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Lazio, Conte senza candidato guarda a sinistra

(fotogramma)
Anche SI apre ai 5S sabato tutti a Spinaceto contro l'inceneritore Dopo Berlinguer anche Costamagna dice no
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ROMA - Oggi gli iscritti al M5S daranno il proprio via libera (salvo sorprese) all'accordo con il Pd e la sinistra in Lombardia, nel Lazio invece le possibilità di un accordo con i dem sono vicine allo zero. La ricerca di Giuseppe Conte di una candidatura civica - meglio se femminile - per ora non sta andando benissimo: le giornaliste Bianca Berlinguer e Luisella Costamagna hanno ringraziato per la proposta, declinandola. Anche perché, con i numeri dei sondaggi che girano e con le regole per le regionali laziali il candidato o la candidata presidente che arriva terza, seppur con un ipotetico 10-20 per cento, non viene eletto alla Pisana. Un disincentivo per chiunque.

Dopodiché un pezzo di sinistra è pronta a siglare un accordo con i 5 Stelle per una mini-coalizione composta da due liste. Una del Movimento e un'altra formata da Sinistra Italiana, Rifondazione e Coordinamento 2050, l'associazione creata da ex parlamentari di Leu e verdi com…

ROMA - Oggi gli iscritti al M5S daranno il proprio via libera (salvo sorprese) all'accordo con il Pd e la sinistra in Lombardia, nel Lazio invece le possibilità di un accordo con i dem sono vicine allo zero. La ricerca di Giuseppe Conte di una candidatura civica - meglio se femminile - per ora non sta andando benissimo: le giornaliste Bianca Berlinguer e Luisella Costamagna hanno ringraziato per la proposta, declinandola. Anche perché, con i numeri dei sondaggi che girano e con le regole per le regionali laziali il candidato o la candidata presidente che arriva terza, seppur con un ipotetico 10-20 per cento, non viene eletto alla Pisana. Un disincentivo per chiunque.

Dopodiché un pezzo di sinistra è pronta a siglare un accordo con i 5 Stelle per una mini-coalizione composta da due liste. Una del Movimento e un'altra formata da Sinistra Italiana, Rifondazione e Coordinamento 2050, l'associazione creata da ex parlamentari di Leu e verdi come Stefano Fassina, Loredana De Petris e Paolo Cento. Non certo a caso domani mattina Conte sarà ospite dell'assemblea regionale del Comitato a Spinaceto, titolo: "Per una Regione ecologica e solidale". All'evento sono attesi sindacalisti di Cgil (il segretario di Roma e del Lazio Natale Di Cola) e Uil (Guglielmo Loy, che è presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza) ma pure pezzi di Arci. A dimostrazione dell'interesse che si muove attorno ad una possibile coalizione progressista, seppur senza il Pd.

Nei democratici in realtà c'è ancora chi spera in un ripensamento di Conte. Nel Lazio dopotutto la giunta uscente guidata da Nicola Zingaretti ha ancora due assessori del M5S. Il candidato pd Alessio D'Amato avrebbe sicuramente più chance con anche i 5 Stelle nella coalizione, confidando di riuscire al contempo a trattenere Carlo Calenda. La strada è parecchio stretta e l'argomento che divide trasversalmente nell'area che vorrebbe sfidare la destra è il termovalorizzatore. Lo stesso che di fatto fece cadere il governo di Mario Draghi e rompere a stretto giro il fronte progressista. Conte non vuole saperne, Calenda e un bel pezzo del Pd idem, ma per le ragioni opposte: cioè l'inceneritore va fatto, punto. "L'importante per noi sono i contenuti e i programmi. Noi non partiamo dalle alleanze: valutiamo i contenuti e la possibilità di formulare proposte competitive in linea con i nostri principi morali. Su questo siamo intransigenti e lo saremo ancora di più in futuro", ribadiva giusto ieri l'ex presidente del Consiglio da Palermo. La cosiddetta "questione morale" di berlingueriana memoria, anche alla luce del Qatargate, tornerà ad essere un cavallo di battaglia del M5S. Un altro tassello della sfida a sinistra lanciata ai dem in crisi.