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"Raddoppiare il finanziamento pubblico ai partiti". La mossa del Pd che piace a Forza Italia

Il ddl già incardinato in Commissione Affari costituzionali al Senato porterebbe da 25 a 45 milioni i fondi per il 2Xmille. FdI per ora non si pronuncia
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La proposta è del Pd. Ma Forza Italia già strizza l'occhio, dicendosi favorevole. E FdI per ora non si pronuncia: non ha detto sì, ma nemmeno no. Grandi manovre al Senato per raddoppiare i fondi pubblici per i partiti. L'obiettivo è portare la torta dei finanziamenti del 2xMille dagli attuali 25,1 milioni a quota 45,1 milioni di euro all'anno.

La discussione

Il ddl è già stato incardinato a Palazzo Madama, nella Commissione per gli Affari costituzionali. Porta la firma di una pattuglia di 18 senatori dem, in testa Andrea Giorgis, professore di diritto costituzionale all'Università di Torino, in Parlamento dal 2013, segue la capogruppo Simona Malpezzi. La discussione è iniziata la settimana scorsa.  Il presidente della commissione, il meloniano Alberto Balboni, ha affidato il ruolo di relatore al compagno di partito Andrea De Priamo. Il quale ha presentato una relazione asettica, senza pronunciarsi in …

La proposta è del Pd. Ma Forza Italia già strizza l'occhio, dicendosi favorevole. E FdI per ora non si pronuncia: non ha detto sì, ma nemmeno no. Grandi manovre al Senato per raddoppiare i fondi pubblici per i partiti. L'obiettivo è portare la torta dei finanziamenti del 2xMille dagli attuali 25,1 milioni a quota 45,1 milioni di euro all'anno.

La discussione

Il ddl è già stato incardinato a Palazzo Madama, nella Commissione per gli Affari costituzionali. Porta la firma di una pattuglia di 18 senatori dem, in testa Andrea Giorgis, professore di diritto costituzionale all'Università di Torino, in Parlamento dal 2013, segue la capogruppo Simona Malpezzi. La discussione è iniziata la settimana scorsa.  Il presidente della commissione, il meloniano Alberto Balboni, ha affidato il ruolo di relatore al compagno di partito Andrea De Priamo. Il quale ha presentato una relazione asettica, senza pronunciarsi in un senso o nell'altro. FI invece guarda al ddl con benevolenza. "Tutti i partiti oggi sono in difficoltà con il finanziamento pubblico, che va riformato e ampliato, è una buona proposta", spiega Alfredo Messina, storico tesoriere del partito di Silvio Berlusconi. Lo stesso dice Mario Occhiuto, senatore di FI in commissione Affari costituzionali: "Siamo favorevoli a una riforma".

Il ddl chiede di modificare il decreto legge 149 del 2013, governo Letta, che ha abolito il finanziamento classico ai partiti, introducendo il 2xMille. L'obiettivo, si legge nelle premesse dell'atto, è aumentare la trasparenza dei rendiconti, con una delega al governo, e soprattutto "assicurare ai partiti politici le condizioni materiali per poter organizzare nel modo migliore la partecipazione politica e rendere così effettivo il diritto riconosciuto a ogni individuo di associarsi e di concorrere (con metodo democratico) a determinare l'indirizzo politico delle comunità in cui vive".  Si chiede quindi di attivare un finanziamento pubblico "ragionevole". Decisamente più sostanzioso dell'attuale.

Il meccanismo

La proposta sforbicia il tetto massimo delle erogazioni liberali da parte dei privati (oggi possono donare fino a 100mila euro, se il ddl passasse il limite sarebbe fissato a 50mila) e al contempo moltiplica la quota pubblica. Perché "l'autorizzazione di spesa relativa al fondo per l'attuazione della destinazione volontaria del due per mille della quota parte dell'imposta sul reddito delle persone fisiche che ciascun contribuente può destinare a favore di un partito politico" passerebbe "da 25,1 a 45,1 milioni di euro all'anno". Ai partiti verrebbe anche distribuito il cosiddetto "inoptato", cioè la quota dell'Irpef di chi non indica alcuna forza politica, così come avviene con l'8xMille alle confessioni religiose.

Problemi di budget

Il raddoppio dei fondi pubblici farebbe comodo a quasi tutte le forze politiche. Il Pd ha 122 dipendenti, la gran parte in cassa integrazione, a cui va aggiunta una ventina di funzionari che fino a ottobre lavorava in distacco presso i ministeri. Incarichi che oggi non ci sono più. FI ha 100 milioni di euro di debiti e annovera decine di morosi fra parlamentari ed ex. La maxi-sede di piazza San Lorenzo in Lucina a Roma, dietro via del Corso e Montecitorio, è già stata dimezzata: ridotta a un piano, senza portineria. Ma anche così i fondi per la campagna elettorale sono ridotti al lumicino. La moltiplicazione del 2xMille aiuterebbe.