Più soldi alle Regioni ricche, i rischi della “neo-devolution”
di Conchita SanninoChe cos’è l’Autonomia Differenziata?
L’articolo 116, terzo comma, della Costituzione prevede, per le Regioni che ne facciano richiesta, la attribuzione di forme e condizioni particolari di Autonomia: con legge statale , approvata a maggioranza assoluta dai componenti delle Camere, sulla base di un’intesa tra Stato centrale e Regione.
Perché l’Autonomia accende la contesa politica?
Perché l’attribuzione di maggiore Autonomia può rompere gli equilibri e avvantaggiare alcuni territori a danno di altri, aggravando i divari: non solo tra Nord e Sud, ma tra aree centrali e periferiche del Paese.
Per quale motivo, c’è il rischio di gravi sperequazioni?
Perché al trasferimento delle funzioni è connessa la distribuzione delle risorse pubbliche per il finanziamentro di quelle funzioni. Ad esempio: alcune regioni , come Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, sono in testa per la richiesta di autonomia in v…
Che cos’è l’Autonomia Differenziata?
L’articolo 116, terzo comma, della Costituzione prevede, per le Regioni che ne facciano richiesta, la attribuzione di forme e condizioni particolari di Autonomia: con legge statale , approvata a maggioranza assoluta dai componenti delle Camere, sulla base di un’intesa tra Stato centrale e Regione.
Perché l’Autonomia accende la contesa politica?
Perché l’attribuzione di maggiore Autonomia può rompere gli equilibri e avvantaggiare alcuni territori a danno di altri, aggravando i divari: non solo tra Nord e Sud, ma tra aree centrali e periferiche del Paese.
Per quale motivo, c’è il rischio di gravi sperequazioni?
Perché al trasferimento delle funzioni è connessa la distribuzione delle risorse pubbliche per il finanziamentro di quelle funzioni. Ad esempio: alcune regioni , come Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, sono in testa per la richiesta di autonomia in vari ambiti. Dall’ Istruzione ai Trasporti, dal Lavoro alla definitiva regionalizzazione della tutela della Salute, passando per Ambiente e produzione energetica.
Cosa accadrebbe se, per assurdo, queste richieste venissero tutte accolte, così come formulate?
Semmai fossero accettate le istanze di tutte queste Regioni - che nel caso del Veneto arrivano a toccare la richiesta del 90% del gettito fiscale relativo ai cittadini e alle imprese italiane che sono lì residenti o hanno sede in quella regione - si calcola che saremmo di fronte a una perdita totale di 190 miliardi sui 750 annui di gettito fiscale.
La coesione nazionale è a rischio?
Sì, secondo le analisi dello stesso Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) , l’Authority che certifica i conti pubblici, oltre che per i rilievi di costituzionalisti ed economisti. Proprio per contrastare questo vulnus sono stati introdotti i Lep.
Che cosa sono i Lep?
Sono i Livelli essenziali di prestazioni, per definire i diritti civili e sociali garantiti, assegnati al potere legislativo esclusivo dello Stato. Un dovere rimasto però lettera morta. Da circa 20 anni non sono stati ancora realizzati, se non in minima misura.
La bozza Calderoli cosa prevedeva?
Consentiva all’Autonomia di partire anche senza aver fissato i Lep: considerando quindi la spesa storica. In tal modo si cristallizzerebbero le disuguaglianze: chi ha più servizi e soldi ne avrà di più, chi aspetta da decenni più scuole, più trasporti, più tutele, ne avrà di meno. La bozza prevedeva anche la completa marginalizzazione del Parlamento.
Lo stop della premier come ha inciso?
Ha frenato la corsa di Calderoli, che puntava a un via libera addirittura entro Natale. Nella legge di bilancio, l’articolo 143, stabilisce che si fissino i Lep entro un anno. Tuttavia, se la norma pone come precondizione i livelli essenziali, non chiude la porta ad accelerazioni. Prevedendo, nel caso - probabilissimo - che non si realizzino i livelli entro un anno, la nomina di un commissario ai Lep. Che dovrebbe chiudere ad horas ciò che più governi non sono riusciti mai a fare.