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Pd, la sfida di Bonaccini: "Si vince dal Mezzogiorno". Schlein: "Sinistra da rifare"

Il governatore apre il suo "tour delle 100 città" dalla Puglia e lancia l'allarme: "Rischio irrilevanza". L'appello da Bologna dell'avversaria alla segreteria. Con lei anche Orlando, Speranza e Provenzano
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Parte da Cerignola la corsa di Stefano Bonaccini alla segreteria del Pd: la città di Giuseppe Di Vittorio, monumento del sindacalismo italiano, perché "il primo valore fondante del nuovo Pd deve tornare a essere il lavoro, con la sua dignità e i suoi diritti".

Da Bari il motto 'Energia popolare'

Poi una corsa a Bari, una città del Sud dove il sindaco Antonio Decaro e il governatore Michele Emiliano, che lo scortano sul palco dove campeggia lo slogan "Energia popolare", incarnano la squadra di amministratori capaci che vuole "far diventare centrali nel futuro gruppo dirigente del Partito democratico". Due città del Sud, per dare il via al suo "tour dei cento Comuni", perché "la questione meridionale" sarà centrale nel futuro del Pd: "Non sosterrò mai un progetto di autonomia che penalizzi il Sud e spacchi il Paese. Sono un autonomista convinto, ma di quella autonomia…

Parte da Cerignola la corsa di Stefano Bonaccini alla segreteria del Pd: la città di Giuseppe Di Vittorio, monumento del sindacalismo italiano, perché "il primo valore fondante del nuovo Pd deve tornare a essere il lavoro, con la sua dignità e i suoi diritti".

Da Bari il motto 'Energia popolare'

Poi una corsa a Bari, una città del Sud dove il sindaco Antonio Decaro e il governatore Michele Emiliano, che lo scortano sul palco dove campeggia lo slogan "Energia popolare", incarnano la squadra di amministratori capaci che vuole "far diventare centrali nel futuro gruppo dirigente del Partito democratico". Due città del Sud, per dare il via al suo "tour dei cento Comuni", perché "la questione meridionale" sarà centrale nel futuro del Pd: "Non sosterrò mai un progetto di autonomia che penalizzi il Sud e spacchi il Paese. Sono un autonomista convinto, ma di quella autonomia che è stata la battaglia storica della sinistra italiana: l'autonomia intesa come poteri locali", rassicura il presidente dell'Emilia Romagna. E dice di condividere la necessità di riequilibrare il riparto del fondo sanitario, come chiede Emiliano con il governatore campano Vincenzo De Luca.

Bonaccini e l'allarme sul Pnrr

Al governo lancia l'allarme per il rischio di "gare deserte" sul Pnrr. E sull'organizzazione del partito: "Serve una sede nazionale del Pd a Milano e una a Napoli, oltre a quella di Roma. Dovremmo aprirle per essere presenti, anche simbolicamente, in ogni parte di Italia", annuncia, mentre dai quattrocento assiepati nel cinema, tra cui sindaci come quello di Taranto, Rinaldo Melucci, qualcuno invoca il ritorno "ai circoli". Emiliano dà segnali di avvicinamento. Non c'è il senatore Francesco Boccia, che invece è orientato verso Schlein, ma Bonaccini lo elogia per il lavoro fatto da ministro. È la cifra del fair play che il governatore si impone e che lo porta a dire che da segretario incontrerebbe Meloni per spiegare che il suo partito starà lì "di fianco" a fare "proposte alternative". "Temo l'irrilevanza del Pd. Non ne posso più di una classe dirigente che si combatte come se in famiglia ci fosse l'avversario", conclude facendo gli auguri alle candidate Elly Schlein e Paola De Micheli.

Schlein a Bologna

A Bologna intanto la sinistra si riunisce attorno a Schlein nel giorno del debutto di "Rosa Rossa", nuova associazione politico culturale, socialista ed ecologista, fondata dall'economista dem Emanuele Felice. L'aspirante segretaria, che critica un "modello di sviluppo neoliberale che aumenta le diseguaglianze", siede in prima fila accanto ad Andrea Orlando. In collegamento ci sono Roberto Speranza e Giuseppe Provenzano. Appare in sala Brando Benifei. Schlein e Orlando parlano a lungo: teste piegate l'una verso l'altro, a scambiarsi commenti a mezza bocca.

Le mosse di Orlando

L'endorsement di Orlando alla fine non arriva, ma l'impressione è che non sia lontano. Anzi l'ex ministro loda la candidata: "Non posso che apprezzare la consonanza di temi e di accenti" dice, pur rinviando la benedizione a dopo la costituente. Costituente che peraltro stenta a decollare: "Mi sembra evidente che sia molto meno di quello che si poteva e doveva fare..." dice Orlando, che evoca "un quadro di Magritte". Una roba surreale, insomma. Stesso appunto del sindaco Matteo Lepore, amareggiato d'esser l'unico ad avanzare proposte (come quella del cambio del nome Pd): "Questa costituente pare un po' una scatola vuota, se è così, tanto valeva fare subito le primarie". Schlein comunque incassa la presenza di tanta sinistra. Domani riprenderà la tessera, a Bologna, e intanto chiama volonterosi a iscriversi alla sua piattaforma "Partedanoi.it": "Mobilitiamoci tutte e tutti, alla pari, per ricostruire la sinistra".