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Crisanti: "Appoggio Schlein. Da virologo e senatore dico: è l'unica che saprà curare il Pd"

Il parlamentare dem: il partito ha un difetto genetico, Elly è l'unica che può scardinare i meccanismi che lo danneggiano
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"Il Pd ha un difetto genetico di fondazione, ma credo che Elly Schlein sia l'unica in grado di scardinare i meccanismi che lo danneggiano". Andrea Crisanti, virologo, senatore dem, spiega che "forse per deformazione professionale" è abituato ad analizzare le cause del malanno e quindi come curare il Pd.

Crisanti, quando si è candidato, immaginava che il Pd fosse un partito in cerca di identità? 

"Visto da fuori il Pd è sempre stato per me un partito di valori e competenze. Ora, da dentro, ne comprendo le dinamiche. Forse per deformazione professionale, cerco di analizzare e capire le cause. Penso che ci sia un difetto genetico di fondazione nel partito, legato alla cosiddetta vocazione maggioritaria, cioè all'aspirazione di rappresentare uno spettro di interessi e valori ampio al punto di identificarsi quasi con lo Stato e la società tutta. Ma questa aspirazione legittima posizioni differenti e talvolta …

"Il Pd ha un difetto genetico di fondazione, ma credo che Elly Schlein sia l'unica in grado di scardinare i meccanismi che lo danneggiano". Andrea Crisanti, virologo, senatore dem, spiega che "forse per deformazione professionale" è abituato ad analizzare le cause del malanno e quindi come curare il Pd.

Crisanti, quando si è candidato, immaginava che il Pd fosse un partito in cerca di identità? 

"Visto da fuori il Pd è sempre stato per me un partito di valori e competenze. Ora, da dentro, ne comprendo le dinamiche. Forse per deformazione professionale, cerco di analizzare e capire le cause. Penso che ci sia un difetto genetico di fondazione nel partito, legato alla cosiddetta vocazione maggioritaria, cioè all'aspirazione di rappresentare uno spettro di interessi e valori ampio al punto di identificarsi quasi con lo Stato e la società tutta. Ma questa aspirazione legittima posizioni differenti e talvolta inconciliabili, e ha portato non a caso a una serie di scissioni. Inoltre si è così diluita l'identità del blocco sociale di riferimento".  

È il partito delle correnti: se l'aspettava? 

"La madre di tutti i problemi è nel difetto genetico che dicevo: la diversità delle posizioni, che puntano a rappresentare interessi diversi, entrano in conflitto. E con le correnti si crea anche un problema di selezione delle classi dirigenti, a danno di competenza, merito e impegno".  

Lei ora appoggerà Elly Schlein nel congresso dem ? 

"Appoggio Schlein perché è l'unica in grado di scardinare questi meccanismi, per sua estrazione, formazione, esperienza e progetto politico. Schlein può mobilitare le energie migliori del Pd oggi rimosse o sopite". 

Cosa la convince di più della proposta Schlein? 

"Spero che Schlein abbia tutte le possibilità di vincere. Ma le ho già detto che è più facile vincere che poi gestire la vittoria. Il più grande compito sarà quello di identificare e promuovere una nuova classe dirigente con un approccio trasparente e condiviso". 

Stefano Bonaccini, in un dibattitto su politica e disaffezione ieri presso l'editore Laterza, ha denunciato l'errore del Pd di non avere messo al centro della campagna elettorale, la sanità. Lei è d'accordo? 

"È stato sicuramente un errore. Il Pd avrebbe dovuto mettere al centro tante altre questioni e mandare a quel paese l'agenda Draghi: un disoccupato del Sud come avrebbe potuto entusiasmarsi per un banchiere e un gruppo competente ma di tecnocrazia finanziaria? Le perplessità le abbiamo espresse io e Michele Emiliano. Spero che Schlein sia anche in grado di rompere il conformismo". 

La priorità che le sta più a cuore? 

"Quando parliamo di distribuzione della ricchezza, dobbiamo pure puntare a crearla trasferendo le conoscenze a una nuova generazione con l'innovazione nell'industria e nell'università. Un partito che ha come obiettivo di diminuire le disuguaglianze deve creare opportunità e abbattere le disuguaglianze in partenza". 

La politica ha appreso la lezione del Covid? 

"No. Anzi. La politica sta facendo sua la rimozione collettiva: il dolore d'altra parte si tende a rimuoverlo. Però la politica dovrebbe avere un altro ruolo. Il Pnrr ad esempio, prevede la creazione delle case di comunità come filtro tra cittadini e servizio sanitario. Va rivista l'organizzazione sanitaria territoriale. Aggiungo che le liste d'attesa sono l'esempio di inaccettabile ingiustizia sociale, perché chi ha soldi le può saltare". 

Intanto nel decreto anti rave, è previsto che i sanitari no vax possano tornare al lavoro prima. 

"L'impatto pratico è quasi nullo, ma quello etico è gigantesco perché ogni volta che giustifichiamo comportamenti non virtuosi umiliamo tutti coloro che si sono comportati bene".