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Mattarella: "Siamo a bivio tra guerra e pace" . E sui migranti chiede una gestione comune e lungimirante: "Questione cruciale per Ue"

(ansa)
Il discorso del capo dello Stato all'apertura dei Med Dialogues 2022
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"Ancora una volta siamo di fronte al bivio. Cosa permette di guardare al progresso dell'umanità? La guerra o la pace? Dobbiamo partire da quei principi posti alla base della nostra convivenza civile e fondati nel quadro delle Nazioni Unite". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando all'apertura dei Med Dialogues 2022, forum organizzato da Farnesina e Ispi a Roma. "Per consolidare il sistema multilaterale e renderlo più democratico, occorre fare riferimento all'uguaglianza fra gli Stati, rifuggendo da una polarizzazione a livello internazionale e da una esasperazione di diversità, certo esistenti, che un dialogo efficace può contribuire a ridurre", ha aggiunto il capo dello Stato.

Migranti, gestione comune e lungimirante. Cruciale per Ue

Mattarella è tornato sul tema dei migranti, oggetto dello scontro tra Italia e Francia delle settimane scorse. La crescita dei Paesi posti sulle rive de…

"Ancora una volta siamo di fronte al bivio. Cosa permette di guardare al progresso dell'umanità? La guerra o la pace? Dobbiamo partire da quei principi posti alla base della nostra convivenza civile e fondati nel quadro delle Nazioni Unite". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando all'apertura dei Med Dialogues 2022, forum organizzato da Farnesina e Ispi a Roma. "Per consolidare il sistema multilaterale e renderlo più democratico, occorre fare riferimento all'uguaglianza fra gli Stati, rifuggendo da una polarizzazione a livello internazionale e da una esasperazione di diversità, certo esistenti, che un dialogo efficace può contribuire a ridurre", ha aggiunto il capo dello Stato.

Migranti, gestione comune e lungimirante. Cruciale per Ue

Mattarella è tornato sul tema dei migranti, oggetto dello scontro tra Italia e Francia delle settimane scorse. La crescita dei Paesi posti sulle rive del Mediterraneo passa anche "per una comune e lungimirante gestione dei flussi migratori che impoveriscono i Paesi di origine di energie utili allo sviluppo delle loro comunita'". Si tratta, ha aggiunto, di "una questione decisiva e globale, come ben sa l'Organizzazione internazionale delle migrazioni, legata a dinamiche demografiche e d'interconnessione mondiale che appare vano pensare possa eclissarsi e che dobbiamo, invece, in una logica di comune interesse, impegnarci a gestire".

"Diplomazie, organizzazioni nazionali e internazionali a cominciare dall'Ue sono chiamate a un impegno comune", ha continuato il capo dello Stato. "Sono in gioco la vita, il destino e la dignità di esseri umani. È una questione cruciale per la stabilità e la prosperità dell'Ue e del nostro vicinato meridionale". Tutto ciò deve "spingerci a affrontare insieme" tali sfide, "in uno spirito di forte solidarietà".

Multilateralismo soluzione alla tormenta

Si accentuano le "situazioni di conflitto da cui non è più assente l'Europa, con la circostanze tragiche in cui l'inaccettabile aggressione della federazione russa all'Ucraina ci ha precipitato. La guerra ha inasprito anche problemi già esistenti a cui si sono aggiunti maggiore povertà, insicurezza alimentare, scarsità di risorse energetiche". Dunque "è impellente trovare soluzioni condivise", continuato Mattarella. "Il titolo dato all'incontro - "Weathering the storms", ndr - ha il merito di rivendicare le soluzioni che il multilateralismo offre alla tormenta"

Conflitto ucraino e crisi alimentare nel Mediterraneo

Per il capo dello Stato il conflitto in Europa "ha anche generato una crisi degli approvvigionamenti alimentari" che "affligge Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo e che, mentre obbliga a individuare urgenti soluzioni, spinge, insieme, a continuare sulla strada della promozione di sistemi agro-alimentari sostenibili, in grado di produrre ricchezza per le popolazioni a vantaggio di filiere locali e di contribuire a salvaguardare gli ecosistemi". Quindi, "si tratta di una sfida globale e che, nell'area del Mediterraneo allargato, rischia di accentuare problematiche gia' esistenti e propagare instabilità e insicurezza". Per il Capo dello Stato "le difficoltà spingono ad ampliare, con coraggio e intraprendenza gli ambiti di cooperazione, sovvertendo una narrativa che vede troppo spesso nel Mediterraneo e nell'Africa soggetti di un arco di crisi e regioni produttrici di instabilità. Al contrario, una visione unitaria dell'intera regione euro-mediterranea-africana evidenzia come, attraverso un rapporto stretto di collaborazione, questo ambito rappresenti oggi uno spazio di opportunità, in gran parte ancora da mettere in valore, e sia elemento fondamentale delle soluzioni".