Tutti i 'flirt' di Calenda e Renzi con Giorgia Meloni, tra ritorni di fiamma e pause di riflessione
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - A ogni frattura o défaillance del centrodestra, il Terzo Polo c'è. Pronto ad approfittarne? "Pronto nel nome del pragmatismo delle soluzioni": replica Ettore Rosato, il presidente di Italia Viva. E se Carlo Calenda o Matteo Renzi si infuriano a sentirsi definire "stampella" di Giorgia Meloni e del suo governo, non possono però nascondere un certo feeling. Tanti indizi di dialogo, fanno una prova.
Sulla manovra ad esempio, i tecnici terzopolisti si sono seduti al tavolo con quelli di governo per rivedere le questioni energia, reddito di cittadinanza, industria 4.0. Poi, peccato, "ho perso le tracce, non sappiamo più nulla di quello che vogliono fare", ammette Calenda stamani in una conferenza stampa per accogliere nelle file di Azione, Fabrizio Ferrandelli, ex +Europa ed ex, candidato sindaco di Palermo. Il Terzo Polo è in piena campagna acquisti fra i delusi dem e gli scontenti forzisti.
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ROMA - A ogni frattura o défaillance del centrodestra, il Terzo Polo c'è. Pronto ad approfittarne? "Pronto nel nome del pragmatismo delle soluzioni": replica Ettore Rosato, il presidente di Italia Viva. E se Carlo Calenda o Matteo Renzi si infuriano a sentirsi definire "stampella" di Giorgia Meloni e del suo governo, non possono però nascondere un certo feeling. Tanti indizi di dialogo, fanno una prova.
Sulla manovra ad esempio, i tecnici terzopolisti si sono seduti al tavolo con quelli di governo per rivedere le questioni energia, reddito di cittadinanza, industria 4.0. Poi, peccato, "ho perso le tracce, non sappiamo più nulla di quello che vogliono fare", ammette Calenda stamani in una conferenza stampa per accogliere nelle file di Azione, Fabrizio Ferrandelli, ex +Europa ed ex, candidato sindaco di Palermo. Il Terzo Polo è in piena campagna acquisti fra i delusi dem e gli scontenti forzisti.
In un mese e mezzo di governo i rapporti di Azione-Iv con la maggioranza sono costellati da abbracci e delusioni. Sull'Ucraina per esempio, i terzopolisti hanno votato pari pari la mozione di maggioranza sull'invio di armi a Kiev: "Era uguale alla nostra", chiosa Rosato. E qualche giorno dopo hanno votato per mantenere la definizione "Merito" in aggiunta al ministero dell'Istruzione, a cui tanto tiene il ministro Giuseppe Valditara: Pd e 5Stelle contrari.
Ma è sulla giustizia che tra "Italia sul serio" (nome provvisorio della neonata federazione tra Azione di Calenda e Italia Viva di Renzi) e la maggioranza può nascere un sentimento che vada al di là del semplice flirt. Rosato è esplicito: "Condivisibile il programma del Guardasigilli, speriamo che porti a fatti concreti". Insomma i renziani e i calendiani le proposte di Carlo Nordio, quando diventeranno concrete, le voteranno. "Noi le sosterremo con convinzione". E più di tutte, la parte che riguarda le intercettazioni. Quell'impianto di riforma della Giustizia piace molto, perché - afferma Rosato - "mette in cantiere tutte le cose che il giustizialismo di certa sinistra non ha permesso di fare". Aggiunge: "Su Nordio c'era un apprezzamento ben prima che diventasse ministro: è venuto alla Leopolda e ha anche presentato il libro di Renzi". Va segnalato che in risposta a un'interrogazione del senatore Renzi sul caso della trasmissione al Copasir degli atti dell'inchiesta Open da parte della Procura di Firenze, il Guardasigilli ha promesso "rigorosi accertamenti", dal momento che il leader di Italia Viva ha richiamato la disposizione della Cassazione che ne avrebbe previsto la distruzione.
Sulla manovra il rapporto è più complesso. "Voteremo contro, non ci convince: è una manovra senz'anima e insoddisfacente. Però su singoli emendamenti, se venissero incontro alle nostre richieste, allora ci siamo", annuncia Raffaella Paita, capogruppo terzopolista a Palazzo Madama. Calenda rincara: "E' una legge finanziaria insulsa, il governo dovrebbe pensare ai giovani e alla sanità. Si dia una svegliata. Secondo voi sto flirtando con la Meloni?". Un bel po' di volte, sì.
Perciò l'offerta di dialogo dei terzopolisti è su energia, industria 4.0, l'introduzione del Reddito di inclusione per compensare la cancellazione del Reddito di cittadinanza (battaglia renziana) e sul fondo per la tutela del territorio. Inoltre c'è un emendamento di Rosato che innalza a 5 mila euro il tetto per le attività di cambiavalute, non solo per le spese in contanti. Proposta pensata per gli stranieri in Italia.
Ma avanza una prova-regina per vedere lo stato dell'arte della liaison con la maggioranza: è la presidenza della commissione di Vigilanza Rai. Rosato ribadisce: "Noi faremo di tutto per ottenerla, perché riteniamo di avere diritto alla presidenza della commissione di Vigilanza. Faremo di tutto per spiegare e motivare questa richiesta in tutti i contesti che avremo a disposizione, senza urlare ma con la fermezza di chi pensa di non potere essere escluso dai ruoli di vertice che spettano alle opposizioni, in modo equilibrato. La nostra esclusione dai vertici degli uffici di presidenza di Camera e Senato da parte di Pd e M5s è francamente, inaccettabile".
Renzi se ne sta occupando personalmente e il nome su cui punta Italia Viva è quello di Maria Elena Boschi. La spunterebbe solo se il centrodestra appoggiasse la proposta a dispetto del fronte Pd-M5S che vuole assegnarla a un grillino, dopo che la guida del Copasir è andata al dem Lorenzo Guerini.
Infine, autonomia differenziata e presidenzialismo. Se c'è una commissione Bicamerale, il Terzo Polo si rimbocca le maniche per lavorarci.