Il Terzo Polo corteggia i riformisti del Pd: “Vi aspettiamo”
di Lorenzo Sangermano , di Lorenzo SangermanoDa destra a sinistra, il gruppo di Azione apre a un corteggiamento di larghe intese. L’obiettivo? Non un semplice centro, ma, come lo ha definita la deputata Mara Carfagna, “liberale, popolare, riformista per i tanti moderati in fuga dagli estremismi”. Un travaso di nomi che, a partire dalla stessa deputata, ha visto svuotarsi il partito di Forza Italia. Anche dalla Lega i fuggitivi, come il consigliere regionale Gianmarco Senna, soffrono il fascino di Calenda. "Vogliamo avere un centro riformista – ha dichiarato il leader del partito - dove persone che sono state divise da questo bipolarismo sempre più estremo, come Matteo Richetti e Mara Carfagna, si ritrovino a lavorare insieme sulle cose”.
Gori: "Nessun cambiamento alla carta del Pd"
Un’apertura che lascia spazio anche alla sinistra delusa e corteggia un Giorgio Gori che, di stravolgimenti e cambi di fondamenta, non vuole saperne. “Teniamo la Carta dei valori …
Da destra a sinistra, il gruppo di Azione apre a un corteggiamento di larghe intese. L’obiettivo? Non un semplice centro, ma, come lo ha definita la deputata Mara Carfagna, “liberale, popolare, riformista per i tanti moderati in fuga dagli estremismi”. Un travaso di nomi che, a partire dalla stessa deputata, ha visto svuotarsi il partito di Forza Italia. Anche dalla Lega i fuggitivi, come il consigliere regionale Gianmarco Senna, soffrono il fascino di Calenda. "Vogliamo avere un centro riformista – ha dichiarato il leader del partito - dove persone che sono state divise da questo bipolarismo sempre più estremo, come Matteo Richetti e Mara Carfagna, si ritrovino a lavorare insieme sulle cose”.
Gori: "Nessun cambiamento alla carta del Pd"
Un’apertura che lascia spazio anche alla sinistra delusa e corteggia un Giorgio Gori che, di stravolgimenti e cambi di fondamenta, non vuole saperne. “Teniamo la Carta dei valori così come l'abbiamo scritta, niente stravolgimenti, qualche cambiamento, e facciamo il Congresso. Se vince la Schlein – ha detto il sindaco dem di Bergamo - non lascerò il partito, perché il contesto sarà lo stesso. Se invece sarà stravolto sarò libero di dire che faccio un'altra cosa, non è una scissione, riconsegno la tessera. Se non mi riconosco più nel partito per cui ho fatto tanto è legittimo togliere il disturbo”.
Parole che al partito centrista sono parse come un possibile spiraglio di comunicazione. A prendere è l’iniziativa è stato il segretario lombardo di Azione Nicolò Carretta. “Il Terzo Polo aspetta Gori e i tanti bravi amministratori locali riformisti del centrosinistra per lavorare con loro, valorizzarli e costruire insieme una reale alternativa al sovranismo e al populismo, rincorso ormai quotidianamente da buona parte della classe dirigente del PD”. Carretta non si limita quindi al solo amministratore bergamasco, ma si rivolge all’intera ala riformista. “Spero che il sindaco Giorgio Gori e tanti altri amici autenticamente riformisti prendano atto che il Pd è e sarà sempre ostaggio di correnti autoreferenziali e conservatrici, chi ha portato al fallimento del progetto originario veltroniano – continua il segretario - non consentirà nessun reale cambiamento ed è ormai palese che chiunque si sia "macchiato" di aver troppo sostenuto la stagione renziana è un nemico da sconfiggere e allontanare”.
Orlando: "In Italia il liberismo non si può criticare"
Al sindaco di Bergamo si è contrapposta la voce di Andrea Orlando, deputato Pd. “Adesso Gori dice che se si cambia la carta se ne va. Ma perché non avete detto di no alla fase costituente allora? Il liberismo è messo in discussione a livello teorico e nei fatti in tutto il mondo, a partire dagli Usa, in Italia non se ne può nemmeno parlare. Pena scomunica”, lo scrive su Twitter l’ex ministro.