Calenda annuncia amministratori di Forza Italia "in arrivo". Poi lo scontro con Letta su Meloni
di Stefano Baldolini , di Stefano BaldoliniDa un lato annuncia amministratori forzisti in arrivo - "se sono validi li prendiamo" - dall'altro litiga furiosamente con il segretario Pd Enrico Letta. Forte dell'incontro a Chigi sulla manovra, corrisposto nel feeling politico con Giorgia Meloni, Carlo Calenda continua nella campagna di logoramento ai danni di maggioranza e opposizione.
"Si sono già proposti per sostituire Forza Italia, loro che sono stati votati per stare all'opposizione e che invece sono già pronti a passare in maggioranza", l'attacco del segretario dem. La replica non è da meno: "Fesserie di un uomo che non è più neanche capace di elaborare una strategia politica".
"Il Terzo Polo non entra e non entrerà in maggioranza, né supporterà il governo. Fa però l'opposizione come si richiede in un grande paese europeo, cioè proponendo e non solo inseguendo i 5S e urlando 'no a tutto'"…
Da un lato annuncia amministratori forzisti in arrivo - "se sono validi li prendiamo" - dall'altro litiga furiosamente con il segretario Pd Enrico Letta. Forte dell'incontro a Chigi sulla manovra, corrisposto nel feeling politico con Giorgia Meloni, Carlo Calenda continua nella campagna di logoramento ai danni di maggioranza e opposizione.
"Si sono già proposti per sostituire Forza Italia, loro che sono stati votati per stare all'opposizione e che invece sono già pronti a passare in maggioranza", l'attacco del segretario dem. La replica non è da meno: "Fesserie di un uomo che non è più neanche capace di elaborare una strategia politica".
"Il Terzo Polo non entra e non entrerà in maggioranza, né supporterà il governo. Fa però l'opposizione come si richiede in un grande paese europeo, cioè proponendo e non solo inseguendo i 5S e urlando 'no a tutto'", ribadisce Calenda che rivela di aver chiesto al Nazareno di andare insieme con una proposta comune "prima di prendere appuntamento con Meloni" .
Nella polemica, senza smarcarsi da Letta, si inserisce anche il candidato alla segreteria Pd, Stefano Bonaccini: "L'opposizione si fa in Parlamento, non con incontri tête-à-tête"
Le scintille tra i due 'alleati per un giorno', - comunque ancora insieme alle Regionali per il Lazio - sono coerenti coi giudizi radicalmente opposti sulla legge di bilancio. Per il Pd "inadeguata e iniqua", tanto da convocare la piazza per il 17 dicembre, per il Terzo Polo migliorabile anche attraverso un confronto con il governo sempre più indigesto per i dem.
Gli stessi dem che avevano bollato come inaffidabile il mancato partner. "Mi pare da tutto quel che ha detto che l'unico alleato possibile per Calenda sia Calenda", twittava il segretario dem lo scorso agosto, mentre il leader di Azione in diretta tv infrangeva il patto elettorale siglato solo qualche giorno prima, con tanto di bacio stampato sulla guancia. Un giudizio politico che alla luce delle manovre odierne del Terzo Polo suona quantomeno paradossale.
Tutto questo mentre il sodale Matteo Renzi si diverte a giocare a rimpiattino: Io insieme a Calenda e Meloni? "Non facciamo i 3 Promessi Sposi"...