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La diplomazia ritrovata di Meloni a Tirana tra una stretta di mano con Macron e il (lungo) colloquio con Orbán

La premier dall'Albania dà totale copertura a Nordio sulla riforma della giustizia, evita lo scontro con Bankitalia sulla manovra e accoglie l'appello di Mattarella sul Pnrr. Anche sui migranti linea più morbida, ma le distanze con l'Ue restano
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TIRANA - Dà totale copertura al Guardasigilli Carlo Nordio sulla riforma della giustizia, esce dal fortino sulla manovra evitando lo scontro con Bankitalia ed accoglie l'appello di Sergio Mattarella ad onorare l'impegno con l'Europa sul Pnrr: "Stiamo lavorando con concentrazione perché le risorse siano messe a terra malgrado le difficoltà legate all'aumento delle materie prime".

Meloni e il cambio di strategia comunicativa

Ma la vera novità, in questa trasferta albanese di Giorgia Meloni, è il cambio di strategia comunicativa: prima di lasciare la sede del vertice fra Ue e i leader dei Balcani occidentali, la premier si sottopone per dodici minuti alle domande dei cronisti. Un mutamento di passo, dopo le conferenze stampa a Chigi caratterizzate da lunghi interventi di diversi esponenti di governo accompagnate dalle lamentele dei giornalisti per lo scarso tempo a disposizione. Fino all'ultimo episodio, due settima…

TIRANA - Dà totale copertura al Guardasigilli Carlo Nordio sulla riforma della giustizia, esce dal fortino sulla manovra evitando lo scontro con Bankitalia ed accoglie l'appello di Sergio Mattarella ad onorare l'impegno con l'Europa sul Pnrr: "Stiamo lavorando con concentrazione perché le risorse siano messe a terra malgrado le difficoltà legate all'aumento delle materie prime".

Meloni e il cambio di strategia comunicativa

Ma la vera novità, in questa trasferta albanese di Giorgia Meloni, è il cambio di strategia comunicativa: prima di lasciare la sede del vertice fra Ue e i leader dei Balcani occidentali, la premier si sottopone per dodici minuti alle domande dei cronisti. Un mutamento di passo, dopo le conferenze stampa a Chigi caratterizzate da lunghi interventi di diversi esponenti di governo accompagnate dalle lamentele dei giornalisti per lo scarso tempo a disposizione. Fino all'ultimo episodio, due settimane fa, quando Meloni si rivolse in modo aspro ai rappresentanti dei media che reclamavano più attenzione. E più risposte. "Non mi pare siate stati così coraggiosi in altre situazioni", era sbottata la leader di FdI.

Adesso non c'è nessun presidente di Confartigianato ad attendere, non ci sono atteggiamenti spazientiti: anzi la premier si sottopone a un fuoco di fila di domande su temi che esulano da quelli della conferenza. Ma anche i toni sono diversi: la premier evita giudizi netti e fa sfoggio di diplomazia.

Meloni e la linea più morbida

Mette il cappello politico sulle nuove norme legate alla giustizia e annunciate dal ministro Carlo Nordio in Senato: "Penso che la riforma della giustizia sia prioritaria, non sono l'unica a pensarlo". E non forza la mano con Bankitalia dopo le critiche su Pos e tetto al contante: "La notizia per il governo è che sulle grandi voci della manovra non ci sono critiche sostanziali".

Meloni, Macron e Orbán

E anche sui migranti la linea sembra più morbida: Meloni dice che con la Francia "i rapporti continuano, ci sono fior di bilaterali con i nostri ministri". D'altronde, a Tirana la premier ha visto il presidente francese Emmanuel Macron: una stretta di mano, qualche convenevole, non un colloquio vero e proprio. "Ma ci saranno altre occasioni, ad esempio ad Alicante fra qualche giorno". Più lunga invece la chiacchierata mattutina con Viktor Orbán, presidente ungherese e leader sovranista, prima della foto di gruppo e dell'esibizione di un tenore albanese che ha intonato un'aria della Traviata.

Meloni, la Ue e i migranti

Di energia Meloni ha invece parlato con il cancelliere tedesco Olaf Scholz: focus su migranti ed energia. Ma sono due argomenti che, quando si chiudono i lavori della conferenza, tengono la premier italiana lontana dai vertici Ue. Perché Meloni si dice soddisfatta dell'esito del summit ma ribadisce che il suo governo si aspetta da Bruxelles un approccio "non solo italiano" ai flussi migratori, che stringono il Paese "in una tenaglia" fra la rotta balcanica e quella mediterranea. E boccia come "insufficiente" la proposta europea sul price cap del gas. Le distanze con l'Unione rimangono, per la presidente che prosegue - in veste moderata - le sue missioni oltreconfine. E ora la Spagna, dove è stata protagonista di accesi comizi nelle manifestazioni di destra di Vox e dove adesso, per il vertice dei Paesi Mediterranei di Alicante, l'attende il presidente socialista Pedro Sanchez.