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Congresso Pd, Paola De Micheli la terza incomoda: "Corro da sola e punto al ballottaggio"

L'ex ministra sfida Schlein e Bonaccini. Ha scritto un libro manifesto con cui gira l'Italia forte dell'appoggio di 90 comitati: "Sono libera e concreta"
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Roma. Non ha l’appoggio di nessuna corrente, ma la “terza incomoda” alla corsa per la leadership del Pd spera di arrivare al ballottaggio nei gazebo. Paola De Micheli, ex ministra delle Infrastrutture, piacentina, una passione per la pallavolo, la politica e il figlio Pietro (in ordine inverso), ne è anzi sicura. “Voglio andare al ballottaggio alle primarie, al posto di chi non so, se di Stefano Bonaccini o di Elly Schlein. A mio favore ho la libertà e la concretezza e sono perciò competitiva”.

Scesa in campo per prima, è accaduto in questi mesi che negli articoli di stampa sul Pd, spesso sia stata del tutto dimenticata. Come se non facesse storia. E lei per tutta riposta ha premuto l’acceleratore sugli incontri in giro per l’Italia, e sulla creazione di comitati che la sostengono: sono oggi novanta. Ha scritto un libro dove espone le sue tesi sul Pd e che si intitola “Concretamente. Prima le persone”, …

Roma. Non ha l’appoggio di nessuna corrente, ma la “terza incomoda” alla corsa per la leadership del Pd spera di arrivare al ballottaggio nei gazebo. Paola De Micheli, ex ministra delle Infrastrutture, piacentina, una passione per la pallavolo, la politica e il figlio Pietro (in ordine inverso), ne è anzi sicura. “Voglio andare al ballottaggio alle primarie, al posto di chi non so, se di Stefano Bonaccini o di Elly Schlein. A mio favore ho la libertà e la concretezza e sono perciò competitiva”.

Scesa in campo per prima, è accaduto in questi mesi che negli articoli di stampa sul Pd, spesso sia stata del tutto dimenticata. Come se non facesse storia. E lei per tutta riposta ha premuto l’acceleratore sugli incontri in giro per l’Italia, e sulla creazione di comitati che la sostengono: sono oggi novanta. Ha scritto un libro dove espone le sue tesi sul Pd e che si intitola “Concretamente. Prima le persone”, pubblicato da Rubettino, dove c’è tutta la sua filosofia, linee, proposte e anche un po’ di biografia per fare capire com’è che ha deciso di competere per la segreteria del Pd e non ci ripensa.

Il libro e le tesi, molto concrete appunto, per risanare il partito, le presenterà in un circolo di Matera come prima tappa, ma anche a Roma lunedì prossimo con lo scrittore Maurizio De Giovanni , con Lucia Annunziata e con Massimo Gramellini, poi a Milano, a Bologna. Alla “polarizzazione” Bonaccini-Schlein non ci sta. E’ convinta che porti tra l’altro male perché esaspera gli schieramenti degli uni contro gli altri, e il Pd ha già avuto troppe scissioni.

De Micheli ritaglia per sé il ruolo di chi è capace di unire, di tenere insieme le anime del partito che rischiano di dividersi. Ma l’abilità che ha avuto è di fare rete con molte donne democratiche e con consiglieri regionali e di circolo. La base. Perciò dalla sua ci sono Lucia Bongarzone, ex portavoce delle democratiche dell’Emilia Romagna, Morena Bigini portavoce delle dem umbre, Teresa Esposito delle democratiche della Calabria, Lorenza Panei dell’Abruzzo, Antonella Vincenti per le dem della Puglia, Cinzia Dal Torre per quelle del Friuli Venezia Giulia. E ci sono alcune big che la apprezzano e sostengono come l’ex ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, Enza Bruno Bossio, Lorenza Bonaccorsi che è presidente del primo municipio di Roma. Supporter inoltre dalla Basilicata all’ex parlamentare Gigi Olivieri, mentre dalla Campania dovrebbe esserci un traino a sorpresa nei prossimi giorni.

Un tempo lettiana di ferro, ma in grado di navigare tutte le tormentate acque del Pd, De Micheli ha sintetizzato intanto il nuovo Pd che vorrebbe in un intervento nel dibattito sulla sinistra inaugurato da Repubblica: un partito che stia dalla parte dei più deboli, con una attenzione al  lavoro che cambia (e perciò che promuova un nuovo Statuto dei lavoratori), quindi sempre più progressista. Ma che sia un partito-partito, dove quindi gli iscritti contino di più, al punto da avere previsto “primarie ponderate”. Durante il dibattito sulla nuova Carta dei valori del Pd, che ha aperto la fase costituente dem (dove lo scontro è stato acceso), De Micheli si è distinta per equilibrio, appoggiando il “lodo Urbinati”, ovvero la proposta della politologa Nadia Urbinati che è una delle 87 personalità “costituenti”: più si discute, meglio è. Da tanta difficoltà del Pd qualcosa dovrà pur nascere.

Ribadisce: il match a due non c’è, di certo è a tre anche con lei, forse a quattro se Matteo Ricci decide di candidarsi.