Alla presidenza del Copasir torna Guerini: ora i dossier Kiev, Cina e guerra ibrida
di Giuliano Foschini , di Giuliano Foschinill conflitto in Ucraina. Il nuovo invio di armi da decidere nel giro di un mese. E ancora: i rapporti con la Cina, a partire dalla complessa vicenda degli undici posti di polizia nel nostro Paese. La guerra ibrida, con gli attacchi cibernetici da una parte e gli strumenti di influenza dall’altra che paesi come la Russia (ma anche la Cina) hanno dimostrato di saper maneggiare bene sia durante la pandemia sia, oggi, con il conflitto di Kiev. Sarà una legislatura delicatissima per la sicurezza nazionale del nostro Paese. Che avrà Lorenzo Guerini, deputato del Partito democratico ed ex ministro della Difesa, come principale garante: è stato scelto lui ieri, infatti, come presidente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza, l’organo di controllo sui nostri servizi di intelligence.
Un ruolo di garanzia, si diceva, in una stagione difficile cominciata però non nel migliore dei modi: la nomina al Copasir arriva così tardi rispetto …
ll conflitto in Ucraina. Il nuovo invio di armi da decidere nel giro di un mese. E ancora: i rapporti con la Cina, a partire dalla complessa vicenda degli undici posti di polizia nel nostro Paese. La guerra ibrida, con gli attacchi cibernetici da una parte e gli strumenti di influenza dall’altra che paesi come la Russia (ma anche la Cina) hanno dimostrato di saper maneggiare bene sia durante la pandemia sia, oggi, con il conflitto di Kiev. Sarà una legislatura delicatissima per la sicurezza nazionale del nostro Paese. Che avrà Lorenzo Guerini, deputato del Partito democratico ed ex ministro della Difesa, come principale garante: è stato scelto lui ieri, infatti, come presidente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza, l’organo di controllo sui nostri servizi di intelligence.
Un ruolo di garanzia, si diceva, in una stagione difficile cominciata però non nel migliore dei modi: la nomina al Copasir arriva così tardi rispetto alla formazione del Parlamento perché i partiti (il Movimento 5 Stelle su tutti) hanno inserito la presidenza del Comitato, che spetta alle opposizioni, nel pacchetto di nomine generale. Conte non voleva, cioè, che si votasse in tempi troppo differenti con la presidenza della Vigilanza a cui aspira il Movimento. Operazione che dovrebbe andare in porto anche se ieri è successo qualcosa, a proposito di tattica politica: al Copasir (dove il vice presidente è Giovanni Donzelli di Fdi) è stato infatti eletto come segretario Ettore Rosato, di Italia Viva, con un numero di voti superiore a quello dell’opposizione. Ha votato per lui, cioè, anche la maggioranza. Ed è un segnale di quello che potrebbe avvenire anche in Vigilanza. Da segnalare, inoltre, il tweet di Enrico Borghi, il senatore Pd e responsabile del pacchetto sicurezza nella segreteria uscente. Borghi era uno dei nomi che si era fatto per la presidenza. “Auguri a Lorenzo Guerini” ha scritto ieri su Twitter. “Farà bene e l’ho votato perché nei partiti seri si fa così. Con oggi mi appunto sul petto la medaglia al valore virtuale conferitami dall’ostracismo di Conte nei miei confronti”. Il riferimento è, appunto, al “no” che il leader di 5 Stelle avrebbe opposto sulla sua eventuale elezioni.
Guerini è invece il nome su cui si è trovata la sintesi. Forte anche di un curriculum di garanzia: deputato nelle ultime tre legislature, è stato vicesegretario e coordinatore del Pd. Nello scorso Parlamento è stato presidente del Copasir durante il Conte I, per poi diventare ministro della Difesa nel Conte II e nel governo Draghi. Ha gestito dunque i dossier recenti più delicati: fu lui a dire stop a “Dalla Russia con amore”, il programma voluto da Conte con il quale i russi portarono ufficialmente aiuti al nostro Paese durante il Covid. Ma in realtà organizzarono, o comunque provarono a farlo, una maxi operazione di spionaggio. Ed è stato Guerini – forte anche di un rapporto solidissimo con gli alleati atlantici – a tenere con la Nato la barra sulle forniture militari all’Ucraina. Paese dal quale due settimane fa ha ricevuto un’onorificenza. Ulteriore motivo per renderlo particolarmente inviso alla Russia di Putin.