Calenda in missione tra Leopoli e Kiev: "Gli ucraini fieri e forti: noi abbiamo il dovere morale e politico di aiutarli"
di Lorenzo Sangermano , di Lorenzo SangermanoDomenica la partenza verso l'Ucraina. Quattro giorni, fino a giovedì, che il leader di Azione Carlo Calenda ha deciso di trascorrere nel territorio ucraino. "Ho accolto l'invito del sindaco di Leopoli che era intervenuto alla nostra manifestazione - ha detto il senatore del Terzo Polo - poi, sarò a Kiev. Credo sia importante portare di persona la nostra solidarietà in un momento così difficile per gli ucraini".
La visita a Leopoli
Al suo primo giorno in Ucraina, Carlo Calenda si è recato a Leopoli, dove è stato ricevuto dal sindaco della città. La cosa incredibile, dice l'esponente di Azione a Repubblica, "è questa forza degli ucraini che continuano a vivere 'una vita normale' nonostante le privazioni. Le famiglie che camminano verso la stazione, i militari che danno i fiori alle ragazze. Sono tutte scene a cui non siamo più abituati, ma questo è un popolo forte. È nostro …
Domenica la partenza verso l'Ucraina. Quattro giorni, fino a giovedì, che il leader di Azione Carlo Calenda ha deciso di trascorrere nel territorio ucraino. "Ho accolto l'invito del sindaco di Leopoli che era intervenuto alla nostra manifestazione - ha detto il senatore del Terzo Polo - poi, sarò a Kiev. Credo sia importante portare di persona la nostra solidarietà in un momento così difficile per gli ucraini".
La visita a Leopoli
Al suo primo giorno in Ucraina, Carlo Calenda si è recato a Leopoli, dove è stato ricevuto dal sindaco della città. La cosa incredibile, dice l'esponente di Azione a Repubblica, "è questa forza degli ucraini che continuano a vivere 'una vita normale' nonostante le privazioni. Le famiglie che camminano verso la stazione, i militari che danno i fiori alle ragazze. Sono tutte scene a cui non siamo più abituati, ma questo è un popolo forte. È nostro dovere morale e politico continuare ad aiutarli".
Ai critici verso il sostegno ucraino, Calenda risponde proprio da Leopoli. "Chi dice che gli ucraini dovrebbero arrendersi per avere la pace - dice il senatore - visiti il Paese per rendersi conto della situazione. A Leopoli ho visitato un progetto del sindaco, Andriy Sadovyi, che è un centro medico per la cura per l'applicazione delle protesi. È un popolo fierissimo, tostissimo e determinato a liberare il Paese". E in un video pubblicato sui social mostra un campo di rifugiati al buioi e sotto la neve. "È una location provvisoria - spiega Calenda - Sono moduli regalati dalla Polonia, ma sono tutti al buio perché viene staccata la luce per problemi di approvvigionamento e un generatore che riesce a riscaldare solo la stanza centrale dove si riuniscono tutti quando la luce è staccata. Qui noi ora saremo a -7/8 gradi. Adesso stanno preparando una città molto più grande dove li spostano alla fine di dicembre fatta sempre di conteiner", spiega ancora il leader di Azione che poi indica un gruppo di ragazzi. "Il problema della mancanza di generatori è gigantesca e forse su questo dovremmo concentrarci come invio, cioè inviare generatori perché qui ne inviano pochissimi"
La capitale Kiev
Da Leopoli Calenda ha poi virato verso Kiev, dove nella giornata di oggi ha incontrato il rettore della Ukrainian Catholic University. A seguire l'incontro con Natalya Boyko, consigliere del primo ministro ucraino per le questioni energetiche e Taras Andreyovich, vice ministro dell'Economia. Durante la sua permanenza a Kiev l'esponente del Terzo Polo farà visita anche all'ambasciatore d'Italia in Ucraina, Pier Francesco Zazo.
Nonostante la lontananza geografica, in occasione delle comunicazioni del ministro Crosetto al Senato in merito all'invio di armi in Ucraina, Carlo Calenda non ha fatto mancare la sua opposizione a Giuseppe Conte, leader 5 stelle. "Quello che disperatamente Putin vuole: mettere gli ucraini nella condizione di doversi arrendere. Giuseppe Conte rappresenta perfettamente l'immoralità del qualunquismo italiano. Stessa spregiudicatezza dei decreti sicurezza. Sempre sulla pelle dei più deboli", scrive su Twitter Calenda.