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Elly Schlein apre al cambio del nome: "Partito del lavoro? Proposta interessante"

La candidata alla segreteria ospite dell'arena Robinson: "Raccolgo l'idea del sindaco di Bologna, Lepore". Poi rilancia il campo largo e difende l'invio di armi all'Ucraina
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Elly Schlein apre al cambio di nome del Pd. Ospite dell'arena Robinson a Roma, la candidata alla segreteria dem racconta di apprezzare la proposta lanciata sulle colonne di Repubblica dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore. Che ha suggerito di ribattezzare il Pd in "Partito democratico e del lavoro" (con successiva boutade in radio: potremmo chiamarlo Padel).  Alla domanda del vicedirettore Francesco Bei, se cambierebbe il nome nel senso indicato da Lepore o se lo lascerebbe così com'è, Schlein si è mostrata possibilista: "Penso che le proposte che stanno arrivando da Lepore e da Bologna siano molto interessanti. Proposte che da candidata mi impegno a raccogliere e valutare". Il tema del nome, aggiunge, "offre uno spunto. Perché il lavoro deve tornare ad essere un perno centrale del Pd, è un tema su cui in passato sono stati fatti errori che hanno prodotto uno scollamento. L'altro perno deve essere la crisi cl…

Elly Schlein apre al cambio di nome del Pd. Ospite dell'arena Robinson a Roma, la candidata alla segreteria dem racconta di apprezzare la proposta lanciata sulle colonne di Repubblica dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore. Che ha suggerito di ribattezzare il Pd in "Partito democratico e del lavoro" (con successiva boutade in radio: potremmo chiamarlo Padel).  Alla domanda del vicedirettore Francesco Bei, se cambierebbe il nome nel senso indicato da Lepore o se lo lascerebbe così com'è, Schlein si è mostrata possibilista: "Penso che le proposte che stanno arrivando da Lepore e da Bologna siano molto interessanti. Proposte che da candidata mi impegno a raccogliere e valutare". Il tema del nome, aggiunge, "offre uno spunto. Perché il lavoro deve tornare ad essere un perno centrale del Pd, è un tema su cui in passato sono stati fatti errori che hanno prodotto uno scollamento. L'altro perno deve essere la crisi climatica".

All'arena Robinson alla Nuvola dell'Eur, Schlein è intervenuta sulle alleanze e sul complicato rapporto col Movimento 5 Stelle, che ha messo la freccia nei sondaggi, superando i dem. "Intanto il mio Pd è un partito che deve avere un'identità chiara - rimarca la deputata - Quanto alle alleanze, sono fra coloro che hanno molto lavorato per il campo largo". Anche se per ora Giuseppe Conte marca le distanze, l'ex vice di Bonaccini è convinta che uno spiraglio per riallacciare i rapporti ci sia: "Le alleanze si fanno sui temi: diseguaglianze, clima e lavoro". Serve un coordinamento fra le minoranze in Parlamento, aggiunge: "Facciamo insieme un'opposizione migliore, anziché gareggiare su chi fa da solo la migliore opposizione". E chiede che si lavori subito al cambio della legge elettorale: "Lavoriamoci già da adesso, non riduciamoci all'ultimo miglio. Sarà uno dei temi che metteremo al centro di questa campagna congressuale, per recuperare il rapporto fra rappresentanti e rappresentati". Il modello? "Doppio turno alla francese o preferenze. Di certo non più questo sistema qui".

Pur provenendo dalla galassia pacifista, Schlein difende le scelte del Pd sull'Ucraina. Compreso l'invio di armi alla resistenza di Zelensky. Ricorda la mozione che il Pd ha approvato la settimana scorsa e che "chiede al governo e all'Ue di intensificare lo sforzo per arrivare a una conferenza di pace". Ma accanto a questo, aggiunge, "dobbiamo continuare a fornire ogni forma di supporto necessaria all'Ucraina. Sono vicina al mondo che ha animato la manifestazione pacifista di Roma, ma quando a marzo si è scelta la strada dell'invio di armi, sono tra quelli che hanno pensato che fosse giusto, altrimenti dopo 3 settimane avremmo visto Putin riscrivere con gli eserciti i confini europei".