anime politiche e associazionistiche progressiste, dai Fridays for Future a Legacoop, da Open arms a Rifondazione comunista passando per un rappresentante del Kurdistan. Il presidente Lorenzi è uscente e nella sua relazione invoca una “ribellione popolare contro questa manovra e a difesa del reddito di cittadinanza”, nella consapevolezza che la destra al governo “cercherà di cancellare quel che resta dei diritti acquisiti”. La base di partenza per l’opposizione è stata la manifestazione pacifista del 5 novembre, ricordano un po’ tutti (ma non Letta, né Roberto Speranza), “la pace come condizione per un nuovo modello sociale e di sviluppo, contro una cultura bellica che ha prevalso sia a destra che a sinistra”, dice Landini.
Per i 5 Stelle invece era la prima volta in un contesto ufficiale così caratterizzato politicamente. Nel dietro le quinte si racconta che Conte abbia premuto molto per ricevere l’invito, un altro tassello nell’operazione in corso del Movimento di candidarsi a primo partito capofila dell’opposizione di sinistra. “Sono emozionato - esordisce lui - Come M5S abbiamo fatto un percorso faticoso che può essere parso confuso e ci è servito a definire meglio la nostra identità. Ma la linea era chiara sin da subito: la nostra carta dei principi e dei valori è costruita su una base che non vi dispiacerà”. E infatti il presidente del Movimento più che altro sponsorizza il suo partito: “Giustizia sociale e ambientale sono i nostri cardini. Siamo una forza contro lo status quo”. Conte ricorda il periodo della pandemia e ringrazia l’Arci per il lavoro di mutua assistenza fatto dal terzo settore nei momenti più duri, loda la rete dei circoli per “la rappresentanza e la partecipazione in una democrazia oggi malata”, critica l’aumento delle spese militari; la platea apprezza, l’operazione simpatia sembra riuscita.