La questione morale agita la piazza del Pd. "Basta con la sporcizia"
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoROMA - Che la data non fosse azzeccatissima - sotto Natale, rischio pioggia (e infatti...), con un partito ancora sbalestrato dalla scoppola elettorale di due mesi fa - qualcuno al Nazareno, quando il 22 novembre è stata convocata la manifestazione "contro la manovra che taglia la sanità pubblica e il sociale", l'aveva pronosticato, ma ha prevalso la voglia di esserci, di dare il segnale della ripartenza. Certo nessuno poteva immaginare, invece, che a questi ingredienti se ne aggiungesse un quarto, politicamente molto più sciagurato. E in grado, da solo, di cannibalizzare il senso dell'adunata: l'euroscandalo del Qatar, le valigette piene di contanti che hanno portato all'arresto di un ex eurodeputato del Pd e alla sospensione di un secondo deputato Ue ancora in carica, Antonio Cozzolino. Non indagato, ma lambito dall'inchiesta belga. E dunque siamo in piena applicazione della legge di Murphy: se qualcosa poteva andare male, è …
ROMA - Che la data non fosse azzeccatissima - sotto Natale, rischio pioggia (e infatti...), con un partito ancora sbalestrato dalla scoppola elettorale di due mesi fa - qualcuno al Nazareno, quando il 22 novembre è stata convocata la manifestazione "contro la manovra che taglia la sanità pubblica e il sociale", l'aveva pronosticato, ma ha prevalso la voglia di esserci, di dare il segnale della ripartenza. Certo nessuno poteva immaginare, invece, che a questi ingredienti se ne aggiungesse un quarto, politicamente molto più sciagurato. E in grado, da solo, di cannibalizzare il senso dell'adunata: l'euroscandalo del Qatar, le valigette piene di contanti che hanno portato all'arresto di un ex eurodeputato del Pd e alla sospensione di un secondo deputato Ue ancora in carica, Antonio Cozzolino. Non indagato, ma lambito dall'inchiesta belga. E dunque siamo in piena applicazione della legge di Murphy: se qualcosa poteva andare male, è andata pure peggio.
Piazza Santi Apostoli, luogo simbolo delle vittorie prodiane, un'era politica fa, in un pomeriggio nuvoloso accoglie tre-quattrocento persone (da scomputare una cinquantina di appartenenti alla categoria cronisti-fotografi-cameraman) in teoria per cannoneggiare contro la prima finanziaria targata Meloni, di fatto, sull'onda delle rivelazioni sulla corruzione qatarina, la piazza, per citare uno slogan renziano, cambia verso. Diventa la piazza della "questione morale". Citano questa espressione iconica - la usò per primo Berlinguer, poi Veltroni, D'Alema etc - i due candidati alla segreteria, Elly Schlein e Stefano Bonaccini. Mettono piede a Santi Apostoli e sì, certo, c'è una manovra da contestare, ma subito dal capannello di taccuini e telecamere arriva la stessa richiesta: parlateci del Qatar. "C'è necessità di maggiori controlli che garantiscano piena trasparenza", dice Schlein. "La sospensione di Cozzolino - ecco Bonaccini - è una cautela giusta, non lo hanno cacciato. Ma aldilà di questo episodio, noi dobbiamo porre al centro la questione morale e il tema dell'onestà". In altri partiti, evidenzia il governatore emiliano, "episodi del genere li digeriscono meglio, noi facciamo bene ad indignarci. Poi lo dobbiamo fare con la schiena dritta per difendere una comunità di gente onesta, come sono io".
Il comizio sul palco, nel frattempo, va da un'altra parte. Debora Serracchiani se la prende contro la finanziaria "iniqua", Simona Malpezzi rimarca le sforbiciate alla scuola, Roberto Speranza s'indigna, a ragione: "Avevamo portato le spese per la sanità al 7% del Pil, ora per la prima volta scendiamo sotto quella soglia". Bonaccini, prima di salire sul palco per la photo opp con Schlein e l'altra aspirante segretaria, Paola De Micheli, si augura "un'alleanza con M5S e Terzo polo contro i tagli alla sanità". Alessio D'Amato e Pierfrancesco Majorino, i due candidati per Lazio e Lombardia, parlano delle regionali. Enrico Letta lancia un appello al governo ad accogliere "almeno" le proposte dem su salario minimo e Opzione donna. Ma gli applausi più convinti il segretario li rimedia quando si torna lì, al Qatargate. Un misto di indignazione e orgoglio accende i militanti infreddoliti. Dice Letta: "Siamo un partito fatto di gente perbene, non accetteremo che tutta la sporcizia che viene da Bruxelles ci ricada addosso. Uno scandalo inaccettabile". Applausi. "Ci costituiremo parte lesa e abbiamo chiesto in modo inflessibile che chiunque si sia reso responsabile di queste porcherie paghi il conto". Altri applausi ancora. "L'Europa non è questa cosa qui, per noi l'Europa è quella di David Sassoli". E qui applaudono tutti. Il comizio finisce. Piove.