Il Pd sotto shock per l’euroscandalo: "Maxi-risarcimento dai politici coinvolti"
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De Cicco"Danno d'immagine". Il Pd si prepara a chiedere un maxi-risarcimento a parlamentari ed ex coinvolti nell'euroscandalo del Qatar. Al Nazareno se ne parla da qualche giorno. Ne discutono politici e avvocati. Sulla scorta della linea tracciata da Enrico Letta, che ha annunciato: il Pd si costituirà "parte civile". Appena si aprirà il processo, al termine dell'inchiesta belga che sta terremotando i palazzi del potere di Bruxelles.
La mossa non sarà di pura testimonianza. Porterà a una richiesta di risarcimento danni, per la macchia che si è allungata sul partito. Il segretario uscente, in un frangente raramente così burrascoso, è riuscito a ricompattare il partito sulla linea dell'intransigenza. Ha dalla sua i tre aspiranti leader: Stefano Bonaccini, Elly Schlein e Paola De Micheli. La commissione di garanzia - il parlamentino che commina le sanzioni disciplinari agli eletti - è convocato in…
"Danno d'immagine". Il Pd si prepara a chiedere un maxi-risarcimento a parlamentari ed ex coinvolti nell'euroscandalo del Qatar. Al Nazareno se ne parla da qualche giorno. Ne discutono politici e avvocati. Sulla scorta della linea tracciata da Enrico Letta, che ha annunciato: il Pd si costituirà "parte civile". Appena si aprirà il processo, al termine dell'inchiesta belga che sta terremotando i palazzi del potere di Bruxelles.
La mossa non sarà di pura testimonianza. Porterà a una richiesta di risarcimento danni, per la macchia che si è allungata sul partito. Il segretario uscente, in un frangente raramente così burrascoso, è riuscito a ricompattare il partito sulla linea dell'intransigenza. Ha dalla sua i tre aspiranti leader: Stefano Bonaccini, Elly Schlein e Paola De Micheli. La commissione di garanzia - il parlamentino che commina le sanzioni disciplinari agli eletti - è convocato in via permanente. È già stato sospeso Andrea Cozzolino, il deputato Ue non indagato ma toccato dall'inchiesta brussellese. E l'organismo è pronto a fare altrettanto se l'indagine si allargherà, spiega chi sta seguendo la pratica fra i dem.
Giovedì al Nazareno l'incontro con i candidati alla segreteria
La tenaglia politica, mediatica, però è difficile da allentare. Le foto del trolley zeppo di banconote, proprio mentre il Pd a Roma battaglia contro il governo sul tetto al contante, è una magagna difficile da occultare. È il ritorno della questione morale, che rischia di diventare - più delle alleanze, più del cambio del nome, più dell'identità da ritrovare - il fil rouge del congresso. Se ne parlerà giovedì al Nazareno, all'iniziativa lanciata da Ceccanti, Verini e Delrio, che vedrà insieme Schlein, Bonaccini e De Micheli. Più Letta. Il tema portante avrebbero dovuto essere le radici del Pd. L'Ulivo, il Lingotto. Ma l'aspetto legalitario è già diventato centrale, nel dibattito interno.
Bersani all'assemblea di Articolo Uno
Letta ne ha parlato ieri intervenendo in video-call all'assemblea di Articolo uno, che ha chiesto ai dem di inserire la parola "lavoro" nel nome e nel simbolo. "Vogliamo difendere la rispettabilità e l'onestà di centinaia di persone - ha detto il segretario - Non accetteremo mai che le colpe di cui si sono macchiate una o due o poche persone ricadano su tutti. Saremo inflessibili verso chi ha infangato la buona politica e l'onestà di militanti e attivisti". Alla stessa platea ha parlato Pier Luigi Bersani, che per Panzeri ha fatto campagna elettorale. Non ha dribblato la domanda che tanti gli rivolgono, l'ex leader. "Ci chiedono: "Ma come non li conoscevate?". Sì li conoscevamo, non abbastanza evidentemente, del resto se ci sono voluti 5 servizi segreti europei non era così facile capire...". Si torna sempre lì, alla questione morale. "Ci dicono: "Avete tradito Berlinguer". Eh, no - replica Bersani - Dobbiamo prendere atto che la politica non è in grado di fare da filtro".
La questione morale al centro del dibattito congressuale
I candidati alla segreteria ormai comiziano su questo. I militanti sono i primi a chiedere chiarezza. Per Bonaccini, il Qatargate è "una vicenda da voltastomaco" ("vomitevole", la definisce il capo delegazione Ue Brando Benifei), ma "non c'è una questione morale nel Pd, c'è nella politica". Segue picconata alle correnti: "Va cambiato il gruppo dirigente". Schlein propone di istituire un registro per i parlamentari Ue "dove rendere conto degli incontri" coi lobbisti. Soprattutto, per la deputata ex Occupy Pd, è fondamentale "impedire il meccanismo delle porte scorrevoli", per evitare che dopo uno mandato elettorale, vedi Panzeri, ci si reinventi come portatore "di interessi privati di qualcuno. Serve un periodo di quiescenza". Non solo per scansare le inchieste, ma anche per rimodellare l'idea di Pd che si è radicata in un pezzo di società. Come ha detto il tesoriere Walter Verini, "va ridiscusso il nostro rapporto con il potere, se è sempre un mezzo, oppure se è diventato un fine".