✕

Congresso Pd, Castagnetti e gli ex Ppi minacciano di lasciare il partito. E Zanda abbandona il comitato dei saggi

(ansa)
I cattolici-democratici sono pronti allo strappo. E la Costituente dem non ingrana
2 minuti di lettura

Gli ex Ppi, con Pierluigi Castagnetti in testa, minacciano di uscire dal Pd, perché "se cambia la carta dei valori, allora il rischio è che cambi natura il partito". I cattolici-democratici sono pronti allo strappo. Lanciano l'allarme, che ha anche conseguenze immediate: Luigi Zanda annuncia di abbandonare il comitato costituente. Composto da 87 saggi, dopo l'addio dello scrittore Maurizio De Giovanni qualche giorno fa (il quale ha definito pletorico e poco concreto il percorso avviato per rifondare il Pd), adesso è la volta di Zanda. La Costituente del Pd non ingrana. Rischia di infrangersi sugli scogli dei "distinguo" e delle differenze e del timore di trasformare il Pd in una ridotta della sinistra.    

Gli ex Ppi, con Pierluigi Castagnetti in testa, minacciano di uscire dal Pd, perché "se cambia la carta dei valori, allora il rischio è che cambi natura il partito". I cattolici-democratici sono pronti allo strappo. Lanciano l'allarme, che ha anche conseguenze immediate: Luigi Zanda annuncia di abbandonare il comitato costituente. Composto da 87 saggi, dopo l'addio dello scrittore Maurizio De Giovanni qualche giorno fa (il quale ha definito pletorico e poco concreto il percorso avviato per rifondare il Pd), adesso è la volta di Zanda. La Costituente del Pd non ingrana. Rischia di infrangersi sugli scogli dei "distinguo" e delle differenze e del timore di trasformare il Pd in una ridotta della sinistra.    

Per Zanda "in nome di Moro, De Gasperi e dei cattolici democratici campioni di laicità in politica", la strada intrapresa in questa fase per la ricostruzione del Pd non è quella sperata. Il "j'accuse" fa il paio con la lettera aperta del costituzionalista Stefano Ceccanti, e con le parole nette di Castagnetti sullo stravolgimento del Pd "che è il partito in cui si incontrano e si ascoltano culture politiche diverse". Se non fosse più questo, allora gli ex Ppi, di cui Castagnetti è stato l'ultimo segretario (è ora presidente dell'Associazione i Popolari), "ne trarrebbero le conseguenze".

Cerca di rassicurare il segretario Enrico Letta, che interviene a sorpresa: "Vi invito a non avere paura del dibattito nel comitato costituente, e a starci dentro. Il Pd è e sarà lo spazio politico delle nostre idee". Però l'appello non ha successo, se di lì a poco Zanda si sfila. In platea tanti parlamentari ed ex parlamentari che vengono dalla tradizione popolare da Graziano Delrio a Bruno Tabacci, Beppe Fioroni,  Flavia Piccoli Nardelli, Francesco Saverio Garofani, Ceccanti, Antonello Soro, Gianclaudio Bressa, Luigi Meduri, Nico Oliverio, Roberto Di Giovanpaolo, Antonello Soro.  

Castagnetti spiega che il momento è delicatissimo: "Non ci siamo mai riuniti alla vigilia di un congresso del Pd,  perché il nucleo di rappresentanti dell'ultimo congresso del Ppi non ha avuto una responsabilità diretta nella costituzione del Pd, visto che la ebbe la Margherita. Lo facciamo questa volta, perché avvertiamo che questo congresso può assumere decisioni che ne cambiano la natura e possono determinare un oggettivo tradimento di quell'originaria intenzione/intuizione che generò quella che nel 2007 venne percepita dal contesto politico nazionale ed europeo come la novità più significativa dal dopoguerra. Una novità che indusse il cambiamento del nome dello stesso gruppo parlamentare europeo, che da allora si ciama, appunto, "Socialisti e Democratici", e in quel "Democratici" si riconosceva non una parte ma tutto il Pd".

Fioroni ricorda a margine quel periodo e replica all'invito del segretario Letta di partecipare alla costituente del nuovo Pd: "Veramente non siamo stati chiamati". Per i cattolici-democratici riuniti presso l'Istituto Sturzo, non va bene la commissione costituente che sta riscrivendo la Carta dei valori del Pd senza avere ricevuto un mandato del congresso per farlo. Prima occorre eleggere il nuovo segretario con le primarie, e poi si inizia il percorso costituente. Afferma Castagnetti: "Vorrei sapere quali sono questi nuovi valori. Quelli che sono nella Carte del 2007 sono stati scritti da Reichlin e da Scoppola, che vi avevano riflettuto bene. Qualunque documento produca questo gruppo di persone, non può che essere consegnata alla dirigenza che uscirà dal prossimo congresso, come un contributo al dibattito".

E ribadisce: "lo dico anche a chi ci segue in streaming, e so che ci sono. Se si cambia la natura e si cambia partito i cattolici democratici ne traggono le conseguenze. Non assumo personalmente alcuna iniziativa, ho una età e ho maturato il diritto al divano; ma ci saranno sicuramente una iniziativa".  Delrio esorta a non mollare: "Noi abbiamo il compito di non demordere, di procedere con decisione, con sapienza, perché il Pd non si perda. Perché se il Pd si perde avremo molti problemi nel Paese e nella società. La presenza di persone formate alla scuola del cattolicesimo democratico, ha permesso al Paese di non naufragare".

Nella travagliata fase del Pd c'è il disagio profondo di una delle culture politiche costitutive del partito, a cui lo stesso Letta appartiene. Il segretario cita la lettera di San Paolo a Timoteo: è giunto il momento di sciogliere le vele, ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa e ho conservato la fede". Ma da qui al 19 febbraio, quando sarà scelto nei gazebo il nuovo segretario dem, possono essere tanti i colpi di scena.