Passa per la liaison con Maurizio Landini la controffensiva di Giuseppe Conte nei confronti del Pd, cui si immagina di sfilare non più solo elettori delusi — come pure il sorpasso nei sondaggi dimostra — ma soprattutto mondi di riferimento, a cominciare dal principale sindacato italiano, storicamente legato agli eredi del Pci.
A segnalare il salto di qualità di un rapporto che sta diventando sempre più intenso, il vertice organizzato ieri nel quartier generale dei 5Stelle. Chiara la strategia grillina: impossessarsi di temi e battaglie care alla sinistra per lanciare l’assalto al campo progressista fino ad occuparlo (quasi) per intero.
Tracce d'intesa
Oggetto del faccia a faccia con il n.1 di Corso Italia, che dalla manifestazione per la pace in avanti è diventato interlocutore privilegiato dell’ex premier giallorosso, la manovra finanziaria varata dal governo Meloni. Ulteriore prova ne è che alla mobilitazione pro…
Passa per la liaison con Maurizio Landini la controffensiva di Giuseppe Conte nei confronti del Pd, cui si immagina di sfilare non più solo elettori delusi — come pure il sorpasso nei sondaggi dimostra — ma soprattutto mondi di riferimento, a cominciare dal principale sindacato italiano, storicamente legato agli eredi del Pci.
A segnalare il salto di qualità di un rapporto che sta diventando sempre più intenso, il vertice organizzato ieri nel quartier generale dei 5Stelle. Chiara la strategia grillina: impossessarsi di temi e battaglie care alla sinistra per lanciare l’assalto al campo progressista fino ad occuparlo (quasi) per intero.
Tracce d'intesa
Oggetto del faccia a faccia con il n.1 di Corso Italia, che dalla manifestazione per la pace in avanti è diventato interlocutore privilegiato dell’ex premier giallorosso, la manovra finanziaria varata dal governo Meloni. Ulteriore prova ne è che alla mobilitazione proclamata da Cgil e Uil a livello regionale dal 12 al 16 dicembre (giorno dello sciopero generale indetto nel comparto istruzione) parteciperà una nutrita delegazione di parlamentari stellati, decisa invece a disertare la piazza dem convocata per il 17. Mentre Conte proseguirà il suo tour sul reddito di cittadinanza che domani, dopo la tappa di Napoli, lo porterà a Torino e a Milano per confrontarsi con un gruppo di percettori a rischio di perdere il sussidio. Difeso a spada tratta anche da Landini: «Si può migliorare, ma abolirlo è impensabile», ha ribadito ieri. Un gioco di sponda difficile da ignorare: «Il governo cancella il Rdc per introdurre l’evasione di cittadinanza», fa subito eco l’avvocato a proposito del «premio dato a chi gira con 5mila euro in contanti».
È proprio sulla critica aspra alle politiche finanziarie della destra che il capo Cgil e quello del Movimento si sono saldati, pare con reciproca soddisfazione. Confermata dal leader della maggiore organizzazione dei lavoratori al termine del vertice durato più di un’ora: «Abbiamo ascoltato il parere dei 5Stelle che condividono molte nostre richieste e con cui c’è un terreno importante e comune di iniziative», ha scandito il sindacalista. «Abbiamo illustrato giudizi e posizioni della Cgil, oltre alle modifiche che chiederemo al governo nell’incontro del 7 e a tutte le forze politiche».
Una precisazione necessaria: sa bene, Landini, quanto la stretta corrispondenza tra lui e l’avvocato sia guardata con sospetto dagli altri partiti, di maggioranza e opposizione. Conosce i mal di pancia interni al suo sindacato, non tutto incline all’abbraccio coi grillini. Tant’è che «mentre io incontravo il M5S — è costretto poi a specificare — altri componenti della segreteria vedevano una delegazione di FdI», mentre oggi toccherà alla Lega «e nei giorni scorsi abbiamo visto Pd, Verdi e Sinistra perché riteniamo necessario cambiare questa legge di bilancio che contiene cose molto sbagliate».
Conte incontra Bonomi
Oltre alla flat tax fino a 85mila euro per gli autonomi che «crea disparità con i lavoratori dipendenti», i tagli sulla sanità, i mancati interventi sui salari e contro la precarietà, i vaucher «da cancellare» e gli extraprofitti da aumentare, come la decontribuzione per mettere più soldi in busta paga. «Una lista di Babbo Natale che porterebbe l’Italia in default», attacca subito Calenda. La stessa tuttavia rilanciata, punto per punto, da Conte, che oggi incontrerà il presidente di Confindustria Bonomi: «È un governo forte con i deboli e debole con i poteri forti», tuona l’ex premier. Alimentando le voci di un asse con la Cgil che non s’era materializzato la settimana scorsa, quando Landini — insieme ai segretari di Cisl e Uil, non certo da solo— era salito al Nazareno per discutere di manovra con Letta e lo stato maggiore del Pd. Un segnale, nel suo piccolo, anche questo.