✕

Il "regalo" di Berlusconi ai giocatori del Monza. Il solito inopportuno barzellettiere che inciampa sul sessismo

Ascolta l'audio

Lo scivolone del leader di FI a cena con la squadra promette un autobus pieno di ragazze in vendita in caso di vittoria contro un grande club
2 minuti di lettura

Quante risate, nello spogliatoio, nell'ascoltare la promessa di Silvio Berlusconi: un autobus carico di ragazze in vendita in caso di vittoria su una grande squadra. In altri tempi, si sarebbe detto che siamo vicini a una "confessione extragiudiziale". Ma ormai Berlusconi si considera e in qualche modo è realisticamente al di là del bene e del male dei codici. E, va aggiunto, anche della minima grammatica civica.

Da uomo di partito fa più attenzione al linguaggio. Al momento si limita a qualche gaffe agghiacciante, tipo la sua versione della guerra della Russia all'Ucraina. Ma quando non è nei ruoli istituzionali, entra volentieri nei territori scivolosi dell'avanspettacolo.

L'ultimo caso: ai giocatori del suo Monza Calcio non ha garantito come premio partita le mitiche "Cene eleganti" e nemmeno "'na borzata de soldi" (copyright Cesarone Previti, suo ex legale). Più semplicemente, ha annunciato il r…

Quante risate, nello spogliatoio, nell'ascoltare la promessa di Silvio Berlusconi: un autobus carico di ragazze in vendita in caso di vittoria su una grande squadra. In altri tempi, si sarebbe detto che siamo vicini a una "confessione extragiudiziale". Ma ormai Berlusconi si considera e in qualche modo è realisticamente al di là del bene e del male dei codici. E, va aggiunto, anche della minima grammatica civica.

Da uomo di partito fa più attenzione al linguaggio. Al momento si limita a qualche gaffe agghiacciante, tipo la sua versione della guerra della Russia all'Ucraina. Ma quando non è nei ruoli istituzionali, entra volentieri nei territori scivolosi dell'avanspettacolo.

L'ultimo caso: ai giocatori del suo Monza Calcio non ha garantito come premio partita le mitiche "Cene eleganti" e nemmeno "'na borzata de soldi" (copyright Cesarone Previti, suo ex legale). Più semplicemente, ha annunciato il regalo di un'intera "casa chiusa" viaggiante. Com'è ovvio, a suo carico: tanto sa benissimo come si fa. Nei suoi ricordi c'è anche un occhialuto ragioniere, in classici abiti nocciola di moda negli anni '70. Era incaricato di contare i soldi, mettendoli in buste che pesavano in maniera diversa, dai mille ai 5mila euro, a seconda delle attività delle ragazze che venivano invitate a Villa Casati ad Arcore. Quelle buste, alla fine delle feste a luci rosse, con spogliarelli e "Bunga bunga", ci teneva a consegnarle lui in persona. Come se si fosse tutti insieme in un ufficio paghe, smaltendo da dietro la scrivania imperiale la fila ragazze, spesso senza arte né parte, che grazie alle sue feste di Arcore ("un burilone da non credere", lo definì una nuova arrivata) tiravano avanti.

Ora, se su quelle giovani e giovanissime che entravano e uscivano sotto gli occhi della scorta e dei carabinieri di guardia all'allora Presidente del Consiglio erano, sulle loro intemperanze telefoniche e gli sguaiati assalti ai cancelli del villone indaga ancora la magistratura (il processo Ruby ter è in corso), resta ancora un antico e gigantesco punto di domanda sui "freni inibitori" e la cultura di fondo di Berlusconi.

Chiaramente, da nato nel 1936, è cresciuto in un'epoca grama, con il fascismo in politica e con le "case chiuse" in perfetta e tragica efficienza (la legge Merlin, che le chiuse davvero e per sempre, è del 1958). Poi è cresciuto con il boom economico, è diventato ricchissimo con lo spettacolo, il cinema e la televisione (e qualche frode fiscale di complemento, ma in Italia non è considerata cosa grave). Ha vinto tutto con il Milan. E da leader di Forza Italia, nel 1994, ha sbaragliato ogni competitor. Da allora, però, è come se, appagato in ogni desiderio, non si fosse più evoluto: dal '94 ad oggi, passando per Ruby Rubacuori, scappata di casa diciassettenne e invitata principescamente ad Arcore, Berlusconi è rimasto il ragazzo allegro che era quando si affacciava alla vita. Ora che la sua splendida vita di successi e felicità anagraficamente volge verso il tramonto, ritrova spesso quell'umorismo che ai suoi bei tempi si definiva "da caserma". La gente, specie quella che lui paga, ride lo stesso. Ma, dopo il "Me too", dopo quanto sappiamo della prostituzione e delle tragedie che spessissimo nasconde, ha davvero senso fare il barzellettiere sul pullman scollacciato e fintamente festante che arriva ai margini di uno spogliatoio maschile?

I "pompieri" che gli stanno accanto con il cuore in mano hanno fatto "sparire" la battutaccia dalle comunicazioni ufficiali, ma in un'epoca di telefonini, registrazioni e mitomani poteva non restarne traccia? Impossibile. Berlusconi, rispetto a tutto ciò, alza le spalle. Non gliene importa assolutamente nulla, figuriamoci. Poi tocca alle famiglie cosiddette normali (suo presunto elettorato) spiegare a tavola il senso delle parole sbagliate di un uomo che, in qualche modo, ha rappresentato l'Italia e sognava di essere Presidente della Repubblica.

Già, magari di una fantasmagorica, allegra e abbronzata mini Repubblica delle p...