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Pizzarotti punta alla leadership di +Europa: "Sì al dialogo con il Pd se Bonaccini sarà segretario: serve un'opposizione propositiva"

Federico Pizzarotti 
Dopo una pausa e l'accordo saltato con il Terzo Polo per le elezioni del 25 settembre, il ritorno in politica dell'ex sindaco di Parma, ex grillino e promotore della Lista civica nazionale, che ora si candida segretario del partito di Bonino: "Ho dato la disponibilità. Nesun rancore con Renzi e Calenda"
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ROMA - "Torno in politica, prendendo parte al congresso di +Europa". Federico Pizzarotti, l'ex sindaco di Parma, ex grillino e promotore della Lista civica nazionale che, dopo un accordo con Renzi e Calenda, si sfilò dalle elezioni del 25 settembre, punta alla leadership del partito di Emma Bonino. Si candiderà segretario. "Credo nella politica, se Stefano Bonaccini diventerà segretario del Pd, come mi auguro, penso si possa dialogare con lui".  

 

Pizzarotti, dopo essersi ritirato a vita privata, le è tornata la passione per la politica? Si rimette in gioco?
"Finito il mio lavoro di sindaco di Parma, ho ritenuto di impegnarmi nella politica nazionale. E chiusa la parentesi delle politiche, dopo la vittoria del centrodestra, credo serva far crescere una opposizione propositiva. Sono convinto che +Europa abbia un potenziale, perciò ho deciso di  impegnarmi nel congresso". 

Corre per la le…

ROMA - "Torno in politica, prendendo parte al congresso di +Europa". Federico Pizzarotti, l'ex sindaco di Parma, ex grillino e promotore della Lista civica nazionale che, dopo un accordo con Renzi e Calenda, si sfilò dalle elezioni del 25 settembre, punta alla leadership del partito di Emma Bonino. Si candiderà segretario. "Credo nella politica, se Stefano Bonaccini diventerà segretario del Pd, come mi auguro, penso si possa dialogare con lui".  

 

Pizzarotti, dopo essersi ritirato a vita privata, le è tornata la passione per la politica? Si rimette in gioco?
"Finito il mio lavoro di sindaco di Parma, ho ritenuto di impegnarmi nella politica nazionale. E chiusa la parentesi delle politiche, dopo la vittoria del centrodestra, credo serva far crescere una opposizione propositiva. Sono convinto che +Europa abbia un potenziale, perciò ho deciso di  impegnarmi nel congresso". 

Corre per la leadership nel partito di Emma Bonino? 
"Il mio ritiro a vita privata è durato per la verità pochissimo, dedicandomi anche alla produzione di liquori. La passione per la politica rimane. Perciò, dopo la sconfitta del centrosinistra, penso di impegnarmi per la costruzione di un'opposizione alle destre. Si è aperta un'ampia stagione congressuale all'interno di più partiti del centrosinistra e ho fatto la mia scelta". 

Quindi si candida segretario di +Europa?
"Ho intanto dato la disponibilità in modo trasparente a portare il mio contributo". 

Ma quando ci sarà il congresso? Lei è iscritto?
"Sì, mi sono iscritto. Il congresso dovrebbe essere l'ultimo weekend di febbraio. Ma è un percorso che parte dal tesseramento entro fine anno, poi si eleggono i delegati che a loro volta eleggono l'assemblea che eleggerà presidente, segretario e le altre cariche". 

Lei corre per la leadership da outsider o ha l'appoggio di una parte di quel partito?
"Mi sono confrontato con alcuni, da Benedetto Della Vedova a Riccardo Magi, oltre a altre personalità e gruppi sul territorio. +Europa è un partito da sempre aperto a contributi esterni, con una democrazia interna chiara, e per questo ho deciso di esserci". 

E il suo Movimento, la Lista civica nazionale, che fine ha fatto?
"Ho dato vita a una rete temporanea in vista delle elezioni politiche per dare voce alle liste civiche, che si è chiamata appunto Lista civica nazionale. Ma con una vittoria della destra come quella che c'è stata, occorre rafforzare una posizione ideale connotata e riconoscibile". 

Lei doveva candidarsi alle politiche con il Terzo Polo, e poi non se n'è fatto niente. Prova rancore nei confronti di Renzi e Calenda?
"Nessun rancore, capisco le dinamiche della politica. L'obiettivo per me era dare spazio a tante persone che avevano aderito alla Lista civica nazionale. Sono cambiati a un certo punto gli scenari, lo spazio si è ristretto e il progetto civico di fatto non era più previsto. Evidentemente i presupposti non erano solidi per avviare quel programma". 

Ma se fosse eletto segretario, dove porterebbe +Europa? Sempre nel Terzo Polo?
"+ Europa ha dimostrato di avere un simbolo riconoscibile portando avanti un modello di politica di integrazione europea e il tema dei diritti civili e sociali. Ma ora serve fare di più. Serve ampliare l'ambito progettuale di +Europa. Con le tematiche ambientali in una ottica propositiva diversa rispetto alla politica dei "no" e basta. Insistere sullo sviluppo di scuola, università e ricerca. Sostituire il reddito di cittadinanza con misure più efficaci. Ampliare il radicamento di +Europa sul territorio dando voce e casa ai progetti civici". 

Più vicino al Pd che a Calenda, quindi?
"Ripeto: non partiamo dal gioco chi si allea con chi. Facciamo i nostri passi e poi valutiamo. Ma certo +Europa deve essere protagonista nello spazio liberaldemocratico " 

Però sembra che una federazione con Calenda sia tornata nel futuro di +Europa, cosa ne pensa?
"Il dissidio con Calenda è ancora troppo vicino. Per +Europa c'è stato l'exploit iniziale, poi è scesa, infine è rimasta stabile senza raggiungere alle politiche  per una manciata di voti la soglia del 3%.". 

Il Pd è l'interlocutore?
"Se Stefano Bonaccini diventa segretario, come mi auguro, la possibilità di dialogo con lui, di avere un rapporto, ci sarà di certo". 

Ma nel Lazio e in Lombardia per le regionale con chi si schiererebbe?
"Su Alessio D'Amato nel Lazio, il percorso è ben instradato verso un'ampia coalizione. In Lombardia il fatto che Letizia Moratti e il Terzo Polo abbiano giocato d'anticipo non ha aiutato. Ora mi pare difficile che si trovino convergenze. Ciascuno andrà  da solo, regalando alla destra un grande vantaggio". 

Nella sua sfida per la leadership di +Europa, ha la benedizione di Emma Bonino?
"Mi confronterò con lei".