Via abuso d’ufficio e legge Severino, Nordio apre alle richieste dei sindaci. No del M5S
di Liana Milella , di Liana MilellaROMA - Via l'abuso d'ufficio? È possibile, perché il ministro della Giustizia Carlo Nordio lo considera un reato inutile. Ma non solo. Anche la legge Severino e la sospensione per 18 mesi di un amministratore locale condannato solo in primo grado. E ancora le norme del Testo unico sugli enti locali - il ben noto Tuel - considerate dai sindaci un vero incubo perché attribuiscono solo ai vertici tutte le responsabilità politiche, com'è ovvio, ma anche amministrative. È un pacchetto molto ampio quello che il presidente dell'Associazione dei comuni italiani Antonio Decaro, stamattina tra le 9 e trenta alle 11, ha messo sul tavolo del Guardasigilli e del suo vice ministro Francesco Paolo Sisto (per una coincidenza, Decaro e Sisto sono entrambi baresi).
Qual è stato il risultato? C'è sicuramente una disponibilità da parte di via Arenula per avviare un percorso in Parlamento che vada incontro alle richi…
ROMA - Via l'abuso d'ufficio? È possibile, perché il ministro della Giustizia Carlo Nordio lo considera un reato inutile. Ma non solo. Anche la legge Severino e la sospensione per 18 mesi di un amministratore locale condannato solo in primo grado. E ancora le norme del Testo unico sugli enti locali - il ben noto Tuel - considerate dai sindaci un vero incubo perché attribuiscono solo ai vertici tutte le responsabilità politiche, com'è ovvio, ma anche amministrative. È un pacchetto molto ampio quello che il presidente dell'Associazione dei comuni italiani Antonio Decaro, stamattina tra le 9 e trenta alle 11, ha messo sul tavolo del Guardasigilli e del suo vice ministro Francesco Paolo Sisto (per una coincidenza, Decaro e Sisto sono entrambi baresi).
Qual è stato il risultato? C'è sicuramente una disponibilità da parte di via Arenula per avviare un percorso in Parlamento che vada incontro alle richieste dei sindaci. Che - sulla scrivania di Nordio - hanno depositato il pacchetto di richieste già emerse nell'ultima assemblea dell'Anci dove la stessa premier Giorgia Meloni aveva promesso modifiche all'abuso d'ufficio.
Uscendo da via Arenula, lo stesso vice ministro Sisto - che già alla stessa assemblea dei Comuni aveva parlato della "paura della firma" da parte degli amministratori locali - sintetizza così il risultato dell'incontro: "Non si possono non condividere le preoccupazione dei sindaci. Il ministero della Giustizia, come più volte ha ribadito in questi giorni lo stesso Nordio, non potrà che essere fattivamente sensibile nel rispondere alle istanze che sono state riproposte anche stamattina". E alla domanda se i due disegni di legge del Pd presentati ieri su Severino e Tuel, in questo contesto, potranno avere un ruolo, Sisto risponde: "Se su questi temi c'è una sensibilità condivisa dall'opposizione questo non potrà che facilitare l'obiettivo di raggiungere un risultato condiviso".
Ma proprio il contestatissimo reato di abuso d'ufficio non è che un pezzo di richieste ben più ampie, sicuramente la modifica del decreto legislativo Severino del 2012 nella parte in cui costringe gli amministratori locali alla sospensione dopo una condanna solo in primo grado, violando, dicono i sindaci, la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva. E soprattutto in contrasto con le regole per i parlamentari che invece devono lasciare l'incarico ma solo dopo una condanna definitiva. E poi le modifiche sulla responsabilità politico-amministrativa previste dal Tuel. Cioè le due esigenze cui vanno incontro i due disegni di legge del Pd. Quindi l'abuso d'ufficio, in questa panoramica di richieste, diventa solo un pezzo di una riforma ben più ampia. Soprattutto perché, dopo l'ultima riforma del 2020 con il governo Conte, il reato si è già assai "ristretto".
E proprio per questa ragione il M5S annuncia la sua netta contrarietà sia sull'abuso che sulla Severino. Le capogruppo alla Camera e al Senato Valentina D'Orso e Ada Lopreiato stoppano Nordio perché "non serve alcun nuovo intervento" dopo quel decreto Semplificazioni del luglio 2021 firmato dall0'allora premier Giuseppe Conte che già ha "ristretto" l'abuso d'ufficio. "L'unico antidoto alla cosiddetta 'paura della firma' è scrivere leggi chiare e lineari" dicono D'Orso e Lopreiato. Nessuna disponibilità dell'M5S "a intraprendere altre strade che indeboliscano la difesa della legalità, specie in un momento in cui bisogna spendere bene e in piena trasparenza le ingenti risorse del Pnrr". Netta chiusura anche sulla legge Severino che "bisogna far funzionare, e nel caso migliorarla e non depotenziarla" visto che è stata introdotta per "liberare le istituzioni da persone condannate".
Dopo l'incontro, fuori dal ministerio della Giustizia, Decaro sintetizza invece con una battuta il senso delle richieste dell'Anci: "Non esiste il reato di ruolo". Per il solo fatto di essere e fare i sindaci. Nel senso che "non riteniamo che la responsabilità possa essere sempre del sindaco per il solo fatto che ha un ruolo". Ruolo politico, ovviamente non perseguibile, ma anche amministrativo. Ed è questo che, con le leggi attuali, diventa invece anche penalmente perseguibile. Decaro parla di "un percorso" tra Anci e governo che nei prossimi giorni aprirà il dossier delle questioni "una per una con il consenso del Parlamento". "Il tema è circoscrivere le responsabilità penali e civili", dice Decaro. E mette già le mani avanti: "Non vogliamo né l'immunità né l'impunità. Non vogliamo un trattamento di favore, ma sapere quali sono le regole da rispettare in maniera rigorosa, e le vogliamo rispettare".