5 milioni di poveri, il Pd lancia il reddito alimentare: pacchi di cibo per i meno abbienti
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioUn mini emendamento alla manovra per introdurre il reddito alimentare. L'ha presentato il Pd tra gli oltre 900 depositati. Chiede che siano stanziati 50 milioni di euro - un fondo presso il ministero del Lavoro - "per finanziare la sperimentazione del reddito alimentare e combattere lo spreco e la povertà alimentare". Il meccanismo proposto è semplice: alle persone in povertà e in difficoltà anche temporanea vanno i pacchi alimentari realizzati con l'invenduto della Grande distribuzione.
Per il reddito alimentare è nato anche un comitato, che ha raccolto in poco tempo oltre 70 mila firme. Perché la fame e la povertà alimentare anche in Italia sono in aumento e una misura di sostegno ci vuole.
Misura anti-sprechi
Mentre il governo taglia il reddito di cittadinanza, qualsiasi passo per alleggerire il disagio sociale è indispensabile. Spiega Leonardo Cecchi, il coordinatore dell'inizi…
Un mini emendamento alla manovra per introdurre il reddito alimentare. L'ha presentato il Pd tra gli oltre 900 depositati. Chiede che siano stanziati 50 milioni di euro - un fondo presso il ministero del Lavoro - "per finanziare la sperimentazione del reddito alimentare e combattere lo spreco e la povertà alimentare". Il meccanismo proposto è semplice: alle persone in povertà e in difficoltà anche temporanea vanno i pacchi alimentari realizzati con l'invenduto della Grande distribuzione.
Per il reddito alimentare è nato anche un comitato, che ha raccolto in poco tempo oltre 70 mila firme. Perché la fame e la povertà alimentare anche in Italia sono in aumento e una misura di sostegno ci vuole.
Misura anti-sprechi
Mentre il governo taglia il reddito di cittadinanza, qualsiasi passo per alleggerire il disagio sociale è indispensabile. Spiega Leonardo Cecchi, il coordinatore dell'iniziativa, militante e social influencer del Pd, che basta coordinarsi e avere la volontà politica per farlo. Le 200 mila tonnellate di sprechi alimentari solo nella Grande distribuzione, possono essere indirizzate a sfamare chi ne ha bisogno. Commenta Cecchi: "Oggi la povertà non è una questione ma la prima emergenza del Paese. Rischiamo il collasso e a dirlo sono i numeri. Sono convinto che con il Reddito alimentare si possa davvero dare una mano a tanti. Non è una soluzione alla povertà ma può aiutare".
5 milioni di poveri
Marco Furfaro, deputato dem, è il primo firmatario dell'emendamento. Rilancia: "Abbiamo chiesto una cifra piccola per organizzare domanda e offerta. Se non dovesse passare l'emendamento in Finanziaria, sto predisponendo una proposta di legge ad hoc. La destra che dice a parole di volersi occupare anche degli italiani in povertà, ebbene lo cominci a fare con il reddito alimentare".
Ad averne bisogno - in anni critici prima per la pandemia, poi per l'aumento dei prezzi che la guerra della Russia all'Ucraina provoca - sono milioni di famiglie. Il comitato fornisce alcuni dati: 5 milioni e 600 mila persone in povertà, 220 mila tonnellate di generi alimentari buttati via ogni anno solo nei supermercati e negli ipermercati. E quindi - spiega Cecchi - riordinando il rapporto tra Terzo settore e istituzioni si potrebbero risolvere non pochi problemi.
La platea
In concreto lo Stato dovrebbe individuare la platea tramite Inps di tutti quei cittadini e famiglie fragili, i quali potranno aderire al piano del reddito alimentare registrandosi sulla app che consentirà loro di prenotare pacchi alimentari, ovviamente ci saranno cittadini a cui la spesa va consegnata a casa. Sono le associazioni o lo Stato con il servizio civile, i Comuni a farsene carico. I partner logistici vanno individuati. Però mettere insieme i tasselli di questo cambio di passo sia dal punto di vista dello spreco che dell'inclusione, è un obiettivo a breve.
I dati
Il contatore della fame del resto andrebbe aggiornato continuamente. Una stima delle 2021, parla di una persona su quattro, tra chi si rivolge alla Caritas, come nuovo povero e il 6% della popolazione adulta ha difficoltà a garantirsi un pasto (dato della Coldiretti). Sempre Cecchi: "Il reddito alimentare è uno strumento di inclusione sociale, non una elemosina. Se do a un cassintegrato un grosso pacco alimentare, faccio in modo che possa liberare una piccola parte del suo reddito".
La questione della povertà alimentare non si può ignorare. "Se i prezzi della spesa per il cibo aumenteranno in una famiglia fino a 300 o 400 euro in più all'anno, non si può non affrontare il problema", sostengono al Pd. Antonio Misiani, il responsabile Economia dem, insiste. Per i Dem in programma anche un coordinamento con il Banco Alimentare da parte dei circoli. Sarà il responsabile organizzazione, Stefano Vaccari a occuparsene. La rete dei circoli potrebbe periodicamente collaborare con le associazioni impegnate nella raccolta alimentare, creando rapporti con i gruppi di realtà impegnate nelle mense pubbliche e negli aiuti alimentari.