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Bonelli: "Accordo sulle rinnovabili, svolta storica. Gli ambientalisti non sono più quelli del no"

Angelo Bonelli 
L'esponente dei Verdi commenta la spaccatura con la Sinista di Fratoianni nel Lazio: "Siamo sorpresi, c'è una riflessione in corso"
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Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, le associazioni ambientaliste come Fai, Legambiente e Wwf  hanno firmato un accordo sulle rinnovabili e aperto a eolico e fotovoltaico. È un passaggio storico?
"Oggettivamente è una svolta, che ricompone anni di valutazioni differenti nel mondo associativo e ambientalista del rapporto tra politica energetica e tutela del paesaggio. Che abbiano costruito una posizione comune è un fatto importante per l'Italia e dà maggiore forza per chi, dentro e fuori le istituzioni, si batte per la transizione ecologica. Venivano dipinti come quelli del no e, fermo restando che per me non era vero nemmeno prima, ora i ruoli si sono ribaltati".

Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, le associazioni ambientaliste come Fai, Legambiente e Wwf  hanno firmato un accordo sulle rinnovabili e aperto a eolico e fotovoltaico. È un passaggio storico?
"Oggettivamente è una svolta, che ricompone anni di valutazioni differenti nel mondo associativo e ambientalista del rapporto tra politica energetica e tutela del paesaggio. Che abbiano costruito una posizione comune è un fatto importante per l'Italia e dà maggiore forza per chi, dentro e fuori le istituzioni, si batte per la transizione ecologica. Venivano dipinti come quelli del no e, fermo restando che per me non era vero nemmeno prima, ora i ruoli si sono ribaltati".

Uno dei temi tabù era la tutela del paesaggio.
"La tutela del paesaggio è fondamentale ma estremamente opinabile. Per anni abbiamo abituato i nostri occhi alle brutture senza reagire. L'astronave della raffineria Priolo. Le centrali a carbone di Civitavecchia. Le ciminiere Ilva di Taranto. Non mi ricordo un dibattito sulla tutela. Oggi ci si scandalizza per i pannelli fotovoltaici dell'albero di Natale nella rotatoria di piazza Venezia. Mentre a fare schifo è proprio la rotatoria".

Uno dei 12 punti del documento non esclude i pannelli fotovoltaici nei centri storici.
"Ormai il fotovoltaico è arrivato a una tale capacità di integrazione coi tetti. Ci possono essere obiezioni in alcune aree specifiche ma non può essere una ragione per bloccare tutto".

Sui parchi eolici nelle aree marine di pregio le critiche sono più fondate?
"Mah, in Sardegna stiamo parlando di pale eoliche lontane 12 km dalla costa, sono impianti offshore. Qual è il problema? Abituati a elettrodotti immensi in Toscana...".

Anche secondo lei, come sostengono le associazioni, le sovrintendenze non hanno le competenze necessarie? E che arrivando alla fine della catena decisionale non possono che dire no?
"Il nodo è nelle sovrintendenze, ma non esclusivamente lì. In queste settimane sono arrivati segnali preoccupanti dal governo sul tema rinnovabili e politica energetica. Governo che ha la strategia di trasformare l'Italia in un hub del gas europeo. Alla Cop-27 di Sharm el-Sheikh, il ministro Pichetto Fratin mi ha detto personalmente che la transizione ecologica non arriverà prima di 30 anni, che per questo occorre costruire rigassificatori al Sud, puntare sui nostri giacimenti".

Altro che rinnovabili.
"Questa strategia è la vera questione che blocca le rinnovabili, che sono l'alternativa competitiva sul piano economico e che ci garantirebbero l'autonomia. In Germania entro il 2035 saranno al 100% con le rinnovabili. Dell'Italia ancora oggi non conosciamo la roadmap. Ne installiamo 1,5-2 gigawatt all'anno contro gli 8-9 necessari. Abbiamo un piano energia e clima fatto da Conte completamente fuorilegge, che dopo sei mesi ha ricevuto una lettera di diffida Ue perché non rispecchiava gli obiettivi climatici al 2030. Da allora nessuna modifica. Nessun segnale di vita da parte di Pichetto Fratin".

Il governo recepirà l'apertura degli ambientalisti? Ci sono posizioni molto contrarie come quella del sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi.
"Non ho nessuna intenzione di derubricare a folclore Sgarbi. Il fatto che sia stato messo lì uno che 'rompe' tutti i giorni contro le rinnovabili, e con un linguaggio censurabile, è significativo. Sgarbi è il miglior alleato del cambiamento climatico. Nel ministero della Cultura si gioca una partita importante su molti gigawatt. Lui è un simbolo dell'Italia a carbone, a gas, con conseguenze anche sulla salute".

Passando alle prossime regionali, Nicola Fratoianni ha fatto sapere che non sosterrà Alessio D'Amato, candidato del Pd e appoggiato anche dal Terzo polo. Voi rimarrete dentro la coalizione che oggi governa il Lazio. L'Alleanza verdi sinistra è a rischio?
"C'è una posizione espressa dalla sinistra regionale del Lazio che ci ha lasciati sorpresi, c'è una riflessione in corso. Voglio essere ottimista".

Ha parlato con Fratoianni?
"Ci ho parlato, nessuna incrinatura. Massimo rispetto per le dinamiche territoriali. Ma siamo anche consapevoli che il 25 settembre abbiamo ottenuto un risultato importante. L'alleanza è un'esperienza che non va chiusa".

Un altro caso di autolesionismo dopo quello della scorsa estate?
"Noi non contribuiremo a operazioni strumentali politiche per allearsi coi 5 stelle, che rompano la continuità di una maggioranza che con tante contraddizioni si è tenuta insieme. Tanto più che da 5 anni il M5S governa con il Pd. Ma il nostro non è innamoramento verso il Pd, abbiamo molte obiezioni da fare".

Anche a D'Amato?
"Invitiamo D'Amato a essere più incisivo. A dire chiaramente che altri inceneritori non sono in programma, a lanciare una legge all'avanguardia per lo stop al consumo di suolo. Poi sia chiaro, anche noi non vogliamo gli inceneritori, siamo per l'economia circolare, ma bisogna dire: attenzione che se arriva la destra-destra di inceneritori ne fanno sette".