Mattarella sull'Iran: "Condanniamo lo Stato che respinge e uccide i propri figli"
a cura di Redazione politica , a cura di Redazione politicaNetta condanna "all'immane disastro causato dalla guerra di aggressione scatenata dalla Russia contro l'Ucraina". Critiche ferme all'Iran, "Stato che uccide i propri figli". E un lungo passaggio dedicato ai migranti: "Il primo irrinunciabile obiettivo della comunità internazionale deve essere quello della tutela dei diritti dei migranti" e "per l'Italia tutte queste sfide vanno affrontate innanzitutto con i nostri partner transatlantici ed in seno all'Unione Europea". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel discorso per il tradizionale saluto al corpo diplomatico accreditato in Italia. Il capo dello Stato, in buona salute ma ancora positivo al Covid, si è collegato in streaming con la grande Sala dei Corazzieri. "Desidero scusarmi per la modalità inconsueta di questo incontro ma era l’unica modalità per poterlo svolgerle e non volevo rinunziare", le p…
Netta condanna "all'immane disastro causato dalla guerra di aggressione scatenata dalla Russia contro l'Ucraina". Critiche ferme all'Iran, "Stato che uccide i propri figli". E un lungo passaggio dedicato ai migranti: "Il primo irrinunciabile obiettivo della comunità internazionale deve essere quello della tutela dei diritti dei migranti" e "per l'Italia tutte queste sfide vanno affrontate innanzitutto con i nostri partner transatlantici ed in seno all'Unione Europea". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel discorso per il tradizionale saluto al corpo diplomatico accreditato in Italia. Il capo dello Stato, in buona salute ma ancora positivo al Covid, si è collegato in streaming con la grande Sala dei Corazzieri. "Desidero scusarmi per la modalità inconsueta di questo incontro ma era l’unica modalità per poterlo svolgerle e non volevo rinunziare", le parole del presidente. All'evento, come avvenne il primo giugno, non sono stati invitati l'ambasciatore della Federazione Russa, Sergej Razov, e l'incaricato d'affari della Bielorussia, Kiryl Petrovsky.
Nel suo intervento, Mattarella ha condannato l'aggressione russa: "Un'aggressione che ha fatto ripiombare l'Europa in un incubo che eravamo certi fosse destinato a rimanere nelle pagine più buie della nostra storia". "Mai avremmo pensato - ha detto il presidente - che un Paese come la Russia, a noi così vicino per cultura e storia, potesse arrivare al punto di attaccare le infrastrutture civili dell'Ucraina al fine crudele di privare la popolazione di luce, acqua e riscaldamento per tutto il lungo e rigido inverno di quei luoghi".
Il capo dello Stato ha sottolineato che "oggi la comunità internazionale, noi tutti, dobbiamo prenderci cura della democrazia, difenderne con vigore quei valori e ideali che sono la condizione indispensabile perché tutti possano godere dei diritti umani fondamentali". E ha rimarcato l'importanza della transizione ecologica: "Le energie rinnovabili significano sicurezza e autonomia nonché convenienza economica, creazione di valore e occupazione".
Mattarella ha voluto ricordare le vittime delle manifestazioni per la libertà in Iran. "In questi giorni si assiste a ripetuti, brutali, tentativi di soffocare le voci dei giovani che manifestano pacificamente per chiedere libertà e maggiori spazi di partecipazione. Questi comportamenti vanno fermamente condannati. Si condanna da sé stesso uno stato che respinge e uccide i propri figli".
Il presidente ha condannato il protezionismo - "Preoccupano in egual misura i rischi di chiusura in sé stesse delle nostre economie, come possibile reazione al momento di crisi. In Europa, come ovunque, non dobbiamo cedere alle lusinghe del protezionismo, di una presunzione di autosufficienza. L'interdipendenza è un fattore prezioso di pace e di stabilità; e di benessere" - e ha affrontato la questione migranti. "Se ricordassimo che dietro i numeri che freddamente vengono enunciati nelle statistiche sui migranti ci sono bambini, donne, famiglie, sarebbe più semplice credo farci guidare soprattutto dal principio di realtà e di solidarietà nell'individuare soluzioni in grado di governare, collettivamente, questo fenomeno".
Sfide che l'Italia, per il capo dello Stato, deve affrontare con l'Unione europea. Mattarella ha ricordato l'anniversario del trattato di Maastricht, aggiungendo che "l'Ue deve rimanere al passo con i tempi. I grandi cambiamenti e le sfide di questi ultimi anni impongono a tutti noi un'assunzione di responsabilità". Nel riformare se stessa l'Unione "non deve però correre il rischio di guardare solo all'interno dei propri confini, ma deve continuare a mantenere viva la vocazione al dialogo e alla solidarietà, alla cooperazione con gli altri Paesi". Da qui "la rilevanza strategica dei rapporti di Italia ed Europa con il Mediterraneo allargato e con l'intero Continente africano".
L'ultimo passaggio del discorso è dedicato ai bambini. "Sono più di 400 milioni quelli che vivono in area di crisi, almeno 36 milioni sono sfollati e la metà dei bambini del mondo vive in condizioni di vulnerabilità".