Nella manovra le nuove regole per le intercettazioni degli 007: i fondi passano dalla Giustizia ai Servizi
di Liana Milella , di Liana MilellaROMA - Detto fatto. Il Guardasigilli Carlo Nordio ha parlato di intercettazioni. Per giunta di quelle preventive, vantandone il merito. Il governo lo segue immediatamente. E interviene - all'interno della manovra, con un assai discutibile emendamento che riscrive l'intera materia - proprio su quel tipo di intercettazioni. Quelle che possono fare solo i servizi segreti per i reati più gravi, autorizzati solo dal procuratore generale di Roma. E il governo fa un bel favore proprio a Nordio, perché toglie dal suo ministero la spesa di queste registrazioni sia telefoniche che telematiche e le passa in carico agli stessi servizi, con lo speciale capitolo di bilancio del Mef. E ne riscrive l'intera procedura rispetto alle legge del 2005.
Non solo. Grazie a questo passaggio, come spiega lo stesso governo nella relazione al testo, "non solo le spese", ma anche i dati delle intercettazioni non andranno più in via Arenula. "In tal modo - &eg…
ROMA - Detto fatto. Il Guardasigilli Carlo Nordio ha parlato di intercettazioni. Per giunta di quelle preventive, vantandone il merito. Il governo lo segue immediatamente. E interviene - all'interno della manovra, con un assai discutibile emendamento che riscrive l'intera materia - proprio su quel tipo di intercettazioni. Quelle che possono fare solo i servizi segreti per i reati più gravi, autorizzati solo dal procuratore generale di Roma. E il governo fa un bel favore proprio a Nordio, perché toglie dal suo ministero la spesa di queste registrazioni sia telefoniche che telematiche e le passa in carico agli stessi servizi, con lo speciale capitolo di bilancio del Mef. E ne riscrive l'intera procedura rispetto alle legge del 2005.
Non solo. Grazie a questo passaggio, come spiega lo stesso governo nella relazione al testo, "non solo le spese", ma anche i dati delle intercettazioni non andranno più in via Arenula. "In tal modo - è scritto nella relazione - si consente anche di evitare la circolazione al di fuori del Comparto dell'intelligence di documentazione contabile contenente elementi di natura sensibile, come numeri telefonici e autorità giudiziaria autorizzante, che rende riconducibile l'attività dei Servizi di informazione, determinando un evidente vulnus alle esigenze di riservatezza delle suddette operazioni".
Ma non basta ancora. Le stesse intercettazioni si sganciano anche dalle norme di attuazione del codice di procedura penale, che all'articolo 226 disciplinava anche le regole e la durata per realizzarle. La relazione parla di "criticità e difficoltà interpretative" che avrebbero spinto verso questa modifica. Di fatto quindi i soli servizi saranno gli unici depositari delle intercettazioni che, come già avviene adesso, possono essere autorizzate per 40 giorni, con proroghe successive di venti in venti.
Le nuove regole prevedono anche "un'ipotesi di differimento del deposito dei verbali e dei supporti" che - previa autorizzazione del procuratore generale - sarà possibile "per un periodo non superiore a sei mesi", ma su richiesta motivata degli stessi capi dei servizi "per comprovate esigenze di natura tecnica e operativa". In questo modo salta il termine di 5-10 giorni dalla conclusione delle captazioni, previsto finora per il deposito delle stesse, che viene definito "particolarmente restrittivo" considerata la dimensione e il numero delle captazioni effettuate.
Lo stesso Pg potrà a sua volta autorizzare la conservazione dei dati fino a un massimo di 24 mesi. Un tempo quindi lunghissimo. E comunque il materiale raccolto - è scritto nel testo - "non può essere menzionato in atti di indagine né costituire oggetto di deposizione, né essere altrimenti divulgato".
Ma sull'emendamento del governo si annuncia subito una tempesta procedurale. Immediata la reazione delle opposizioni. Enrico Costa di Azione, che si è appena visto bocciare un emendamento sull'aumento dei fondi per le ingiuste detenzioni proprio per ragioni procedurali, contesta adesso la proposta del governo sulle intercettazioni. "Si tratta di una norma procedurale che non può assolutamente andare in questo contesto". Anche in commissione Bilancio si fa sentire il Pd con il capogruppo Ubaldo Pagano e parla di "norma che non può andare qui dentro".