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Pd, Bonaccini pigliatutto. Ricci si sfila e lo sostiene, i lettiani in avvicinamento

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Anche Emiliano potrebbe guardare con interesse al collega governatore. Dopo Franceschini pure Orlando verso il sostegno a Schlein
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ROMA - Avrebbe fatto la fine del vaso di coccio fra vasi di ferro. Complice il pressing di Dario Nardella che ha funzionato da apripista, Matteo Ricci ha prima verificato l'esiguità dei margini per una corsa in solitaria: "Bene che andava sarei arrivato terzo", chance di giocarsela alle primarie pari a zero. Quindi ha deciso di rinunciare a favore del candidato "più solido e vicino", ovvero Stefano Bonaccini, in cambio della garanzia di uno spostamento del baricentro più a sinistra. Tant'è che "alcune nostre proposte", annuncia il sindaco di Pesaro, "confluiranno nella sua piattaforma programmatica".

Ennesima dimostrazione di come, dopo la discesa in campo del governatore emiliano e della sua ex vice, Elly Schlein, non esiste alcuna possibilità di infilarsi nel duello all'Ok Corral per la leadership del Pd. Entrato nel vivo da appena una settimana e ormai destinato solo ad aggiornare la consi…

ROMA - Avrebbe fatto la fine del vaso di coccio fra vasi di ferro. Complice il pressing di Dario Nardella che ha funzionato da apripista, Matteo Ricci ha prima verificato l'esiguità dei margini per una corsa in solitaria: "Bene che andava sarei arrivato terzo", chance di giocarsela alle primarie pari a zero. Quindi ha deciso di rinunciare a favore del candidato "più solido e vicino", ovvero Stefano Bonaccini, in cambio della garanzia di uno spostamento del baricentro più a sinistra. Tant'è che "alcune nostre proposte", annuncia il sindaco di Pesaro, "confluiranno nella sua piattaforma programmatica".

Ennesima dimostrazione di come, dopo la discesa in campo del governatore emiliano e della sua ex vice, Elly Schlein, non esiste alcuna possibilità di infilarsi nel duello all'Ok Corral per la leadership del Pd. Entrato nel vivo da appena una settimana e ormai destinato solo ad aggiornare la consistenza dei rispettivi eserciti, con il primo in netto vantaggio sulla seconda in quanto a endorsement e sostenitori.

Lettiani in avvicinamento

In avvicinamento viene dato pure l'intero stato maggiore lettiano, dal coordinatore della segreteria Marco Meloni alla presidente del partito Anna Ascani, manovra fluidificata dalla portavoce del Nazareno Monica Nardi. Anche se la deputata di Occupy Pd - in procinto, lunedì, di prendere la tessera a Bologna - confida più sull'effetto gazebo che sul voto nei circoli, dove parte oggettivamente sfavorita.

Una mano da Orlando

Una mano potrebbe tuttavia arrivarle da Andrea Orlando, rimasto orfano di candidato al congresso e disponibile ad appoggiarla, sebbene sia stato anticipato da Dario Franceschini e Peppe Provenzano. Molto tentato viene descritto pure Francesco Boccia, a costo persino di rompere l'antico sodalizio con il presidente della Puglia Michele Emiliano, che oggi presenzierà a un evento sul Sud insieme al sindaco Antonio Decaro: guest star proprio Bonaccini, che da Bari avvierà il suo tour delle cento città. Una scelta non casuale: serve per rassicurare non solo sull'autonomia differenziata, ormai rinnegata, ma anche sulla sua ostilità a Renzi, di cui è stato a lungo fedele collaboratore. Emiliano non usa mezzi termini: gli aspiranti segretari "dovranno chiarire" la loro posizione rispetto ad Azione e Italia viva. "Noi non possiamo avere nulla a che fare con loro, né ora, né mai. Questo è un elemento centrale". Sono i grillini "gli unici alleati possibili", taglia corto l'ex magistrato, appena abbandonato da due consiglieri dem, passati armi e bagagli nel Terzo Polo: "Il fronte del progresso in Italia è fatto dal Partito democratico e dal M5S".

La reazione di Schlein

Un rafforzamento di truppe che potrebbe risultare più evidente nei prossimi giorni. Schlein fa mostra di non curarsene, rispondendo con alcune iniziative simboliche: oggi a Bologna parteciperà insieme a Orlando, Provenzano e Roberto Speranza - la crème della sinistra - a un a un dibattito su "Capitalismo e diritti dell'uomo" promosso dall'associazione Rosa rossa, presieduta dall'economista Emanuele Felice. La sua campagna è sui temi, le correnti possono solo adeguarsi, se vogliono. Un atteggiamento di "scarsa disponibilità all'ascolto" che starebbe però indispettendo i maggiorenti del Pd. Sempre più orientati a rivolgersi a chi, l'avversario interno, appare invece disposto a trattare. Con un obiettivo preciso in testa: coprirsi a sinistra, il fianco più forte di Schlein, il suo più debole.

Le mosse di Bonaccini

È su questa linea che Bonaccini si sta muovendo. Forte del sostegno di Base riformista, l'area ex renziana che lo ha candidato per prima, ha ottenuto prima l'appoggio di Matteo Orfini, quindi quello di Ricci che ora chiede di "anticipare le primarie a gennaio" per chiudere la partita. In attesa di altri bersagli grossi. Brando Benifei, il giovane capogruppo del Pd a Bruxelles, e il governatore campano Vincenzo De Luca paiono sempre più vicini.